La poiana comune (buteo buteo) è un uccello da preda tipico dell'Europa, la cui sagoma ricorda quella di una piccola aquila in miniatura con forme più raccolte, con ali larghe e rotondeggianti sfrangiate alle estremità, che volteggia spesso disegnando nel cielo cerchi concentrici o che si può notare posata sulla cima di un palo del telefono o di una recinzione, su una roccia o su un ramo, pronta a lanciarsi con una lunga planata su una preda. La poiana appartiene all'ordine dei Falconiformi, famiglia degli Accipitridi, ha una lunghezza tipica tra i 51 e i 57 cm con una apertura alare dai 110 ai 130 cm, misure che lo rendono un predatore di medie dimensioni. La sua gamma copre la maggior parte dell'Europa e si estende in Asia. Vive nei boschi, ma di solito caccia in territori aperti.
Si nutre soprattutto piccoli mammiferi e, talvolta, carogne di animali (saprofagia). Le poiane sono gli uccelli più cacciati in tutta l'Inghilterra. Stanno aumentando di numero in Gran Bretagna e si stanno estendendo ad est dalle loro precedenti roccaforti occidentali. Generalmente non si spostano in stormi, ma possono essere visti insieme durante una migrazione o in un buon habitat. Lo scrittore vittoriano William Crossing disse di aver visto in alcuni posti gruppi di 15 o più. Questo rapace dalle ali ampie ha un piumaggio assai vario e in Europa può essere confuso con il simile falco pecchiaiolo (pernis apivorus) e con la poiana calzata (buteo lagopus).
Le parti superiori sono di solito marroni uniformi, mentre quelle superiori sono il risultato di una mascolanza di colori chiari e colori scuri, con la predominanza degli uni e o degli altri che rendono anche molto diversi gli esemplari gli uni dagli altri, con alcuni quasi bruni e altri invece quasi bianchi e talvolta alcuni con piumaggio a barre. La coda, corta e rotondeggiante, ha una decina di barrature sottili scure. Le femmine sono di solito leggermente più grandi dei maschi. La poiana è un abile veleggiatore e con ali piegate verso l’alto e la coda aperta a ventaglio sfrutta al meglio le correnti ascensionali passando dall’una all’altra con un potente volo battuto. Decisamente vocifera anche fuori del periodo riproduttivo, emette frequentemente un richiamo lamentoso composto da due note: "pii-un".
habitat
Vive in ambienti molto vari, in Calabria in zone aperte con pascoli, praterie o coltivi, purchè alternati a boschi dove possa nidificare, generalmente in collina e media montagna, fino a 1800-2000 metri di quota. La poiana è presente in tutta Europa e in Asia centrale e settentrionale con una decina di sottospecie. In Italia è presente con la sottospecie tipo che è stazionaria (buteo buteo) e in Sardegna con la sottospecie arrigonii con densità variabile, ma anche con individui nordici od orientali durante le migrazioni o per lo svernamento. Il numero delle poiane presenti in Italia è molto calato nella seconda metà del 1900 a causa delle persecuzioni da parte di cacciatori e agricoltori che la reputavano nociva all’agricoltura, ignorando la sua importante funzione di distruttore di roditori, ma è andata migliorando nell’ultimo decennio soprattutto nel Mezzogiorno e sulle isole. Le popolazioni dell’Europa nord-orientale sono migratrici regolari o erratiche, quelle mediterranee pressochè sedentarie. L’areale di svernamento comprende i paesi mediterranei e l’Africa maghrebina.
riproduzione
Nelle zone poco disturbate e ricche di prede, si incontrano fino a 7-10 coppie di poiana ogni 10 km quadrati. Il nido viene di solito costruito sugli alberi, anche se questi sono aggrappati a pareti rocciose, o più raramente sulla nuda roccia: di solito è a 8-20 metri di altezza sul suolo e viene riutilizzato anno dopo anno, così che la massa di rametti di cui è composto può diventare anche voluminosa. La stagione riproduttiva ha inizio in marzo e dopo 20-30 giorni utizzati per il restauro del nido avviene l’accoppiamento, dopo il quale vengono deposte 2-3 uova, più raramente 1 o 4, nella prima quindicina di aprile. Entrambi gli adulti covano le uova per 33-35 gioni dopo i quali nascono i pulcini che vengono nutriti e riparati inizialmente dalla sola femmina. Lasceranno il nido dopo poco più di un mese e mezzo e raggiungeranno la maturità sessuale a 3 anni di età.
di cosa si nutre
Si nutre di piccoli roditori, ma anche rettili, uccelli, anfibi, grossi insetti e animali morti; riesce a catturare anche piccoli conigli selvatici o lepri ed eccezionalmente scoiattoli e lepri, per un bisogno medio giornaliero di circa 150 grammi di carne.
protezione
Nonostante la protezione legale, la poiana paga annualmente in Italia un pesante tributo al bracconaggio durante il periodo di caccia, così come sono noti casi ripetuti di prelievo di pulli dal nido. I dati disponibili non sembrano invece evidenziare particolari conseguenze negative sulla produttività legate all’uso di prodotti chimici tossici in agricoltura. Risente ancora di una forte persecuzione per via del convincimento che arrechi danni alla selvaggina; assolve invece un ruolo fondamentale per la conservazione degli equilibri naturali, provvedendo al contenimento della popolazioni dei roditori.
i centri di recupero per la fauna selvatica
I centri di recupero svolgono anche programmi di educazione ambientale, arricchiti dalla possibilità di osservare gli esemplari in cattività con le dovute accortezze per evitare qualsiasi disturbo. Per gli uccelli rapaci, oggetto di persecuzioni e di collezionismo, l'informazione e la sensibilizzazione verso il vero ruolo di questi predatori assume un particolare valore. Spesso, la normativa in vigore in Italia è sconosciuta o sottovalutata. Infatti, nonostante la cattura, l'abbattimento o la semplice detenzione degli uccelli rapaci sia un reato penale per il quale sono previste forti sanzioni o l'arresto, sovente, nei centri di recupero, vengono ospitati esemplari (quasi sempre disabituati in maniera irreversibile alla vita selvatica) sequestrati a privati cittadini.
In prossimità del Parco del Pollino opera il Centro di Recupero Animali Selvatici del WWF, presso la Riserva naturale ed Oasi WWF del Lago di Pignola (PZ) ed il Centro di Recupero Animali Selvatici dei CIPR (Comitato Italiano Protezione Rapaci), in contrada Lacone di Rende (presso Cosenza). Gli animali selvatici eventualmente rinvenuti, per facilitare le attività dei Centri e per aumentare le possibilità di reintroduzione in natura, devono essere consegnati rapidamente al più vicino Comando stazione del Corpo Forestale dello Stato o direttamente ai Centri di Recupero. E' importante riporre gli animali in una scatola di cartone provvista di fori per l'aerazione, senza tentare di alimentarli o di apportare cure.