La via grande d’Aspromonte

Piani di Zervò::.indicazioni del cammino dell’Alleanza

Avvertenze generali:

Si consiglia a tutti coloro che intendono compiere escursioni in Aspromonte, di assumere preliminarmente tutte le informazioni in base allo stato di manutenzione e segnatura dei sentieri ed alla loro difficoltà. Si invitano inoltre gli escursionisti alla massima prudenza soprattutto nella percorrenza degli itinerari in stagione invernale o in condizioni meteorologiche avverse. Le precipitazioni, specie se abbondanti, possono innescare su un territorio particolarmente “fragile”, fenomeni franosi. Ci sentiamo di suggerire la prudenza, perché frutto di conoscenza, esperienza, formazione e informazione, come primo passo verso la sicurezza: sui pendii della montagna, per ritrovare un rinnovato rapporto di equilibrato e reciproco rispetto con la natura, sulla neve, per vivere la propria avventura solo quando le condizioni lo consentono.

Comuni:Cittanova, Molochio, Platì, Careri
Segnaletica:segnavia rosso-bianco
Tempi: a piedi, 3 Km/ora - in mountain bike, 10 Km/ora
Altitudini:Cittanova (397 m) - Monte Cùcolo (725 m) - Passo del Mercante (952 m) - Piani di Marco (850 m circa) - Zomaro (920 m)- Passo di Cancelo (948 m) - Due Mari (1000 m circa) - Zervò (1150 m) - Sella Monte Scorda (1375 m) - Piano di Bagli (800 m circa) - San Giorgio (400 m circa) - Natile Vecchio (328 m)
Periodo: da aprile a novembre
Difficoltà:escursionistico
Lunghezza:43,5 Km
Percorrenza:a piedi 3 Km/ora, in mountain bike 10 Km/ora
Ultima verifica: novembre 2001.
Acqua potabile:a Cittanova, Passo del Mercante, Fonte Acqua
Bianca (Zomaro), Passo di Cancelo, Fonte Acqua Calda (Piano di Moleti), Fontana Catanzaro (Piano Zillastro), Fontana dell'Abete (Piano di Zervò), Natile vecchio - altre fontane lungo il percorso
Collegamenti:dall'autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria (se si proviene da Reggio) si esce a Gioia Tauro e si prosegue sulla SP 1 (ex SS. 111) per 18 Km fino a Cittanova. Dall'autostrada A3Salerno-Reggio Calabria (se si proviene da Salerno) si esce a Rosarno, si prosegue sulla SGC Jonio-Tirreno (circa 14 Km) fino allo svincolo di Polistena e poi sulla Strada Provinciale che da Polistena porta fino a Cittanova (circa 8 Km). In alternativa, si esce a Gioia Tauro e si prosegue sulla SP 1 fino a Cittanova.
Dalla SGC Jonio-Tirreno (se si proviene da Gioiosa Jonica,
Siderno o Locri) si esce a Polistena e si prosegue sulla Strada
Provinciale che da Polistena porta fino a Cittanova(circa 8 Km).
Dalla SP 1 (ex SS 111), se si proviene da Locri, si arriva a
Cittanova dopo circa 35 Km.
Appoggi: A Cittanova, ristoranti e alberghi - a Zomaro, Ostello della gioventù - ai Piani di Zervò, ristorante e albergo

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il lentisco

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il corbezzolo

la fauna del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. lo scoiattolo

Piani di Zervò::.il cammino dell’Alleanza

I sentieri del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. Il cammino dell'Alleanza - da Cittanova a Natile vecchio (clicca per ingrandire l'immagine)

la fauna del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il gufo

Cittanova::. Chiesa Matrice

Piani di Marco

Palazzo:..resti di un antico presidio

Pietra Cappa

Pietra Castello

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. crocus albiflorus

la flora del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. taxus baccata



I sentieri del Parco


Il cammino dell'Alleanza


Nel 1998, in occasione del suo centenario, Alleanza Assicurazioni, in collaborazione con i volontari della Federazione Italiana Escursionismo (F.I.E.) e, in alcune zone, del C.A.I., con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente, decise di promuovere un'iniziativa in grado di esprimere in modo evidente la sua scelta di stare vicino alle persone. Partendo da principi quali salute, qualità della vita, rispetto e tutela dell'ambiente, si individuò nel "camminare all'aria aperta", a stretto contatto con la natura, il concetto centrale sul quale sviluppare il progetto. Si pensò quindi di ripristinare e rendere percorribile il tratto italiano dell'ideale "autostrada verde" denominata Europa 1 (E1) che attraversa tutta l''Europa, congiungendo Capo Nord alla Sicilia.
E' nato così il "Cammino dell'Alleanza", 17 percorsi che si snodano per 700 chilometri attraverso boschi, valli e luoghi incantevoli lungo tutta la Penisola. I sentieri permettono una pratica escursionistica piacevole e in piena sicurezza. Lungo i percorsi, chiari segnavia in larice e apposite bacheche forniscono indicazioni utili all''escursionista e rendono la camminata ancora più gradevole e interessante.
Peculiarità dei sentieri del Cammino dell’Alleanza è quella di svilupparsi in zone accessibili, paesaggisticamente molto belle e facilmente raggiungibili dai centri urbani per offrire a chiunque, ad ogni età, la possibilità di trascorrere una giornata nel verde e all’aria aperta a pochi chilometri da casa e senza una particolare preparazione fisica.
Questo progetto ha consentito il recupero e la manutenzione di oltre 600 chilometri di sentieri, divisi in 19 itinerari che coprono tutta Italia.
Le guide sono state realizzate da Albano Marcarini.

1. Il Sentiero dei Tre Laghi
Prealpi varesine (Provincia di Varese)
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza 1999.
2. Il Sentiero dei Ponti sul Ticino
Parco del Ticino (Province di Varese, Milano e Pavia)
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza 2000.
3. L'Anello Pavese
Provincia di Pavia
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Certosa, Milano 1998.
4. Il Sentiero dei Colli tortonesi
Provincia di Alessandria
88 pagine, Alleanza Assicurazioni, Quadrifolio, Bergamo aprile 2005.
5. Il Balcone di Genova
Provincia di Genova
80 pagine, Alleanza Assicurazioni.
6/7. Il sentiero dei Poeti
Golfo di La Spezia
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Quadrifolio, Bergamo 2001.
8. La Via Francigena in Valdelsa
Provincia di Siena
96 pagine, Alleanza Assicurazioni, Quadrifolio, Bergamo maggio 2002.
9. Il Sentiero dei Papi nei Monti Ernici
Provincia di Frosinone
64 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza, novembre 2003.
10. La via degli Incanti nella Costiera Amalfitana
Provincia di Salerno
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza ottobre 2002.
11/12. I sentieri del Cilento
Provincia di Salerno
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza febbraio 2003.
13. Il sentiero dei Trulli e delle Grotte
Provincia di Bari
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Bertieri, Monza, maggio 2004.
14/15. La via grande d'Aspromonte - Il sentiero degli eucalipti
Province di Reggio Calabria ed Enna
88 pagine, Alleanza Assicurazioni, Quadrifolio, Bergamo novembre 2001.
16/17. I Sentieri della Sardegna
Il Sentiero del Basso Sulcis (CA) - Il Sentiero del Monte Limbara (SS)
Province di Cagliari e Sassari
80 pagine, Alleanza Assicurazioni, Quadrifolio, Bergamo dicembre 2004.

Percorso n. 14 - La via grande d'Aspromonte

Il Massiccio dell’Aspromonte è una montagna difficile e piena di contrasti che per le sue caratteristiche geologiche ricorda alcune zone delle Alpi. E caratterizzato da alte vette molto panoramiche tra cui spiccano il Montalto (1955 m), il Monte Scorda (1572 m) e il Monte Fistocchio (1568 m) e da estesi altipiani, veri terrazzi sul mare. Ricordiamo gli altipiani di Zomaro, dello Zillastro e di Zervò. Sull’Aspromonte si possono fare numerose escursioni: alcune facili e segnalate che si dipartono dai dintorni di Gambarie, altre più difficili, per escursionisti esperti, che seguono lunghi tragitti avventurosi. Un’altra peculiarità del Massiccio dell’Aspromonte è rappresentata dalle Fiumare, larghi corsi d’acqua, asciutti per buona parte dell’anno. Per secoli le Fiumare sono state l’unica via di comunicazione tra la costa e la montagna, utilizzate principalmente dai pastori con i loro greggi che ne percorrevano il ghiaioso ed arido letto per raggiungere i pascoli di altura.

IL PARCO NAZIONALE DELL’ASPROMONTE

Istituito neI 1989, ricopre un’estensione di oltre 76.000 ettari di territorio compresi in trentasette comuni in provincia di Reggio Calabria, a tutela di un ricco patrimonio ambientale, storico, culturale, folcloristica ed archeologico. Estesi boschi di leccio si alternano a formazioni di farnetto, di roverella, di sughero, di castagno e di pino laricio, la pianta più embiematica del Parco. Splendide fioriture di viole, narcisi, crochi, asfodeli ed orchidee nei prati ad alta quota, e di oleandri e tomerici, lungo i bordi delle fiumare, offrono uno spettacolo indimenticabile. Anche la fauna è ben rappresentata e trova un habitat di eccezionale adattabilità. Nei fitti boschi del Parco infatti, oltre a gufi, allocchi e numerose specie di rapaci comuni, vivono pochissimi esemplari di aquila del Bonelli, il più raro fra i rapaci italiani. Trovano sostentamento numerose volpi, faine, puzzole e scoiattoli ed anche rari esemplari di martore, gatti selvatici e lupi.

CITTANOVA

Caratterizzata dal numero elevato e la pregevole fattura delle sue fontane, Cittanova fu fondata a 397 m s.l.m. nel secolo XVII d.C. dai marchesi Grimaldi di Gerace. Conserva tracce del periodo medioevale ed un notevole centro storico. Da visitare la chiesa Matrice, del XVII secolo, che custodisce le famose “varette”, statue lignee che rappresentano i misteri della Via Crucis, la chiesa di San Rocco, il santuario di M.SS. del Rosario e la chiesa della Madonna delle Grazie. Molto rinomati il Museo di Storia Naturale della Calabria e la bella Villa Comunale, dal tipico giardino italiano rinascimentale, ricco di pregiate specie botaniche.

PASSO DEL MERCANTE

Importante valico a quota 952 metri, fu famoso in passato per i collegamenti tra il Mar Jonio ed il Mar Tirreno.

PIANI DI MARCO

Nella zona sono stati rinvenuti alcuni reperti risalenti aI 72-71 a.C. realizzati presumibilmente dalle truppe romane comandate dal Console Marco Licinio Crasso che qui contrastavano le forze del ribelle Spartaco, liberatore degli schiavi. E' possibile vedere un muro a secco utilizzato come opera difensiva e due pozzi a forma circolare usati dai romani per fondere il piombo, che serviva per la realizzazione delle caratteristiche "noci di piombo", da lanciare contro il nemico.

Un pò di storia...

(tratto da: Domenico Raso, "La Montagna dei Sette popoli" - Tra i misteri della montagna calabrese, Laruffa Editore, giugno 2001)

Dopo una serie di scaramucce, alle quali accennano altri storici antichi, oltre che Plutarco, e dopo che Spartaco si accorse di essere stato imbottigliato in quella parte angusta della “penisola reggina” senza speranza di altri aiuti anche perché l’alleata Mamerto era stata nel frattempo distrutta da Scrofa, luogotenente di Grasso, ebbe luogo lo scontro frontale. Era inverno pieno e sulla dorsale nevicava e spirava un vento gelido.
Giù, nella Piana, tra Campicciolo e Scroforio, il luogotenente di Crasso, Scrofa, abbattuto Mamerto per vendetta e ritorsione, avendo i Mamertini offerto a Spartaco pieno appoggio, aveva presieduto saldamente tutti gli accessi alla montagna, ossia gli sbocchi delle tre “mede” aspettando al varco i ribelli fuggitivi che avessero voluto o potuto evitare il blocco a Palazzo, discendendo la montagna da quei sentieri obbligati. Da Campicciolo a Crasso di Rizziconi, dov’era probabilmente il quartier generale del comandante romano, erano state innalzate una serie di torri di segnalazione a vista, una delle quali ha lasciato il toponimo “Torre lo schiavo”, il fronte jonico-locrese era poi ancor meno appetibile quale via di evitamento e di fuga, non solo perché già munito e controllato dai locresi assai prima che venissero i romani, ma anche perché profondamente segnato da dirupi e precipizi.
Lo scontro sul fronte obbligato della grande fossa dovette essere terribile e anche in ragione delle condizioni climatiche e meteorologiche. Quelli di Spartaco, pur sotto il tiro incrociato di frombolieri ed arcieri, tentarono disperatamente di colmare la fossa in più punti. Nel suo segmento più orientale e quasi accanto al fronte locrese, dove i lavori di scavo non erano stati completati forse per la presenza di rocce granitiche affioranti, riuscirono alla fine a colmarla con i cadaveri di uomini e di animali, con tronchi d’albero, con terra, tanto da consentire a Spartaco e alla sua cavalleria di transitare precipitosamente con un terzo degli uomini.
La vicenda si concluderà altrove, in Puglia forse, a vantaggio di Roma e con la morte eroica del principe dei gladiatori. Non sapremo mai cosa sia capitato agli altri due terzi di quell’esercito di sventurati; la località Mortaro sembrerebbe significare piuttosto che una fossa comune di vincitori e vinti, il luogo del seppellimento di soldati romani e lo cresi, come parrebbe indicare la “stipe votiva” ad uso funerario rinvenuta a Mortaro nell’atto di impiantare la pineta vecchia sessant’anni orsono.
Conoscendo la determinazione e la crudeltà di Marco Licinio Crasso e le maniere spicciative dei romani nel trattare gli schiavi ribelli e fuggitivi, è facile ipotizzare uno sterminio di massa o una decimazione esemplare che togliesse una volta per sempre dalla testa degli schiavi agricoltori l’idea che potessero farsi liberi a loro piacimento.
LA VALLATA DELLE GRANDI PIETRE

Di notevole effetto visivo sono i vari monoliti che si ergono maestosi oltre i fitti lecceti a nord di San Luca: affascinanti monumenti naturali, erosi e modellati dal vento e dalla pioggia. E' il caso di Pietra Cappa (829 metri), il più spettacolare monolito del Parco, di Pietra Lunga (817 metri), dalla caratteristica roccia a forma di cono e di Pietra Castello (943 metri), che conserva ancora numerose testimonianze di fortificazioni medioevali.

NATILE VECCHIO

Antico nucleo medioevale arroccato a 328 metri s.l.m., fu feudo dei principi di Cariati nel 1500. Delle vestigia del passato rimangono oggi i ruderi del castello. E' una frazione di Careri. Probabilmente, alle origini di Careri c'è la antica Pandore, di cui la cronaca riporta la distruzione nel terremoto del 1570; la prima notizia certa è da attribuire ai primi anni del 1600 per gli scritti di Girolamo Marafioti. Dal 1836 è comune autonomo, prima era cantone di Roccella Jonica e frazione di Benestare. Per l'artigianato, rinomata è l'arte del ricamo. Vi nacque il saggista Francesco Perri, famoso interprete della questione meridionale, scrisse molte opere tra le quali spicca il romanzo " Emigranti ". Da visitare la chiesa e le antiche Terme di Stranuso, antico complesso termale del 1400. Tra i nuclei urbani di Careri, oltre a Natile vecchio, c'è pure Natile nuovo.

I sentieri europei


Allo stato attuale, i sentieri europei sono:

E1

Grande sentiero d’unione tra il nord Europa e il Mediterraneo centrale, inaugurato il giorno 2 luglio 1972 a Costanza sull’omonimo lago. Prende il via da Capo Nord in Norvegia e raggiunge Capo Passero di Siracusa in Italia. Attualmente è segnato fino alla Campania.

E2

Sentiero che parte dalla Scozia del nord ovest dell’Europa e scende verso sud costeggiando le Alpi, giunge alle azzurre acque del Mediterraneo in Sardegna, toccando prima la città di Nizza.

E3

Percorso che come altri Sentieri Europei doveva tener conto dell’impossibilità di accedere oltrecortina e quindi limitava la possibilità di sviluppo del sentiero. Questo tracciato parte da Lisbona, raggiunge Santiago di Compostela, ripercorre l’antica via dei pellegrini, raggiunge la Francia, il Lussemburgo ed entra in Germania per arrestarsi nella foresta della Boemia sul confine di quella che era la Repubblica Democratica Tedesca. Questo sentiero ha una prosecuzione verso sud denominata EB che partendo dalla cittadina di Eisenbac, dove termina il sentiero E3, scende fino a Budapest in Ungheria.

E4

Bellissimo ed impegnativo percorso che parte da Gibilterra ancora amministrazione del Regno Unito e termina sull’isola di Creta. Il Sentiero Europeo che scavalca le Alpi o vi gira attorno grazie ad una variante, come i sentieri europei E1 – E5 passa per la città di Costanza e ne costeggia l’omonimo lago. Lo sviluppo ad arco lo fa ritenere il più completo fra i sentieri Europei fino ad oggi realizzati.

E5

Il più noto dei sentieri Europei. Ideato da Hans Schmidt attualmente prende il via da Costanza e raggiunge Verona. Sono allo studio i tratti Venezia, Roma a sud mentre il tratto Costanza Brest a nord è già stato realizzato. Assieme al sentiero E1 fu inaugurato il 2 luglio 1972.

E6

Attualmente prende il via in Danimarca a Copenaghen e raggiunge Fiume in Croazia. I tratti meridionali della ex Jugoslavia, dell’Albania e parte della Grecia non sono ancora totalmente segnati, mentre in Turchia questo percorso è segnato.

E7

Grande Sentiero Europeo di sviluppo ovest/est. Parte da Lisbona, attraversa la Francia ed entra in Italia a Ventimiglia, tocca città, parchi, laghi e montagne famosi, esce dalla nostra nazione a Caporetto per immettersi in Slovenia, quindi in Croazia per proseguire verso Costanta importante porto sul mar Nero.

E8

Percorso che nasce fra i venti freddi del nord Europa ad Amsterdam e termina sul caldo mare Mediterraneo in Turchia. Dalla cittadina bulgara di Berckovica si snoda una variante totalmente segnata denominata EK che termina sul mar Nero 200 chilometri a sud di Costanta nel porto di Burgas e da qui scende a sud fino a Istambul.


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Cittanova: vista dal satellite


Clicca qui per visitare il sito di Albano Marcarini
(Sentieri d'Autore)


Clicca qui per visitare il sito del CAI di Reggio Calabria




Poiché i sentieri potrebbero aver subito variazioni che non possono essere ricondotte a nostre responsabilità, faremo tesoro delle Vostre osservazioni, di tutte le variazioni e/o inesattezze che troverete lungo il percorso.

www.nonsolocittanova.it

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