i paesi fantasma

I paesi fantasma::. Gallicianò

Avvertenze generali:

Si consiglia a tutti coloro che intendono compiere escursioni in Aspromonte, di assumere preliminarmente tutte le informazioni in base allo stato di manutenzione e segnatura dei sentieri ed alla loro difficoltà. Si invitano inoltre gli escursionisti alla massima prudenza soprattutto nella percorrenza degli itinerari in stagione invernale o in condizioni meteorologiche avverse. Le precipitazioni, specie se abbondanti, possono innescare su un territorio particolarmente “fragile”, fenomeni franosi. Ci sentiamo di suggerire la prudenza, perché frutto di conoscenza, esperienza, formazione e informazione, come primo passo verso la sicurezza: sui pendii della montagna, per ritrovare un rinnovato rapporto di equilibrato e reciproco rispetto con la natura, sulla neve, per vivere la propria avventura solo quando le condizioni lo consentono.

Comuni: Motticella, Africo, Samo
Segnaletica:nessuna
Tempi:3 giorni
1° giorno:da Motticella a Casalnuovo (3,30 ore)
2° giorno:da Casalnuovo al Torrente Aposcipo (3 ore)
3° giorno:dal Torrente Aposcipo a Precacore (4 ore)
Dislivello salita:da Motticella a Casalnuovo: 459 m
Dislivello discesa:da Motticella a Casalnuovo: 101 m
Dislivello salita:da Casalnuovo al Torrente Aposcipo: 150 m
Dislivello discesa:da Casalnuovo al Torrente Aposcipo: 300 m
Dislivello salita:dal Torrente Aposcipo a Precacore: 200 m
Dislivello discesa:dal Torrente Aposcipo a Precacore: 400 m
Periodo:in inverno e nei periodi di piena del torrente, il tratto
delle gole della fiumara La Verde è impraticabile.
Difficoltà:da Motticella a Casalnuovo: turistico;
da Casalnuovo al Torrente Aposcipo: per escursionisti esperti;
dal Torrente Aposcipo a Precacore: escursionistico.
Carte IGM: Scala 1:25.000 n.e. F° 603 III Bianco, F° 602 II
San Lorenzo;
Scala 1:25.000 v.e. F° 255 III SO Africo; Scala 1:25.000 F° 603
Bovalino.
Ultima verifica: non disponibile.
Acqua potabile:alcune sorgenti (non perenni) nel tratto tra
Agrami e Portella Ficara, fontana a Casalnuovo, alcune sorgenti
lungo la fiumara La Verde, fontane a Samo.
Collegamenti: Autostrada A 3 SA-RC - uscita Rosarno, SGC
Jonio-Tirreno fino a Marina di Gioiosa Jonica, SS 106 jonica fino
a Brancaleone (da Reggio Calabria percorrere la SS 106 fino a
Brancaleone). Salire verso Bruzzano Zeffirio e poi Motticella.
Attraversare la frazione seguendo la stradina che sale verso monte.
Dopo circa 1 km deviare a sinistra e continuare sulla carreggiabile
in cemento che termina dopo circa 4 km ad una radura con un
cancello in ferro. Siete in località Case Scete (ruderi)
Appoggi:A Casalnuovo potrebbe ospitarvi qualche pastore.
Possibile appoggio a Samo.

I paesi fantasma::. Samo

I paesi fantasma::. Pentedattilo

I paesi fantasma::. Roghudi

I paesi fantasma::. Gallicianò - indicazioni in doppia lingua

I paesi fantasma::. Pentedattilo

I paesi fantasma::. Staiti

I paesi fantasma::. Gallicianò - Chiesetta di rito greco-ortodosso


I sentieri del Parco


i paesi fantasma

Un breve percorso per conoscere alcuni dei tanti paesi evacuati per le ricorrenti alluvioni. Si potranno toccare con mano quali erano le dure condizioni di vita delle popolazioni che vivevano in Aspromonte appena qualche decennio fa. Nel contempo ammirerete le ingegnose soluzioni architettoniche e il sapiente uso delle risorse naturali (mulini, terrazzamenti, coltivi, ecc.). Il trekking è segnato solo da San Leo al torrente Aposcipo, tuttavia l’orientamento non è difficile.

Avvicinamento in auto: dall' Autostrada A 3 SA-RC, uscire a uscita Rosarno, percorrere la SGC Jonio-Tirreno fino a Marina di Gioiosa Jonica, poi la SS 106 jonica fino a Brancaleone (da Reggio Calabria percorrere la SS 106 fino a Brancaleone). Salire verso Bruzzano Zeffirio e poi Motticella. Attraversare la frazione seguendo la stradina che sale verso monte. Dopo circa 1 km. deviare a sinistra e continuare sulla carreggiabile in cemento che termina dopo circa 4 km ad una radura con un cancello in ferro. Siete in località Case Scete (ruderi) .

da Motticella a Casalnuovo

Uun itinerario semplice e nel contempo interessante. Si segue. fatti una carreggiabile e per un breve tratto una mulattiera che salgono lungo il versante ovest del Monte Scapparone. Grazie ai suoi 1058 m di quota che si elevano bruscamente, è questo un ottimo punto panoramico sulla vallata che si estende a monte di Ferruzzano e di Bruzzano Zeffirio, sull’imponente Fiumara La Verde e sulle principali elevazioni del versante orientale del massiccio aspromontano (monte Iofri, monte Perre), compreso il Montalto. Quando i torrenti sono gonfi d’acqua si scorgono anche le Cascate di Forgiarelle e Palmarello. Il percorso si svolge immersi in una lecceta che salendo di quota diviene sempre più fitta e con radi ma notevoli esemplari di querce.

percorso a piedi: lasciate l’auto e imboccate la carrareccia in terra battuta che sale a lato del cancello. Pochi metri ed un bivio dove proseguire a destra. L’itinerario affronta la salita con diversi tornanti (altri 3 bivi: sempre a sinistra) ed entrando nella lecceta sino a giungere ad una recinzione che costeggia la carrareccia (località Serro Barilli).
Dopo un breve tratto in piano e poi in discesa si giunge al casello di Agrami. Costruito diversi anni fa, è stato poi ristrutturato, ma attualmente è abbandonato. Qui si deve decidere se effettuare il percorso ad anello seguendo l’accenno di carrareccia in piano che inizia a sinistra (poco avanti diviene una mulattiera con alcuni tratti franati) oppure più semplicemente seguire la carrareccia che sfiora il serbatoio sopra il casello e sale direttamente al Monte Scapparone senza passare da Portella Ficara e poi utilizzandola anche per il ritorno.
La descrizione segue il percorso ad anello. Superate alcune frane, la mulattiera s’immette su di una carrareccia e terminata la salita giunge ad una sella. Qui (loc. Portella Ficara) s’incontra un bivio. Andando a sinistra si può raggiungere, in circa un’ora, Casalnuovo. Le possibilità sono due: andando a destra al prossimo bivio, si può seguire un sentiero non evidente, oppure, con un giro più lungo, si può andare a sinistra su una pista che collega alla strada asfaltata che termina a Casalnuovo.

da Casalnuovo al Torrente Aposcipo

Africo è uno dei tanti paesi dell’Aspromonte ormai abbandonati, ma sicuramente il più isolato. Si propone la partenza da Casalnuovo, anch’esso pressoché abbandonato, ma accessibile in auto. Ambedue sono accomunati da una storia fatta di miserie e stenti. Già il percorso in auto è un vero e proprio viaggio, impegnativo ma interessante. Si attraversano infatti località nodali e molto panoramiche del massiccio aspromontano: Passo della Zita, Campi di Bova.
Casalnuovo è ancora abitato da poche famiglie di pastori che, per evitare che gli animali entrino nel paese, l’hanno delimitato con recinzioni e cancelli tanto da farlo somigliare ad una cittadella fortificata. Può sembrare un’esagerazione ma vedrete che Africo, invece, è purtroppo un’enorme e unica stalla dove le vacche allo stato semibrado hanno preso il possesso. A proposito, attenzione alle zecche.

Avvicinamento in auto: dall' Autostrada A 3 SA-RC, uscire a uscita Rosarno, percorrere la SGC Jonio-Tirreno fino a Marina di Gioiosa Jonica, poi la SS 106 jonica fino a Bova Marina (da Reggio Calabria seguire la SS 106 per circa 45 km. sino a Bova Marina, poi salire a Bova (14 km). Proseguire verso i Campi di Bova fino ad un bivio in una pineta subito dopo una costruzione sulla sinistra; piegare a destra (a sinistra si scende a Roghudi).
Seguire sempre la strada asfaltata ed ai bivi andare a sinistra (la strada asfaltata a destra scende a Staiti) e dopo circa 15 km da Bova giungete a Casalnuovo (nell’ultimo tratto attenzione alle frequenti frane). Africo è già ben visibile sull’altro versante della vallata. Potete lasciare l’auto qui oppure, per risparmiarvi la parte più dura della salita al ritorno, seguire la carrareccia che scende alla Fiumara Casalnuovo. Le condizioni della strada, essendo a fondo naturale, variano a seconda delle piogge, ma, di solito, è possibile giungere sino al Ponte sul Torrente Cerasìa.

percorso a piedi: lasciata l’auto, si segue a piedi la carrareccia incontrando un primo traliccio dell’energia elettrica e poi un secondo. In questo tratto si possono osservare castagni secolari. Più avanti la pista termina nella Fiumara Casalnuovo e già nell’altro versante si notano i ruderi del Mulino di Mezzo avvolto dalla vegetazione. E’ questo il tratto più difficile per la presenza di rovi sulle rive della fiumara. Avendo il mulino come riferimento si riesce ad individuare la mulattiera che sale ad Africo. Portarsi nelle vicinanze del cimitero, c'è una pista che scende a destra proprio nel vallone alle spalle del cimitero. Numerosi tratti sono occlusi dalla vegetazione (ginestre e qualche rovo).
Proseguendo in discesa si giunge al termine della pista. Qui riprende un sentiero, in alcuni tratti sostenuto da muretti a secco, che in breve giunge al Vallone Spasola. Si nota un lavatoio ormai diruto, anticamente utilizzato per la macerazione della ginestra. Si discende il corso d'acqua che per un tratto di circa 200 m scorre in una piccola e suggestiva gola, per poi aprirsi confluendo nel Torrente Aposcipo. Alla confluenza del vallone Spasola col torrente Aposcipo, sul versante sinistro orografico di quest'ultimo, inizia un percorso che scende lungo le gole della Fiumara La Verde.

dal Torrente Aposcipo a Precacore

Un’escursione in una delle più belle e imponenti fiumare dell’Aspromonte che consente di apprezzare la forza d’erosione di questo corso d’acqua. La fiumara, infatti, ha scavato una gola profonda circa 200 metri e lunga oltre 4 km. Invece del classico percorso di risalita lungo il greto si propone un itinerario più interessante e completo che nella prima parte segue un’antica mulattiera molto panoramica che si snoda sul costone opposto a Samo. Si giunge quindi a monte delle gole per poi discenderle sino al punto di partenza. Chi invece ha poco tempo si può limitare a risalire le gole della Fiumara La Verde che sono lunghe circa 4 km. Proprio all’inizio c’è una briglia che si supera con una rampa in cemento.

Avvicinamento in auto: dall' Autostrada A 3 SA-RC, uscire a uscita Rosarno, percorrere la SGC Jonio-Tirreno fino a Marina di Gioiosa Jonica, poi la SS 106 jonica fino a Bianco (da Reggio Calabria seguire la SS 106 jonica, si incontra il bivio per Samo subito dopo Africo Nuovo ed il ponte sulla Fiumara La Verde). In ogni caso, in circa 12 km si raggiunge Samo. Poco prima della piazza, a sinistra, si stacca la stradina che scende, in 3 km, alla Fiumara La Verde. Si può lasciare l’auto nei pressi del ponte.

percorso a piedi: seguire la pista che, subito dopo il ponte, si inoltra lungo il greto della fiumara. Osservando il costone alla vostra sinistra si nota una pista sterrata che sale verso l’alto (circa 400 m. dal ponte). E' questo il percorso. Si guadagna rapidamente quota con numerosi tornanti tra ulivi ben curati. Si incontrano due case a sinistra. Si giunge quindi al Valico Sellaro dove ci si affaccia sulla valle opposta con in alto Ferruzzano. La pista confluisce in un’altra che poco in basso rasenta una stalla e una casa. Proseguire invece a destra verso l’alto.
Poco avanti spiccano i tre torrioni rocciosi di Serro Schiavone. Qualche minuto di cammino e s’incontra un bivio: proseguire a destra. Il panorama è ora eccezionale sull’immenso letto della Fiumara La Verde. Al prossimo bivio, dopo circa 25 minuti, tenersi a sinistra seguendo quindi la pista che aggira Serro Schiavone. Altro punto panoramico, filo spinato a destra e subito dopo un valico, dove ci si affaccia nuovamente sulla Valle di Motticella e sul tratto a monte delle gole.
Prima che la pista inizi a scendere verso la valle, individuare a destra una mulattiera, ben tracciata, che scende invece verso la fiumara. Il primo tratto sfiora un crinale roccioso con dei pinnacoli molto belli. S’incontra subito una piccola sorgente. La mulattiera è ombreggiata da lecci e, più in basso, serpeggia tra gli enormi massi di un’antica frana. A destra una recinzione in filo spinato.
Dalla prima apertura con un cancello in legno si può raggiungere, in pochi minuti, il piccolo rifugio in località Ariusu. Continuando dal percorso principale s’incontra un cancello di legno che lo sbarra, ai piedi del cancello un tubo di gomma che capta l’acqua dal vicino ruscello. Dopo il cancello si supera una piccola frana. Il percorso riprende ora agevole, si supera un primo bivio continuando in quota ed un altro subito dopo, proseguire a destra per scendere verso la fiumara.
Si entra in un rimboschimento di pini con dei terrazzamenti dove il sentiero è meno evidente, ma una baracca di lamiera costituisce un punto di riferimento. Si continua in quota uscendo dal bosco e attraversando una radura di felci dove riprende ben visibile il sentiero. Superate alcune rocce ci si affaccia sulla Fiurnara La Verde ormai vicina. La località dovrebbe essere quella indicata sull’I.G.M. come Marumatto. Il percorso è ora molto divertente e semplice dovendo discendere le gole sino al ponte sulla fiumara, punto di partenza dell’itinerario ad anello.
Precacore è l’antico abitato di Samo. Posto in cima ad un cocuzzolo di roccia, probabilmente deve alla sua posizione un nome così infelice. I terremoti lo distrussero più volte tanto da costringere gli abitanti ad abbandonarlo per spostarsi nell’attuale Samo. La posizione dell’antico borgo è molto panoramica sull’enorme letto della Fiumara La Verde e sui paesi circostanti.
Tra le case ormai dirute spiccano ancora la chiesa di San Giovanni Battista e quella di San Sebastiano. In quest’ultima, sita nella parte alta del paese, sono ancora visibili affreschi del Quattrocento. Ulteriori informazioni potrete averle al bar Pitagora, punto di riferimento per gli escursionisti. Il posto è davvero molto bello (dopo Precacore si notano alcune piante di carrubo, ormai poco diffuse).







Motticella: vista dal satellite


Clicca qui per visitare il sito del CAI di Reggio Calabria


fonte testo : Il Parco Nazionale d'Aspromonte - Guida naturalistica ed escursionistica
Francesco Bevilacqua, Alfonso Picone Chiodo - Rubbettino Editore - 1999


Poiché i sentieri potrebbero aver subito variazioni che non possono essere ricondotte a nostre responsabilità, faremo tesoro delle Vostre osservazioni, di tutte le variazioni e/o inesattezze che troverete lungo il percorso.

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