Tumori della pelle: esistono correlazioni con l’uso di lampade abbronzanti

La tintarella, si sa, è considerata un vero e proprio trattamento di bellezza. Quando non si può andare al mare o quando il cielo è grigio il modo migliore per ottenere un’abbronzatura da urlo consiste nello sfruttare le lampade abbronzanti.

Un tempo molto più diffuse di oggi, le lampade continuano a riscuotere un certo successo, soprattutto in alcuni soggetti, che non amano vedere la loro pelle di una tonalità eccessivamente chiara. Come ben tutti sanno però l’esposizione alla luce solare diretta può favorire lo svilupparsi dei tumori della pelle. Accade lo stesso anche con le lampade solari?

Il rischio dell’esposizione al sole

tumori della pelleFino a qualche anno fa si riteneva che solo alcune porzioni dello spettro solare fossero la principale causa favorente la comparsa dei tumori della pelle. Le ricerche degli ultimi anni invece hanno totalmente smentito questa teoria: la luce solare infatti è una delle principali cause del tumore alla pelle, in ogni banda del suo spettro.

Questo significa che prendere la tintarella in spiaggia nelle ore centrali del giorno, o farlo su un lettino dell’estetista, in pratica favorisce comunque il presentarsi di tumori. In Italia infatti è vietato utilizzare qualsiasi tipo di lampada abbronzante per le persone minorenni e anche per le donne durante la gravidanza.

Lo stesso divieto vige per chi ha già manifestato qualsiasi tipo di segno di tumore cutaneo, in quanto utilizzare le lampade abbronzanti significherebbe direttamente aumentare la probabilità che la patologia si ripresenti.

I tumori della pelle

I tumori della pelle non sono tra quelli più diffusi, anche se la loro incidenza nella popolazione è abbastanza elevata. In particolare, chi è costretto a vivere molta parte delle sue giornate esposto alla luce solare diretta ha un rischio moltiplicato di manifestare questo tipo di patologia. Appare chiaro come la frequenza delle esposizioni al sole e la loro durata sia direttamente correlata con il rischio di contrarre un tumore.

Quindi, andare al mare varie settimane all’anno, o utilizzare la lampada abbronzante una volta a settimana, sono due tipologie di comportamenti che si possono assimilare. Conviene però anche ricordare che la luce ultravioletta prodotta dalle lampade abbronzanti emette una quantità di raggi simili a quelli solari fino a 10-15 volte superiore a quella emessa dal sole nelle ore centrali del giorno.

Il rischio di contrarre un tumore alla pelle quindi è notevolmente aumentato per chi si sottopone a questo tipo di sedute, soprattutto se lo fa per periodi di tempo prolungato. Sotto potete vedere il video dell’intervento del Direttore del Dipartimento di Dermatologia Oncologica del San Gallicano Caterina Catricalà, durante la trasmissione Uno Mattina.

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