








“Sentiero Italia” è l’idea di un itinerario per escursionisti di circa 6000 chilometri che corre lungo la penisola collegando le Alpi alla Calabria per proseguire, poi, nelle isole maggiori. L’Associazione “Sentiero Italia” e il Club Alpino italiano sono i promotori dell’iniziativa che ha lo scopo di valorizzare, nel rispetto dell’ambiente, i territori montani e di fare conoscere, attraverso la pratica dell’escursionismo, aspetti inediti delle realtà montane ricche di storia e tradizioni.
Il “Sentiero Italia” utilizza, dove è possibile, i sentieri preesistenti (particolarmente nell’arco alpino e nell’Appennino centrale), favorendo quelli accessibili a tutti gli escursionisti e percorribili per molti mesi all’anno.
Con l’impegno del Club Alpino Italiano si sta pertanto realizzando un'arteria escursionista che comprende percorsi sperimentati già da anni, come la Grande Traversata delle Alpi in Piemonte e la Grande Escursione Appenninica sul crinale tosco-emiliano. La sezione del C.A.I. di Reggio Calabria ha individuato alcune tappe, con partenza da Reggio Calabria, che collegano le località più suggestive del massiccio. In Aspromonte, il “Sentiero Italia” parte da Gambarie e, dopo avere toccato Polsi e San Luca, risale lungo il crinale per immettersi, verso Nord, nel “Sentiero del Brigante”.
La segnaletica è bianco-rosso e sigla SI. Nell’aprile del 1995 è stato percorso da un gruppo di escursionisti del C.A.I. in occasione del Camminitalia, un trekking durato 8 mesi che ha percorso tutto il Sentiero Italia. Un secondo Camminaitalia è stato organizzato nel 1999 dall’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) per festeggiare l’80° anniversario della loro fondazione.
Avvicinamento in auto: dall'Autostrada A 3 SA-RC si esce a Bagnara Calabra
(oppure Scilla, Villa San Giovanni o Reggio Calabria).
Da Bagnara Calabra si prosegue per Sant' Eufemia D'Aspromonte e in circa 20 Km si raggiunge Gambarie.
Da Scilla si prosegue per Melia. Si raggiunge Gambarie dopo 32 Km.
Da Villa San Giovanni si prosegue per Campo Calabro e Melia. Si raggiunge Gambarie dopo 33 Km.
Da Reggio Calabria (via Reggio Campi) si prosegue per la SS 183 (strada Terreti-Gambarie). Si raggiunge Gambarie dopo 32 Km.
Da Gallico si prosegue per la SS 184 (Laganadi, Sant' Alessio, Santo Stefano). Si raggiunge Gambarie dopo circa 32 Km.
Per arrivare a Polsi bisogna raggiungere Gambarie. Lo si può fare sia dal versante jonico (SS. 106 da Melito, oppure SS.106 Km 27 bivio per San Luca) che da quello tirrenico (Autostrada A3 svincolo di Bagnara Calabra).
I cartelli da seguire sono quelli per Gambarie, da dove, seguendo un sentiero sterrato per circa 16 Km, si raggiunge Montalto, sulla cui sommità è posta la Statua del Redentore, voluta da Leone XIII, che fece erigere altri 19 monumenti sulle cime più alte d’Italia. Da questo monte si apre davanti a noi un meraviglioso panorama dove l’Etna, le Isole Eolie e le Serre calabresi ci offrono scenari di incomparabile bellezza.
Proprio da qui inizia il cammino verso Polsi, attraversando boschi ed antiche mulattiere, tra i profumi e i colori di una montagna verdissima. Dopo un breve tratto in forte pendenza si incontria la strada asfaltata (1790 m.) e si prosegue, sempre in discesa, lungo l'antico sentiero utilizzato per secoli dai pellegrini provenienti da tutta la Calabria e dalla vicina Sicilia. In diversi punti si taglia la strada asfaltata di più recente costruzione. Al Piano dei Riggitani (1575 m.) si lascia definitivamente l'asfalto per seguire, lungo il crinale, la mulattiera che scende, in un ambiente selvaggio, fino in prossimità del Santuario di Polsi (862 m.). Un tuffo tra le selci ed ecco davanti a noi una profonda valle al centro della quale è situato il Santuario, simbolo altissimo e richiamo di forte spiritualità, dove almeno una volta nella vita un calabrese sente il desiderio di recarsi. Quello che vediamo dall’alto del nostro percorso lo lasciamo illustrare da Edward Lear, un viaggiatore inglese del passato, che in occasione del suo viaggio in Calabria, nel 1847, descrisse Polsi comunicando la sua meravigliosa atmosfera:
Il Santuario risale al XII secolo. Costruito ai tempi di Ruggero il Normanno, all’interno si trova una magnifica Statua della Madonna della Montagna e la splendida Croce simbolo di Polsi. Tra il 30 agosto ed il 2 settembre ricorre la solenne celebrazione della Madonna, il Santuario prende vita, una gran massa di pellegrini arriva da ogni parte della Calabria e della Sicilia; la veglia, il canto del Rosario, la processione. Per festeggiare ci si riunisce davanti a grandi fuochi, dove viene arrostita la squisita carne di capra; il suono del tamburello dà ritmo alla tarantella che viene danzata quasi incessantemente. Odori, profumi e sapori ci fanno scoprire ambientazioni che ormai pensavamo potessero appartenere soltanto ad un antico passato…
percorso a piedi: nel primo tratto il percorso è comune al sentiero azzurro e poi al sentiero verde del G.E.A. Si può utilizzare anche la seggiovia. Giunti sulle piste, si sale fino al ripetitore ed al rifugio, e, seguendo la sterrata, si raggiunge Nardello, nei pressi dell'ex base U.S.A. Siete ormai sulla stradina che in circa 6 Km conduce ai piedi del Montalto. Un sentiero, delimitato da una staccionata in legno e indicato da segnavia bianco-rosso, conduce alla cima del monte in circa 20 minuti. La statua del Redentore vi accoglie e dalla vetta, la più elevata dell’Aspromonte, potete ammirare un ampio panorama sullo Jonio e sul Tirreno.
Con l’ausilio di una rosa dei venti posta nel 1994 dal G.E.A. potrete individuare le cime più importanti del massiccio e, con buona visibilità, le Serre, l’Etna e le isole Eolie. Alle spalle della statua i segnali portano ad un altro punto panoramico. Da qui il sentiero scende rapidamente di quota e taglia alcune curve della strada asfaltata per Polsi.
Infine, la lascia definitivamente entrando in una piccola radura tra i faggi. I tratti nel bosco si alternano a tratti aperti con tracce di terrazzamenti dove anticamente si coltivavano cereali. Subito dopo si entra in una pista che sbocca in un ampio Piano detto dei Riggitani. Il sentiero si perde, ma, attraversato il piano, riprende, ed in alcuni tratti si nota ancora l’antica mulattiera che scendeva a Polsi.
Al faggio subentrano enormi esemplari di pino laricio. A sinistra abbiamo la frana di San Francesco e a destra il Vallone della Madonna. La vegetazione diviene più rada e costituita da esemplari isolati di quercia. Per questo motivo il sentiero è in alcuni punti eroso ma la meta è ormai vicina. L’ultimo tratto è immerso nelle felci e, sfiorata la Via Crucis, raggiunge Polsi nei pressi di un castagno secolare e di una fontana monumentale.
Avvicinamento in auto: da San Luca strada per Polsi. Da Gambarie d'Aspromonte, strada Gambarie-Polsi.
Dal santuario di Polsi si scende al ponte sulla Fiumara della Madonna e si risale per un breve tratto la strada che sale verso Montalto. A sinistra, su un muretto di cemento, si ritrovano i segnali che guidano dentro un lecceto fittissimo. Il sentiero corre alto sulla Fiumara Bonamico. Dopo un’ora di marcia, la vista si apre sulla Vallata della Fiumara e sul Lago Costantino.
Da qui, in meno di un’ora si scende lungo un costone tra felci, ginestre e ruscelli, fino ad un ovile. Oltre non è possibile proseguire perché il sentiero segnato è invaso dai rovi, quindi è necessario voltare a sinistra seguendo la recinzione dell’ovile per scendere al greto della fiumara che si vede poco in basso. Seguendo il corso del fiume, si arriva sulle sponde del Lago Costantino (300 m).
Lasciato il lago, che si costeggia sulla destra, dopo avere superato lo sbarramento naturale che ostruisce la fiumara, si prosegue lungo il greto della fiumara attraversandola in più punti con passaggi di fortuna. Quando il letto comincia ad allargarsi, l’escursionista preferirà l’agevole pista che corre sulla sinistra, a ridosso dell’argine. Da un’apertura praticata nell’argine parte una stradella che, con una breve salita, porta a San Luca (242 m) e quindi alla casa di Corrado Alvaro.
Avvicinamento in auto: SS 106 jonica fino a Bovalino. Strada provinciale fino a San Luca.
Da San Luca si risale tra i vicoli del centro storico e, attraversando dei coltivi, ci si immette su una stradina che transita da un casolare in località Palazzo (poco dopo sorgente Ceramidìo) e poi termina in una grande radura. In alcuni tratti, purtroppo, il sentiero è stato distrutto dai lavori per la realizzazione di un acquedotto. Si entra quindi in un fitto bosco, un’eventuale deviazione attraverso una breve ma ripida salita conduce alla base di Pietra Castello (943 m).
La sommità di Pietra Castello, eccezionalmente panoramica, può essere raggiunta solo da chi abbia una certa esperienza di roccia (si tratta pur sempre di un’arrampicata), preferibilmente con attrezzatura alpinistica o, comunque, con molta attenzione: occorre uscire fuori dalla vegetazione sulla selletta dal lato opposto quello di provenienza, pochi metri e si è in vista della Valle della Bonamico; a sinistra vi è la ripida parete segnata, più o meno all’altezza della sella, da quelli che paiono alcuni labili gradini scavati nella roccia.
Si effettua un breve traverso verso destra schiacciati con il ventre alla roccia e ci si arrampica poi dritti verso l’alto, prima con un passaggio esposto e poi infilandosi in una fenditura che ripara da eventuali cadute; l’ultimissimo tratto che conduce alla sommità è più semplice (si tenga conto che la ridiscesa è più complessa per ché ci si muove su passaggi molto esposti e con un notevole strapiombo al disotto). La pista prosegue tra ginestre ed erica con vedute panoramiche su Pietra Lunga e Pietra Cappa.
Giunti ad un bivio, si lascia la traccia dell’acquedotto seguendo a destra una pista che sale dolcemente verso Pietra Lunga (817 m) e poi sbuca sulla strada in cemento che da San Luca sale verso la montagna. E’ necessario proseguire, per un breve tratto, lungo la strada, che si abbandona, piegando a destra, non appena appaiono alla vista i segnavia. Si scende tra la fitta vegetazione verso il Vallone del Salice fino a immettersi in una strada sterrata che ha preso il posto dell’antico sentiero.
Si lascia sulla sinistra una sorgente d’acqua (con abbeveratoio per le bestie) e, dopo avere superato un piccolo corso d’acqua (680 m), si prosegue in salita lungo la strada sterrata che conduce a Natile. Con una breve deviazione sulla destra si raggiunge il Casello Forestale di San Giorgio da dove, con un agevole sentiero, si raggiunge Pietra Cappa.
Da Pietra Cappa, il Sentiero Italia segue una pista sterrata che sfiora un cancello e poi ne attraversa un altro. Qui, la si lascia per un sentiero che sale a sinistra lungo un crinale toccando le località Serro Alto e Serro Cropanelli. Si raggiunge una radura dove s’incontra una stradina asfaltata. Percorso meno di un chilometro e prima che la strada inizi a salire rapidamente sulla sinistra, si trova la fontana del Salice.
Giunti al primo bivio (1 km circa), si lascia la strada per un sentiero che sfiora monte Scorda e si giunge a monte Misafùmera (1390 m), quindi si scende fino ad intercettare la strada asfaltata che porta ai Piani di Zervò e al Sanatorio (1158 m).
Qui, il “Sentiero Italia” si salda con il “Sentiero del Brigante”, con il quale si può camminare fino alle Serre e poi, grazie al Sentiero Italia, fino a Trieste...Al Sanatorio è possibile allestire il campo e rifornirsi di acqua potabile. E’ anche possibile consumare un frugale pasto presso la trattoria adiacente all’edificio.