La martora degli alberi o martora comune (martes martes) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Mustelidae.
Assomiglia molto alla faina (martes foina) ma, a differenza di quest’ultima, la caratteristica macchia presente sulla gola e sul petto è più piccola e non è mai bianca, bensì gialla. Suddivisa in 7 sottospecie, vive nei boschi di tutta Europa dalla Spagna settentrionale all'Italia meridionale, ai Balcani settentrionali, al limite della vegetazione arborea della Scandinavia e della Finlandia settentrionale; è diffusa inoltre dall'Asia Minore e dalla Turchia alla Russia settentrionale e alla Siberia occidentale.
È lunga 50-55 cm, la coda misura 30 cm. Il pelo è folto, morbido e lucente, sul dorso giallognolo, sul muso marrone o marrone scuro, la fronte e le guance marrone chiaro, sui fianchi e sul ventre giallognolo con ombre marrone scuro sulle zampe. La gola e il sottogola sono spesso color tuorlo d'uovo, talvolta giallo chiaro. In Giappone, questa specie è rappresentata dalla martora giapponese (martes melampus). La solitaria martora comune stabilisce di preferenza la propria dimora in vecchi nidi di colombi, cornacchie e grifoni, nei covi di scoiattolo o entro alberi cavi.
Si accoppia nel cuore dell'estate. I piccoli, da tre a cinque, vengono al mondo in maggio e vengono curati solo dalla madre. Quanto più il bosco è vergine e selvaggio, tanto meglio è per la martora comune. Solo in grandi periodi di carestia la martora si spinge in prossimità delle fattorie per far la posta ai colombi e alle galline. L'opinione comunemente diffusa che essa abitualmente, dopo aver assalita la preda, ne recida la carotide per berne subito il sangue, si è rivelata errata. Più spesso essa strozza la vittima a regola d'arte con le zampe anteriori e solo dopo recide il collo. Le martore comuni, se catturate da piccole, diventano sorprendentemente docili e vanno d'accordo perfino con i cani e con i gatti. Il grido di richiamo è un “toch-toch-toch”, può ringhiare quando è arrabbiata e strillare se spaventata, emette anche borbottii e grugniti. Nel periodo degli amori miagola come i gatti domestici.
habitat
E’ diffusa in gran parte dell’Europa, eccetto all’estremità sud-est e sud-ovest, e nell'Asia centro-settentrionale. In Italia è meno diffusa della faina e presenta una distribuzione più discontinua. Vive soprattutto nelle selve di grande estensione, in particolare nelle foreste di alto fusto, sia di conifere che di latifoglie, ma a volte si trova anche in terreni aperti e rocciosi. Sulle Alpi e sui Pirenei si spinge sino a 2000 m di altitudine e rispetto alla faina (martes foina) evita gli agglomerati urbani, preferendo i villaggi poco abitati e selvaggi. E' numerosa la presenza della martora nel Parco Nazionale d'Aspromonte: rappresenta il maggior nemico di un altro simpatico ospite del Parco, lo scoiattolo nero.
riproduzione
In Europa, il ciclo riproduttivo della martora risente fortemente delle variazioni stagionali della fascia temperata, come avviene in quasi tutte le specie di mustelidi. La stagione degli amori coincide di solito con il periodo che va da luglio ad agosto. Dopo l'avvenuto accoppiamento, l'impianto dell'uovo fecondato nell'utero subisce un ritardo di circa sei mesi. Questo ritardo appare correlato con il fotoperiodo, in pratica, in estate aumenta con la durata delle ore di luce. Dopo l'impianto uterino, la gestazione si prolunga per 30 - 35 giorni, le nascite avvengono pertanto verso la fine di marzo ed in aprile. Per ogni parto possono nascere fino a cinque piccoli, ma la media è solitamente di tre. Ogni femmina adulta presenta soltanto quattro mammelle funzionali. I maschi adulti di martora hanno un netto ciclo di maturazione dei gameti: la maturazione dei testicoli viene completata un mese prima dell'estro delle femmine e la regressione coincide con l'inizio della fertilità femminile. La maggior parte degli accoppiamenti avviene in un periodo di circa 30 - 45 giorni, durante i quali le femmine hanno da uno a due periodi fertili. Questi periodi durano 1 - 4 giorni e si ripetono dopo un intervallo di 6 - 17 giorni. La copulazione è prolungata e può avvenire indifferentemente sugli alberi o a terra. In cattività sono stati osservati accoppiamenti multipli di una femmina con più maschi. Nel periodo precedente all'impianto dell'uovo fecondato nell'utero, si può verificare un falso periodo di estro, probabilmente legato all'aumento dei livelli ormonali. L'aumento delle interazioni tra martore nei momenti di falso estro, insieme all'aumento delle aggressioni, sembra favorire l'allontanamento dei giovani dal territorio della madre (Helldin & Lindstrom, 1995). Alla nascita, i cuccioli sono ciechi ed inetti, il corpo è ricoperto da un cortissimo pelo e pesano circa 30 grammi. I piccoli di martora aprono gli occhi dopo 34 - 38 giorni ed iniziano ad assumere cibo solido a circa un mese e mezzo, lo svezzamento dura circa due mesi. Le giovani martore diventano indipendenti a 12 - 16 settimane, quando cominciano a cercare un proprio territorio. In molti casi i giovani restano all'interno del dominio parentale, dove vengono tollerati fino alla prima stagione degli amori. Allo stato selvatico, la martora raggiunge la maturità durante la sua prima estate, anche se il primo accoppiamento si svolge al secondo o terzo anno d'età. La durata della vita della martora è di circa 15 anni.
di cosa si nutre
Si dedica alla caccia non solo di notte ed al crepuscolo, ma anche durante il giorno predando sia roditori, che lepri, conigli ed uccelli; spesso saccheggia i nidi, utilizzando gli incisivi per aprire il guscio delle uova. Nelle sua dieta rientrano anche frutta e bacche.
protezione
Lo stretto legame tra la martora e le grandi foreste indisturbate in cui si trova, ai vertici della catena ecologica, rendono questo animale leggermente a rischio, anche perché non si è del tutto annullata la minaccia del bracconaggio da parte di chi lo considera erroneamente un animale “nocivo”. In passato fu intensamente cacciata per la sua pelliccia. La disciplina sulla fauna omeoterma e il prelievo venatorio (Legge 11 Febbraio 1992 n.157) introduce specificamente all’art.2 la specie maartora (martes martes), nelle “specie oggetto di tutela” di cui è vietato l’abbattimento in modo assoluto. La specie è protetta pure dalla "Direttiva habitat" 92/43 dell'Unione Europea all'allegato IV del documento: "Specie animali e vegetali d'interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa.