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E’ un elemento metallico di colore bianco - bluastro, simbolo chimico Zn e numero atomico 30; è uno degli elementi di transizione della tavola periodica e costituisce lo 0.02% della litosfera. Lo zinco puro è un metallo cristallino, insolubile in acqua e solubile in alcol, in acidi e in sostanze alcaline. Inerte all'aria secca, all'aria umida si ossida e si ricopre di uno strato di carbonato che lo protegge dalla corrosione. Il primo passaggio del processo metallurgico di estrazione consiste nella trasformazione dei minerali in ossido di zinco tramite calcinazione. Gli ossidi ottenuti vengono poi ridotti dal carbone in una fornace elettrica; lo zinco viene raccolto liquido, scaldato fino all'ebollizione e distillato in storte di refrattario. Lo zinco ottenuto per distillazione contiene impurezze di ferro, arsenico, cadmio e piombo e viene definito zinco termico; è zinco puro al 98,5%. In alternativa, i minerali calcinati vengono trattati con acido solforico, si ottiene una soluzione di solfato di zinco che, purificata da tutti gli altri metalli, viene elettrolizzata. Lo zinco elettrolitico è puro al 99,99% e presenta proprietà molto ricercate: è quello utilizzato nella zincatura a caldo. Il più antico oggetto di zinco conosciuto è un antico idolo che ne contiene l'87%, trovato in Transilvania. A Rodi è stato trovato un braccialetto in argento con finiture in zinco datato 500 a.c. I romani lo usavano in leghe per fare monete, erano infatti i maggiori utilizzatori di ottone, prodotto con rame e carbonato di zinco (calamina) e lavorato in particolar modo nella Gallia settentrionale, e di bronzo, contenente essenzialmente rame, stagno e zinco, elaborato direttamente per miscuglio dei minerali metallici. Già Aristotele parlava di rame bianco brillante non ricavato dalla fusione del rame con lo stagno ma con l'aggiunta di “una specie di terra”. Nel 1742 fu avviata a Bristol la prima fabbrica di estrazione dello zinco per distillazione a partire dalla calamina. Il primo documento della zincatura a caldo risale al 1742 a cura del chimico francese Melouin, nel 1787 esistevano in Francia utensili zincati a caldo. Craufurd in Inghilterra e Sorel in Francia ottennero brevetti per la zincatura a caldo nel 1837, si deve a Sorel la denominazione del processo “galvanizzazione”, con riferimento alla nota cella galvanica, infatti, fino al 1830, lo zinco era conosciuto ed universalmente utilizzato per produrre corrente galvanica; il nome dato da Sorel alla zincatura a caldo rese quest'ultimo immediatamente popolare. Il processo della zincatura a caldo è rimasto immutato nei principi fondamentali dopo oltre 150 anni. Lo zinco muove tutt'oggi diversi mercati internazionali. Minerali di zinco sono estratti principalmente in Canada, Australia e in molti altri paesi come: USA, Messico Irlanda, Polonia, Russia, Spagna Svezia, ex Jugolslavia, Corea del Nord, Cina Giappone e Zaire. La produzione ha luogo negli stessi paesi di estrazione (a parte l'Irlanda che esporta tutto il minerale estratto) ed anche in altri che non producono minerali di zinco.

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