Quando a scuola si studiava di più

Sono ferratissimi in grammatica, conoscono le province di tutte le regioni d’Italia e, a distanza di anni dagli studi, sanno ancora recitare a memoria poesie lunghissime come “La Spigolatrice di Sapri” o “La Ginestra” di Leopardi: sono gli over 40, 50 e 60 dei giorni d’oggi, sempre pronti ad indignarsi di fronte a strafalcioni grammaticali e geografici di figli e nipoti.

Gli anni passano, le riforme fioccano ma nessuno toglierà loro dalla testa che, una volta, la scuola preparava meglio ed educava di più i suoi studenti. Ma come è possibile se oggi diventare insegnante, sia maestro che professore, è di gran lunga più difficile? I fatti sembrano suggerire il contrario ma chi ha frequentato medie e licei fino agli anni Novanta non ha dubbi: la scuola di oggi non è più quella di un tempo.

quando a scuola si studiavaIl dibattito, da anni, è uno dei più accesi tra figli e genitori e ciascuna delle due fazioni adduce, volta per volta, motivazioni apparentemente inconfutabili. Oggi si studia in maniera interattiva, si dà molta importanza all’interdisciplinarità e ai laboratori e si prendono seriamente in considerazione le lingue straniere spiegano le nuove generazioni a mamme e padri che, purtroppo o per fortuna, hanno conosciuto soltanto il metodo mnemonico.

Niente, tuttavia, riesce a far cambiare idea a chi, a conti fatti, si rende conto di saperne di più su praticamente tutte le materie e, soprattutto, di non aver dimenticato nel tempo le nozioni acquisite. Ma come stanno effettivamente le cose? Uno studio dell’Ocse, che ha messo a paragone le rilevazioni del 1990 con quelle del 2012, sembra dar ragione ai genitori.

I parametri da valutare, naturalmente, sono moltissimi ma, nel complesso, la tendenza è quella di un generale impoverimento della preparazione in tutte le materie. Il divario, inoltre, peggiora progressivamente di anno in anno.

Il livello di istruzione si è notevolmente alzato, con un numero di laureati in più esorbitante rispetto a 20 anni fa, ma se si confronta un diplomato di ieri con un laureato di oggi spesso lo scarto di preparazione è imbarazzante.

Il dato, in realtà, è in linea con tutti gli altri paesi europei (fatta eccezione per la Polonia): l’efficienza del sistema scolastico è infatti a dir poco crollata allo stesso modo nelle nazioni del Nord come in quelle del Sud, nella penisola iberica come in quella scandinava. La motivazione, secondo il coordinatore dello studio Marco Paccagnella, va ricercata senza ombra di dubbio nel generale declino della qualità dei programmi proposti dai sistemi scolastici europei.

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