Reggio Calabria, Operazione “Selfie”: esecuzione di ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 persone.

Nelle province di Reggio Calabria, Roma, Latina e a Eisenach (Germania), al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, diretta dal Procuratore dott. G.B., i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i militari dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, con il contributo dei colleghi del BundesKriminalAmt (BKA), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Reggio Calabria – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, nei confronti di 28 persone tutti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata alla produzione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio, ricettazione, detenzione e porto illegale di arma da sparo.
L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività investigativa, condotta dalla Compagnia Carabinieri di Bianco con il supporto operativo dello Squadrone Eliportato “Cacciatori”, sotto il coordinamento del Proc. Agg. dott. L. e del Sost. Proc. dott. T. della Direzione Distrettuale Antimafia reggina, che ha permesso di comprovare l’esistenza e l’operatività di un sodalizio criminale composto da almeno 14 degli odierni arrestati – molti dei quali originari di San Luca e legati da vincoli di parentela –  dedito principalmente alla gestione di una filiera produttiva di marijuana, al trasferimento e alla sua commercializzazione nelle piazze di spaccio romane e pontine.
Avviata nel 2016, l’attività “Selfie” – così denominata poiché l’identificazione degli indagati è stata possibile, in origine, attraverso l’analisi delle immagini catturate dalle foto-trappole da loro stessi collocate a presidio delle piantagioni – ha consentito di rinvenire, nel corso del tempo, numerose coltivazioni di cannabis sativa. Nel dettaglio:
– due in Casignana (RC), località Marino, risalente al 21 settembre 2016;
– due in Bovalino (RC), località Bosco Sant’Ippolito, risalente al 18 maggio 2017;
– due in Siderno (RC), località Garino/Pezzillini, risalente al 2 giugno 2017;
– una in Bovalino, località Serro Mortilli, risalente al 30 giugno 2017;
– una in Casignana (RC), nei pressi dell’argine del torrente Bonamico, risalente al 18 luglio 2017.
L’analisi delle foto-trappole rinvenute nel settembre 2016 all’interno delle prime due piazzole recintate scoperte a Casignana, effettuata anche con il supporto dei carabinieri specializzati del Ra.C.I.S. di Roma, ha permesso di estrapolare – seppur già cancellate dai supporti di registrazione – numerose immagini ritraenti gli indagati intenti a curare la realizzazione e la conduzione delle due piantagioni.
La progressione investigativa ha permesso di identificare dapprima i complici dei coltivatori, delineando i contorni dell’associazione criminale e definendo i ruoli dei singoli all’interno del sodalizio, poi i destinatari dello stupefacente coltivato.
Gli indagati individuavano, rasavano e spietravano le piazzole di rilevanti dimensioni, impiantavano quindi i piccoli steli di circa 10 cm, realizzavano gli impianti professionali per l’irrigazione automatica, curavano la raccolta delle infiorescenze e la successiva essiccazione, fino al trasferimento, preferibilmente in auto con doppi fondi, nelle aree di destinazione e alla cessione.
La progressione investigativa assicurata dai carabinieri – oltre a permettere il rinvenimento e sequestro di svariate piantagioni individuandone i responsabili – ha consentito di delineare i contorni di una stabile rete di spaccio che, affondando le sue radici nella locride, ha interessato altre regioni d’Italia ed in particolare il Lazio, punto fondamentale di smercio dello stupefacente coltivato in Calabria.

Fonte: Comando Provinciale di Reggio Calabria

Leave a comment

Your email address will not be published.


*