

















Pentedattilo
importante centro militare per la sua strategica posizione di controllo sulla fiumara Sant'Elia, via privilegiata per raggiungere l'Aspromonte. Con la dominazione bizantina iniziò un lungo periodo di declino, causato dai continui saccheggi che il paese subì prima da parte dei Saraceni ed in seguito anche da parte del Duca di Calabria.
Melito Porto Salvo e Pentedattillo ne divenne frazione.
Dopo un periodo di splendore, il paese ha vissuto una continua fase di alluvioni e terremoti. Attualmente si trova in stato di semi abbandono: arroccate sotto la protezione della grande rupe vi sono le abitazioni, molte delle quali abbandonate, accatastate l'una sull'altra in un insieme di tetti, scalinate, finestre e balconi, il tutto intessuto da una fitta vegetazione.
natura che si allunga a sud con una visuale protesa fino all'imbocco meridionale dello stretto di Messina e all'Etna fumante, a nord verso la selvaggia muraglia aspromontana, ad est si allarga alle ultime colline che dolcemente scendono verso il mare di Melito e ad ovest fino all'impressionante precipizio sulla fiumara.
in auto:
percorrere la Strada Statale 106 jonica fino a Saline Joniche, frazione Annà. Da qui imboccare la strada comunale che dalla litoranea porta a Pentedattilo (4 Km). Il sito è raggiungibile anche con pulman gran turismo.
in treno:
a piedi:
in aereo:
La notizia del fidanzamento ufficiale fra Don Petrillo Cortez e Antonietta Alberti mandò su tutte le furie il barone Bernardino Abenavoli che, ferito nei sentimenti e nell'orgoglio, decise di vendicarsi su tutta la famiglia Alberti. Nella notte del 16 aprile 1686 Bernardino, grazie al tradimento di Giuseppe Scrufari, servo infedele degli Alberti, si introdusse all'interno del castello di Pentedattilo con un gruppo di uomini armati. Giunto nella camera da letto di Lorenzo, lo sorprese durante il sonno sparandogli due colpi di archibugio e finendolo con 14 pugnalate.
ad Antonietta e, dopo aver affidato la moglie ad un convento, scappò prima a Malta ed in seguito a Vienna, dove entrò nell'esercito austriaco. Nominato capitano, fu ucciso da una palla di cannone durante una battaglia navale il 21 agosto 1692. Antonietta Alberti, il cui matrimonio con Bernardino fu annullato dalla Sacra Rota nel 1690 perché contratto per effetto di violenza, finì i suoi giorni nel convento di clausura di Reggio Calabria, consumata dal dolore e dell'angoscia di essere stata lei l'involontaria causa dell'eccidio della sua famiglia.