La vallata delle grandi pietre

Pietra Cappa

Avvertenze generali:

Si consiglia a tutti coloro che intendono compiere escursioni in Aspromonte, di assumere preliminarmente tutte le informazioni in base allo stato di manutenzione e segnatura dei sentieri ed alla loro difficoltà. Si invitano inoltre gli escursionisti alla massima prudenza soprattutto nella percorrenza degli itinerari in stagione invernale o in condizioni meteorologiche avverse. Le precipitazioni, specie se abbondanti, possono innescare su un territorio particolarmente “fragile”, fenomeni franosi. Ci sentiamo di suggerire la prudenza, perché frutto di conoscenza, esperienza, formazione e informazione, come primo passo verso la sicurezza: sui pendii della montagna, per ritrovare un rinnovato rapporto di equilibrato e reciproco rispetto con la natura, sulla neve, per vivere la propria avventura solo quando le condizioni lo consentono.

Comune:San Luca
Segnaletica:nessuna
Tempi: 2 giorni
1° giorno:San Luca - Rocce di San Pietro - Pietra Cappa (4 ore)
2° giorno:Pietra Cappa - Pietra Lunga - Pietra Castello - Pietra
Febo - San Luca (3 ore)
Dislivello salita:da San Luca a Pietra Cappa: 550 m,
Dislivello discesa:da San Luca a Pietra Cappa: 100 m,
Dislivello salita:da Pietra Cappa a San Luca: 150 m,
Dislivello discesa:da Pietra Cappa a San Luca: 700 m,
Periodo:tutto l'anno.
Difficoltà:da San Luca a Pietra Cappa: escursionistico.
Alcuni tratti del percorso Pietra Cappa - San Luca sono per
escursionisti esperti, altri sono invece a carattere turistico,
quindi poco impegnativi.
Carte IGM: Scala 1:25.000 n.e. F° 603 IV S. Luca.
Scala 1:25.000 v.e. F° 255 III NO S. Luca; IV SO Platì;
Scala 1:25.000 F° 603 Bovalino.
Ultima verifica: non disponibile.
Acqua potabile:Calaria, Acqua d'abbate, Casello San Giorgio,
Palazzo, San Luca.
Collegamenti:Autostrada A 3 SA-RC - uscita Rosarno, SGC
Jonio-Tirrenofino a Marina di Gioiosa Jonica, SS 106 jonica
fino a Bovalino e strada provinciale fino a San Luca.
Appoggi:Case alte del vecchio abitato di San Luca, CFS -
Stazione di San Luca.


San Luca

Pietra Castello


I sentieri del Parco


la vallata delle grandi pietre

L’itinerario è un saliscendi tra valloni e pianori che ha come meta la mole imponente di Pietra Cappa. Il greto dei torrenti attraversati è colmo di oleandri carichi di fiori rossi. Non sono più corsi d’acqua, bensì opulente cascate di fiori che sembrano sgorgare dalle montagne. Al casello di San Giorgio, un’ottima fontana e panche e tavoli all’ombra di un enorme Castagno invitano alla sosta. Ma non dimenticate di visitare la chiesetta di San Giorgio, poco sotto il casello, della quale purtroppo rimangono pochi ruderi, spesso sommersi dalle felci e dai rovi.
La colpa non è solo degli elementi naturali, infatti, alcuni anni fa, per le ricerca di un fantomatico tesoro sepolto sotto il pavimento, fu impiegata una ruspa che abbatté i muri dell’abside. D’altronde, l’interesse dimostrato dalle autorità nei confronti della chiesetta è quasi nullo: l’unico scavo fu condotto nel 1935. Si deve invece a Legambiente ed al Servizio Civile Internazionale un campo di lavoro nel 1994 che ha reso almeno fruibile il sito San Giorgio (era una chiesa lauritica, cioè un punto di riferimento per i monaci che vivevano eremiti nei dintorni e vi si riunivano per le funzioni liturgiche).
La chiesa aveva un pavimento in marmo policromo, rimosso nel 1936 ed ora conservato, ma purtroppo non esposto, al Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria e numerose colonne, alcune delle quali ancora tra i ruderi, mentre altre sono state portate al santuario di Polsi (una sorregge una statua della Madonna nel piazzale antistante la chiesa). L’analisi dei ruderi e dei documenti disponibili fa supporre una struttura con cupola centrale e quattro cupolette agli angoli del tipo detto tetrakionio, simile alla Cattolica di Stilo, una chiesa pertanto di una certa ricchezza, a testimonianza della vita alquanto fervida che ebbe tale territorio intorno all’anno mille e probabilmente anche in età più antiche.
Alcuni toponimi, per esempio Acqua d’Abbate, ricordano gli eremiti che scelsero questo ambiente per ritirarsi in meditazione ascetica ed i castagni, colture diffuse dai monaci, come attestano numerosi documenti dell’epoca.

Avvicinamento in auto: seguire la SS 106 deviando per San Luca (11 km.). Attraversare il paese imboccando la strada che porta verso la montagna. Seguirla sino al cimitero e nel tornante successivo lasciare l’auto.

da San Luca a Pietra Cappa

percorso a piedi: da qui inizia il sentiero chiamato ‘Pista Sale’ che scende nel vallone dove scorre il Torrente Santa Venere in località Pruppu e poi sale, tra coltivi di ulivi terrazzati, verso l’incombente costone di Calarìa. Aggirato il costone deviate a sinistra e puntate verso monte. Incontrata una strada sterrata, seguirla ed in breve si giunge alla fontana di Calarìa sulla strada asfaltata che da San Luca porta in montagna.
Seguite l’asfalto in salita per circa 200 m ed a un’apertura del guard rail, in una curva sinistrorsa, lasciate la strada imboccando un sentiero che si apre tra la fitta macchia mediterranea (lentisco, erica arborea e leccio). Si prosegue prima in quota lungo il costone di Cicerati per poi scendere al Vallone del Salice, ove scorre il Torrente Ferrullà, per poi risalire il versante opposto.
Quest’ultimo tratto è disagevole perché il sentiero è inciso dall’acqua piovana e ingombro di sassi instabili. Terminata la salita, siete ai Piani di Livadoce con panorama nettamente diverso: ampi pianori destinati alla coltivazione di cereali ed al pascolo e delimitati da muretti di pietre a secco, alle spalle la distesa azzurra del Mare Jonio, di fronte la mole imponente di Pietra Cappa.
Qui il sentiero si nota appena, ma ormai Pietra Cappa è vicina ed evidente. Proseguendo si incontra, poco sotto il sentiero, la Fontana d’Acqua d’Abbate circondata da vetusti castagni e da recenti rimboschimenti. Ad uno slargo con panchina seguire il sentiero ampio con la recinzione a sinistra. Poco avanti s’incontra un bivio: proseguire a destra (a sinistra conduce direttamente al casello forestale di San Giorgio).
Giunti quasi sotto la pietra, si supera uno scalandrino e salendo ripidamente verso destra si giunge alla base di Pietra Cappa. Aggirandola da nord, s’incontra una fontana e poi uno scalandrino, che si deve superare. Seguire il sentiero in discesa sino ad un rigagnolo e ad un vivaio di piante forestali. Il tracciato ora si allarga in una pista e dopo una breve salita si giunge al casello forestale di San Giorgio. Una fontana ed alcune panche all’ombra di un enorme castagno invitano ad una sosta.

da Pietra Cappa a San Luca

percorso a piedi: dal Casello forestale di San Giorgio si può seguire il Sentiero Italia verso Pietra Lunga. Da qui (noterete un cancello che impedisce l'accesso alle auto), aggirando il cancello, si accede alla carrareccia e la si segue. Vista su Pietra Castello e sulla sottostante vallata ricca di una fittissima lecceta, regno di cinghiali. In pochi minuti si giunge ad un trivio dove transita un acquedotto.
Avete Pietra Lunga alle spalle, Pietra Castello a sinistra e Montalto a destra. Giunti quindi sotto Pietra Castello, rupe che domina la vallata della fiumara Bonamico, si continua in piano fino alle evidenti formazioni rocciose di Pietra di Febo. Il segnavia rosso-bianco-rosso del Sentiero Italia vi guiderà fino a San Luca.





San Luca: vista dal satellite



Clicca qui per visitare il sito del CAI di Reggio Calabria


fonte testo : Il Parco Nazionale d'Aspromonte - Guida naturalistica ed escursionistica
Francesco Bevilacqua, Alfonso Picone Chiodo - Rubbettino Editore - 1999


Poiché i sentieri potrebbero aver subito variazioni che non possono essere ricondotte a nostre responsabilità, faremo tesoro delle Vostre osservazioni, di tutte le variazioni e/o inesattezze che troverete lungo il percorso.

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