il sentiero del brigante

Gambarie

Avvertenze generali:

Si consiglia a tutti coloro che intendono compiere escursioni in Aspromonte, di assumere preliminarmente tutte le informazioni in base allo stato di manutenzione e segnatura dei sentieri ed alla loro difficoltà. Si invitano inoltre gli escursionisti alla massima prudenza soprattutto nella percorrenza degli itinerari in stagione invernale o in condizioni meteorologiche avverse. Le precipitazioni, specie se abbondanti, possono innescare su un territorio particolarmente “fragile”, fenomeni franosi. Ci sentiamo di suggerire la prudenza, perché frutto di conoscenza, esperienza, formazione e informazione, come primo passo verso la sicurezza: sui pendii della montagna, per ritrovare un rinnovato rapporto di equilibrato e reciproco rispetto con la natura, sulla neve, per vivere la propria avventura solo quando le condizioni lo consentono.

Comuni:Gambarie, Oppido Mamertina, Platì, Ciminà, Cittanova
(Zomaro), Canolo, San Giorgio Morgeto, Fabrizia, Mongiana,
Bivongi, Stilo.
Segnaletica:segnavia rosso-bianco-rosso G.E.A.
Tempi: 7 giorni
1° giorno:da Gambarie a Carmelia (4-5 ore)
2° giorno:da Carmelia a Zervò (3 ore)
3° giorno:da Zervò a Trepitò (4-5 ore)
4° giorno:da Trepitò al Passo del Mercante (3-4 ore)
5° giorno:da Passo del Mercante al Passo della Limina (3-4 ore)
6° giorno:da Passo della Limina a Mongiana (7-8 ore)
7° giorno:da Mongiana a Bivongi e Stilo (7-8 ore)
Altitudini: da Gambarie a Carmelia: minima 1247 m,
massima 1425 m
Altitudini:da Carmelia a Zervò: minima 1158 m,
massima 1438 m
Altitudini:da Zervò a Trepitò: minima 760 m, massima 1158 m
Altitudini:da Trepitò al Passo del Mercante:
minima 917 m, massima 1032 m
Altitudini:da Passo del Mercante al Passo della Limina:
minima 822 m, massima 960 m
Altitudini:da Passo della Limina a Mongiana: minima 822 m,
massima 1131 m
Altitudini:da Mongiana a Bivongi e Stilo: minima 2766 m,
massima 1390 m
Periodo: da Gambarie a Carmelia: da aprile a novembre.
Da Carmelia a Zervò: da aprile a novembre.
Da Zervò a Trepitò: tutto l'anno.
Da Trepitò al Passo del Mercante: tutto l'anno.
Da Passo del Mercante al Passo della Limina: tutto l'anno.
Da Passo della Limina a Mongiana: tutto l'anno.
Da Mongiana a Bivongi e Stilo: da aprile a novembre.
Difficoltà:escursionistico
Carte IGM:F° 601 I Gambarie, F° 589 Il Oppido Mamertina,
F° 590 III Platì, F° 590 IV Taurianova, F° 590 I Gioiosa Jonica
Ultima verifica: non disponibile.
Acqua potabile:lungo tutto l'itinerario.
Collegamenti: Autostrada A 3 SA-RC - uscita Bagnara Calabra
(oppure Scilla, Villa San Giovanni o Reggio Calabria).
Strade provinciali da Bagnara, Scilla, Villa San Giovanni e Reggio
Calabria.
Appoggi:CFS - stazioni di Gambarie, Oppido Mamertina, Platì,
Ciminà, San Giorgio Morgeto, Fabrizia, Mongiana.
Ristoranti e trattorie a:Gambarie, Carmelia, Zomaro, Canolo,
Passo della Limina, San Giorgio Morgeto, Fabrizia, Mongiana,
Bivongi, Stilo.
Possibili pernottamenti a:casello forestale di Carmelia (se>
autorizzati), Trepitò, Zomaro, Bivongi, Stilo.

Gambarie::. piazza Mangeruca

Mausoleo a Giusepppe Garibaldi::. Il mausoleo ricorda il luogo dove l’eroe dei due mondi venne ferito ed arrestato, il 29 agosto 1862, dalle truppe regolari italiane del generale Pallavicini, nel corso del suo estremo tentativo di abbattere il governo pontificio, ultimo baluardo verso la completa unità dell’Italia. Un albero secolare ricorda quella battaglia e testimonia lo sfortunato evento di cui fu vittima Giuseppe Garibaldi, che proprio a quell’albero si appoggiò saguinante, prima di essere soccorso ed aiutato dai suoi soldati. Il mausoleo raccoglie testimonianze di quell’evento e ricorda la storia risorgimentale del nostro Paese, di cui anche l’Aspromonte, fu tappa fondamentale. Ciò è dimostrato anche nella storia di Santo Stefano in Aspromonte, che vanta numerosi eroici Patrioti. Al di là dell’importanza storica del luogo, l’escursionista potrà ammirare i meravigliosi boschi di faggi e pini, i diversi ruscelletti e le piccole cascate, in un sottobosco ricco di funghi, ciclamini, erica e felci. E' abbastanza facile incontrare qualche esemplare della fauna del Parco.

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il lentisco

Piani di Zervò::. il Crocefisso

Zervò::. comunità Incontro di Don Pierino Gelmini

la fauna del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il tasso

Piani di Zomaro, Cittanova (RC)::. Ostello della gioventù

la fauna del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. lo scoiattolo nero

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. taxus baccata

Mongiana (Vibo Valentia)

Bivongi (RC)::. cascate del Marmarico

Stilo (RC)::. la Cattolica


I sentieri del Parco


il sentiero del brigante

Il Sentiero del Brigante, realizzato negli anni ‘90 dal G.E.A. con segnavia bianco-rosso, segue la dorsale appenninica fino alle Serre. Attraversa la parte più boscosa dell’Aspromonte e l’acqua è presente con innumerevoli sorgenti e fontane in ogni tappa. Offre inoltre l’opportunità a fine tappa di appoggiarsi ad alcune strutture per avere vitto e alloggio. Sia a Gambarie che a Zervò ci si può collegare al Sentiero Italia ed impostare un circuito tra i più completi del parco.
La conformazione oro-idrografica dei territori attraversati, particolarmente in Aspromonte, fa del “Sentiero del Brigante” l’unica via di collegamento diretto tra l’Aspromonte e le Serre. Si snoda infatti per circa 120 km sui crinali e per questa sua caratteristica è destinato a diventare l’asse portante di una più vasta rete di itinerari per escursionisti che, partendo da esso, scenderanno a valle, verso lo Jonio e il Tirreno, per collegarlo ai pittoreschi paesi pedemontani.
Quasi certamente era questa la via che, nei secoli passati, percorrevano i briganti per sfuggire ai gendarmi. Si evitavano così i percorsi marini o di mezza costa, più urbanizzati e perciò più accessibili e battuti. Anche gli eserciti, in epoche remote, quando le coste erano impraticabili a causa degli acquitrini e della malaria, la preferirono per i loro spostamenti.
Il “Sentiero del Brigante” offre all’escursionista una natura incontaminata e paesaggi di incomparabile bellezza, ma offre anche la possibilità di scoprire aspetti dell’Aspromonte e delle Serre poco conosciuti: insediamenti di particolare valore storico, resti significativi di manufatti industriali, testimonianze di cultura e tradizioni strettamente collegate alle civiltà contadina.
Tra tutti gli itinerari proposti, il “Sentiero del Brigante” è l’unico che attraversa zone antropizzate, caratteristica questa che lo avvicina, più degli altri, a quelli delle montagne dove più è radicata la pratica dell’escursionismo. Particolarmente gradita, a fine tappa, sarà la sosta in una delle trattorie e ristoranti disseminati lungo l’itinerario: si potrà gustare cibo genuino e saporito a base di pasta fatta in casa, capra, capretto al forno, funghi, salumi e ottimo vino.

Avvicinamento in auto: dall'Autostrada A 3 SA-RC si esce a Bagnara Calabra
(oppure Scilla, Villa San Giovanni o Reggio Calabria).
da Bagnara Calabra si prosegue per Sant' Eufemia D'Aspromonte e in circa 20 Km si raggiunge Gambarie.
Da Scilla si prosegue per Melia. Si raggiunge Gambarie dopo 32 Km.
Da Villa San Giovanni si prosegue per Campo Calabro e Melia. Si raggiunge Gambarie dopo 33 Km.
Da Reggio Calabria (via Reggio Campi) si prosegue per la SS 183 (strada Terreti-Gambarie). Si raggiunge Gambarie dopo 32 Km.
Da Gallico si prosegue per la SS 184 (Laganadi, Sant' Alessio, Santo Stefano). Si raggiunge Gambarie dopo circa 32 Km.

da Gambarie a Carmelia

percorso a piedi: da Gambarie (1304 m) ci si incammina lungo la SS 183 in direzione nord-est e, dopo qualche centinaio di metri, si piega a destra per immettersi nel sentiero che attraversa il bosco di Gambarie (Terreni Rossi). Si seguono i segnavia e, dopo avere superato una sorgente, si scende verso la fiumara Saltolavecchia (1342 m). Si attraversa la fiumara e si sale per un breve tratto fino a quando il sentiero intercetta una strada sterrata. Si piega a sinistra e, dopo aver superato un rigagnolo, si lascia la strada sterrata, piegando a destra lungo il sentiero che si snoda tra boschi di faggio e abete a ridosso del laghetto di Rumia.
Si prosegue, in direzione nord-est, superando più di un ruscello, fino ad arrivare ai Piani Quarti (1343 m) dove il sentiero interseca una strada sterrata che sale verso la montagna. Sulla sinistra, ai margini dei Piani, si notano due piccole costruzioni in pietra che, fino ad epoca recente, facevano parte dell’Azienda Versaci. Si segue la strada sterrata che corre parallela ai Piani e, dopo un breve tratto in salita, la si abbandona per scendere, sulla sinistra, fino a superare un ruscello che corre nel Vallone del le Serre.
Dopo avere incrociato un’altra strada, in parte acciottolata, che sale verso i Monumenti di Nino Martino, si lasciano, sulla sinistra, i Piani Vadi (1362 m) e ci si immette nella strada sterrata che ha preso il posto dell’antico sentiero. Dopo pochi minuti si giunge alla sorgente detta “Acqua del Monaco” (1425 m). Prestando sempre attenzione ai segnavia e avendo cura di piegare a sinistra alla prima biforcazione, si prosegue a mezza costa fino a quando, sulla sinistra, si nota una vecchia camionabile, da tempo abbandonata e inghiottita, in buona parte, dalla fitta vegetazione di sottobosco. La si segue per scendere rapidamente, dopo avere intersecato la strada sterrata che dal Cippo di Garibaldi si inoltra verso il ponte dell’Albara (1341 m), al Passo delle Due Fiumare (1247 m). In questo punto si incontrano e si fondono la fiumara Vasì e quella del Cervo e sono ancora evidenti i resti della condotta che portava l’acqua alla centrale idroelettrica del Vasì.
Si attraversa il Vasì, e dopo un centinaio di metri, la fiumara del Cervo, quindi, dopo una breve ma ripida salita, ci si immette, piegando a sinistra, su una strada sterrata di mezza costa. Si piega a destra alla prima biforcazione per raggiungere, dopo avere superato un ruscello, i piani di Melia (1350 m) caratterizzati da una piacevole radura. Si seguono con attenzione i segnavia per immettersi in un sentiero che si insinua, in un primo tempo, tra la fitta vegetazione e si apre poi in una radura a ridosso di secolari alberi di pino.
Quando, superata la radura, si incontra una condotta d’acqua, la si segue fino ad arrivare ad una vasca in cemento. Subito dopo si incrocia una strada sterrata. E questo il punto (1321 m) in cui il Sentiero del Brigante interseca quello che da Bova conduce a Delianuova. Si piega a sinistra e ci si immette nella strada asfaltata che porta, in pochi minuti, a Carmelia (1305 m). A Carmelia è possibile rifornirsi d’acqua, allestire il campo o pernottare, se autorizzati, al Casello Forestale. Nel periodo estivo si può anche consumare il pasto presso una delle trattorie che sorgono nella zona.

da Carmelia a Zervò (Sanatorio)

percorso a piedi: Lasciata Carmelia (1305 m) si segue, per un breve tratto, la strada asfaltata in direzione sud, quindi ci si immette, seguendo i segnavia, nel sentiero che sale verso Portella Cannavi e, dopo pochi minuti, nel punto in cui il sentiero Delianuova-Bova interseca il Sentiero del Brigante (1321 m), si piega a sinistra per risalire prima dolcemente, poi più decisamente, lungo le pendici della montagna. Giunti quasi in sommità, si piega a sinistra e si prosegue fino ad incrociare la strada sterrata che, partendo dalla Portella di Mastrangelo (1438 m.), scende verso Carmelia.
A poche decine di metri vi è una sorgente d’acqua (le Fontanelle). Si attraversa la strada sterrata e si prosegue a mezza costa, lungo le pendici di monte Fistocchio (1567 m). Sulla sinistra, in basso, i Piani di Junco (1243 m). In questo tratto, quando la fitta vegetazione lo consente, si può godere di suggestivi scorci panoramici: lo sguardo infatti può spaziare dalle isole Eolie fino a Capo Vaticano. Si prosegue, scendendo dolcemente, in direzione nord-est, fino ad incrociare il sentiero che scende dal Passo della Cerasara.
Si scende ancora e si piega a destra per immettersi nella strada sterrata che porta a Zervò. Superata la Croce Toppa (1200 m), una piccola croce in ferro sistemata ai margini della strada, si prosegue fino a quando, sulla sinistra, tra la vegetazione, si intravedono le strutture di servizio del Sanatorio, ai Piani di Zervò. Si lascia la strada sterrata per il sentiero e, dopo pochi minuti, appare il Sanatorio (1158 m) in tutta la sua imponenza.
Il Sanatorio fu costruito tra il 1925 e il 1929 dall’ Opera Nazionale Invalidi di Guerra per la cura delle affezioni polmonari. Chiuso nel 1933, in quanto ritenuto non idoneo per le specifiche terapie mediche, è stato recentemente ristrutturato e adibito, in parte, a sede di una comunità per tossicodipendenti guidata da Don Pierino Gelmini. Al Sanatorio è possibile allestire il campo e rifornirsi di acqua potabile. E’ anche possibile consumare un frugale pasto presso la trattoria adiacente all’edificio.

da Zervò (Sanatorio) a Trepitò

percorso a piedi: Lasciato il Sanatorio (1158 m) si segue, per un brevissimo tratto, la strada sterrata che scende verso Santa Cristina d’Aspromonte, si piega quindi a destra (1128 m) per immettersi in un sentiero che si snoda dolcemente tra i boschi superando, di tanto in tanto, ruscelli dalle acque cristalline. Si seguono attentamente i segnavia fino ad arrivare alle pinete di Piano dello Zillastro (1099 m) caratterizzate da ampie vie tagliafuoco.
Si supera, lasciandolo sulla sinistra, il Casello Forestale Zillastro, e si piega quindi a destra per immettersi nella strada asfaltata proveniente dal Sanatorio. A poche decine di metri, ai margini della SS 112 che collega Bovalino (Mar Jonio) a Bagnara Calabra (Mar Tirreno), il grande Crocefisso che veglia, da innumerevoli anni, sui viandanti (1050 m). Si attraversa l’asfalto e ci si immette, verso sinistra, in un sentiero che scende repentinamente, in uno scenario di primordiale bellezza, fino alla valle dell’Uomo Morto (760 m).
Si supera la fiumara, che corre in fondo alla valle e si risale per la località Serro Lungo fino ad intersecare la strada asfaltata che scende a Molochio. Tutt’intorno il bosco di Trepitò (1016 m). A questo punto si segue la strada asfaltata fino al villaggio Trepitò con il belvedere di monte Caturella (917 m) da dove, con un solo sguardo, si abbracciano quindici paesi adagiati nella piana di Gioia Tauro. Nei pressi del villaggio è possibile allestire il campo, ma si può anche pernottare e consumare i pasti in una delle numerose trattorie e ristoranti. .

da Trepitò al Passo del Mercante

percorso a piedi: Dal villaggio di Trepitò (917 m), seguendo la strada asfaltata che sale verso la montagna, si giunge al bellissimo bosco di Trepitò dove, prestando attenzione ai segnavia, si piega a sinistra (900 m) per attraversarlo in direzione nord-est. Quando il sentiero incrocia la strada asfaltata, nei pressi delle cosiddette case di Ciminà, si segue l’asfalto fino all’altezza delle case e si piega a sinistra per immettersi in una strada sterrata, a ridosso delle case stesse, stranamente caratterizzata dai pali della pubblica illuminazione.
La strada sterrata, ben presto, cede il posto ad un più gradevole sentiero che si snoda nel Piano Vaccarizzo (1032 m) tra radure e vegetazione rigogliosa. Il sentiero intercetta la strada asfaltata nei pressi del ponte del Passo Cancelo (948 m). Subito dopo il ponte si piega a sinistra, per immettersi nuovamente nel sentiero che prosegue, sempre in pianura, verso il villaggio Zomaro. Superato un laghetto artificiale, che si lascia sulla destra, si seguono con attenzione i segnavia che ad un tratto si biforcano (966 m). Quelli di sinistra portano, in brevissimo tempo, alla fonte dell’Acqua Bianca e al villaggio Zomaro per poi proseguire fino a Cittanova.
Si prosegue seguendo quelli di destra e dopo pochi minuti si interseca la strada asfaltata per proseguire, quasi in direzione nord, lungo un agevole sentiero che lambisce, dopo qualche centinaio di metri, la stessa strada asfaltata e che poi prosegue, quasi rettilineo, immerso in una pineta. Quando il sentiero incrocia la strada asfaltata (SP 1, ex SS 111) che collega Locri a Cittanova, l’escursionista si trova nei pressi del Passo del Mercante (un centinaio di metri a monte) nodo importantissimo, nel periodo magnogreco e fino ad epoca recente, per i commerci tra il versante jonico e quello tirrenico (952 m).
Questa è una zona di grande interesse archeologico in virtù della recente scoperta di resti di fortificazioni, che alcuni studiosi ritengono di epoca romana. Secondo una ricostruzione di Domenico Raso, tutte le zone comprese tra lo Zomaro ed il passo del Mercante furono teatro, negli anni ‘72 e ‘71 a.C., di un importante evento storico. Rifacendosi alla testimonianza di Plutarco, lo studioso ha localizzato, in tale zona, le cosiddette “Fortificazioni di Spartaco” che servirono al proconsole romano Marco Licinio Crasso per arginare e bloccare il ribelle Spartaco che, col suo esercito di schiavi, risaliva dalla Sicilia verso Roma.
Le ricerche sono ancora in corso, ma sono tuttavia numerosi i resti emergenti confusi tra la vegetazione di sottobosco. Dopo avere attraversato la strada asfaltata si prosegue, nella fitta pineta di Piano Maschera, fino ad incontrare, ancora una volta, la strada asfaltata (940 m). Piegando a destra, dopo circa due chilometri, si arriva a Canolo Nuovo (890 m) dove è possibile rifornirsi di generi alimentari e consumare il pasto presso il locale ristorante. Nei pressi del paese è possibile allestire il campo.

dal Passo del Mercante al Passo della Limina

percorso a piedi: da Canolo (890 m), risalendo lungo la strada asfaltata, si giunge ad un bivio (940 m). Seguendo i segnavia, ci si immette nel sentiero che corre in direzione nord. La traccia del sentiero, a causa della fitta vegetazione, tende spesso a scomparire ed è quindi necessario prestare attenzione ai segnavia. Quando si giunge al Casello Forestale Barca (960 m) si piega a destra per seguire la strada sterrata che sale, quasi rettilinea, verso la strada asfaltata. La si attraversa per guadagnare, dopo pochi minuti, i Piani Mortelle (958 m).
In questa zona sorgono alcune caratteristiche capanne, in legno e ginestra. Si attraversa, avendo cura di tenersi sulla sinistra a ridosso degli alberi, la zona pianeggiante e quindi si scende dolcemente fino ad incrociare una strada asfaltata (882 m). Il sentiero, dopo una brevissima salita, piega a sinistra per snodarsi alla sommità di una formazione di arenaria fino in vista del passo della Limina.
Nell’ultimo tratto sarà facilmente riconoscibile perché il metanodotto segue lo stesso tracciato. Quando appare alla vista un paesaggio inusuale, quasi alpino, con una breve e ripida discesa ci si immette nella strada asfaltata che conduce al Passo della Limina (822 m). Il toponimo Limina, dal latino limen, sta ad indicare, per alcuni studiosi, il punto in cui finisce l’Aspromonte e cominciano le Serre. E’ possibile allestire il campo al villaggio U.n.r.r.a., a circa un centinaio di metri dal Passo, e consumare i pasti presso uno dei ristoranti che sorgono nella zona.

dal Passo della Limina a Mongiana

percorso a piedi: al Passo della Limina (822 m) il “Sentiero del Brigante” lascia definitivamente l’Aspromonte per inoltrarsi nelle Serre Catanzaresi. Ci si incammina lungo la strada asfaltata che porta alla diga sul Metramo, sopra Galatro. Superato il bivio per Giffone si lascia l’asfalto per immettersi, sulla destra, nel sentiero che corre in una incantevole vallata.
Superato Monte Seduto (1143 m) il sentiero prosegue fino al Faggio dell’Orologio (1047 m), nei pressi del passo di Croce Ferrata (1131 m). Si piega a sinistra per immettersi in una strada sterrata che attraversa una zona pianeggiante e, dopo avere attraversato la strada asfaltata che scende verso Grotteria, si prosegue fino alle case sparse della Contrada Angelella (951 m).
Dopo pochi minuti appare Fabrizia (963 m). Da Fabrizia, lungo un sentiero che attraversa zone caratterizzate da culture, terrazzamenti e masserie, si raggiunge la Contrada Santa Maria (873 m) e quindi Mongiana (922 m). L’escursionista, in questo tratto, potrà con sorpresa osservare le fumanti carbonaie e gli uomini che sfruttano, con il duro lavoro, le risorse naturali.

da Mongiana a Bivongi e Stilo

percorso a piedi: Da Mongiana (922 m) si seguono i segnavia verso le case alte del paese e, superato il fiume Allaro, si segue il sentiero che si inerpica, tra boschi rigogliosi, fino al passo di Pietraspada (1390 m). Superato il passo (si incrocia in questo punto l’asfalto) si prosegue in discesa lasciando sulla sinistra la cima di monte Pecoraro (1423 m).
Con un’ora di buon cammino, sempre in discesa, procedendo tra fitti boschi in un terreno ricco d’acqua, si giunge alla Ferdinandea (l061 m), un’ampia tenuta boscosa, con al centro una costruzione di epoca borbonica in buono stato di conservazione. Frequenti sono stati i soggiorni di Ferdinando II di Borbone che aveva fatto della tenuta una riserva di caccia. Alla Ferdinandea è possibile allestire il campo in uno degli ampi spazi che circondano l’edificio.
Lasciata la Ferdinandea (1061 m) si attraversa il torrente Stilaro, che scorre alle sue spalle, e ci si incammina lungo il sentiero che lo costeggia. Seguendo i segnavia, ci si immette in una strada sterrata ai margini della quale corre una condotta. Si superano due brevi gallerie nella roccia e, dopo un breve tratto si arriva ad un punto dominante caratterizzato da alcune costruzioni in pietra (990 m).
Da qui la condotta diventa forzata e scende ripidamente a valle verso la vecchia centrale idroelettrica. Si prosegue in discesa lungo un sentiero immerso nella vegetazione che, per alcune centinaia di metri, segue la condotta e poi la lascia definitivamente, per proseguire, sempre in discesa, verso valle, fino al letto del torrente, un centinaio di metri a valle delle cascate del Marmarico (442 m). Si segue il torrente Stilaro e i sentieri che lo costeggiano fino a quando, superato uno stretto ponte in cemento, ci si immette nella strada sterrata che porta a Bivongi (276 m) e quindi, in brevissimo tempo, dopo avere attraversato Pazzano (410 m), a Stilo (400 m).








Gambarie d'Aspromonte: vista dal satellite



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fonte testo : Il Parco Nazionale d'Aspromonte - Guida naturalistica ed escursionistica
Francesco Bevilacqua, Alfonso Picone Chiodo - Rubbettino Editore - 1999


Poiché i sentieri potrebbero aver subito variazioni che non possono essere ricondotte a nostre responsabilità, faremo tesoro delle Vostre osservazioni, di tutte le variazioni e/o inesattezze che troverete lungo il percorso.

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