Il falco pecchiaiolo (pernis apivorus), detto dialettalmente adorno, è un uccello rapace appartenente alla famiglia degli Accipitridi. E’ un rapace di medie dimensioni, lunghezza 55 cm ed apertura alare 130 cm, grande all'incirca quanto una poiana, dal piumaggio estremamente variabile, ma in genere superiormente bruno scuro, a volte con macchiettatura chiara ed inferiormente biancastro con barratura scura piú o meno accentuata. I due sessi sono simili, anche se le femmine sono leggermente più grandi. Il falco pecchiaiolo è un uccello migratore di lunga distanza che trascorre l'inverno a sud del Sahara e giunge in Europa a primavera per nidificare passando soprattutto dallo stretto di Gibilterra, dalla Sicilia e dallo Stretto di Messina e dalla Turchia (ad ovest e ad est del Mar Nero). Nidifica sugli alberi in boschi d'alto fusto maturi, a 10-20 metri d'altezza, e spesso riutilizza nidi di altre specie, anche se è in grado di costruirselo da solo. Depone in genere 1-2 uova, incubate per 30-40 giorni, i giovani volano dopo 40-44 giorni. Predilige zone in cui si ha un’alternanza di aree boscate e di praterie. Il falco pecchiaiolo, a differenza del biancone, non effettua lo “spirito santo” (tipica posizione con ali distese e zampe penzolanti tramite la quale, sfruttando le correnti ascenzionali, resta praticamente fermo in aria). Possiede capo esile (simile a quello di un piccione) ed un collo particolarmente lungo, ali molto larghe alla base e coda relativamente lunga, caratteristiche che aiutano a distinguerlo dalla poiana.
habitat
Il falco pecchiaiolo frequenta, soprattutto in periodo riproduttivo, formazioni forestali di estensione e struttura variabile, spesso nei pressi di radure e praterie aperte, non necessariamente lontano da insediamenti umani, pur essendo poco tollerante nei confronti del disturbo diretto al nido. In Europa, il limite a nord è rappresentato dalla Scandinavia, a sud dalla Spagna settentrionale, dall'Italia e dalla Grecia settentrionale. Quasi completamente assente dalla Gran Bretagna, manca in Irlanda ed Islanda.
riproduzione
Specie estiva, nidifica su alberi. Depone da metà maggio a fine giugno. Covata di 2 uova (l-3). Intervallo di deposizione: 3-5 giorni. Incubazione: 30-35 giorni per uovo, svolta da entrambi i sessi. Periodo d'involo: 40-44 giorni. Giovani indipendenti a 75-100 giorni. Età della prima nidificazione: 2-3 anni. Produttività: 1-1,5
di cosa si nutre
Si nutre quasi esclusivamente di insetti, anche se non disdegna altre prede di piccole dimensioni (uccelli, mammiferi, rettili). In particolare, si nutre di larve e adulti di insetti sociali (imenotteri, ad esempio le api). È goloso anche di miele. Segue gli insetti fino ai nidi, che riesce a raggiungere sottoterra fino ad una profondità di 40 centimetri. Durante la caccia esplora il terreno e manovra con grande agilità a quote medio-basse, sia in ambienti aperti che boscosi. Può ricercare gli insetti anche sul terreno, dove si muove con destrezza. Piuttosto confidente. A volte ricerca le prede da posatoi poco elevati.
protezione
La concentrazione di migliaia di rapaci sullo Stretto di Messina, durante la migrazione primaverile, ha determinato nel passato il nascere di una forma di caccia tradizionale al falco pecchiaiolo. Con il divieto della caccia primaverile, introdotto nei primi anni settanta, tale caccia è diventata una forma di bracconaggio, contrastata dagli organi competenti dello Stato italiano e, con grande impegno, dalle associazioni ambientaliste. Il Corpo Forestale dello Stato compie ogni primavera un apposito servizio antibracconaggio, denominato "Operazione Adorno", che vede impegnato il reparto speciale NOA (nucleo operativo anti-bracconaggio).
i centri di recupero per la fauna selvatica
I centri di recupero svolgono anche programmi di educazione ambientale, arricchiti dalla possibilità di osservare gli esemplari in cattività con le dovute accortezze per evitare qualsiasi disturbo. Per gli uccelli rapaci, oggetto di persecuzioni e di collezionismo, l'informazione e la sensibilizzazione verso il vero ruolo di questi predatori assume un particolare valore. Spesso, la normativa in vigore in Italia è sconosciuta o sottovalutata. Infatti, nonostante la cattura, l'abbattimento o la semplice detenzione degli uccelli rapaci sia un reato penale per il quale sono previste forti sanzioni o l'arresto, sovente, nei centri di recupero, vengono ospitati esemplari (quasi sempre disabituati in maniera irreversibile alla vita selvatica) sequestrati a privati cittadini.
In prossimità del Parco del Pollino opera il Centro di Recupero Animali Selvatici del WWF, presso la Riserva naturale ed Oasi WWF del Lago di Pignola (PZ) ed il Centro di Recupero Animali Selvatici dei CIPR (Comitato Italiano Protezione Rapaci), in contrada Lacone di Rende (presso Cosenza). Gli animali selvatici eventualmente rinvenuti, per facilitare le attività dei Centri e per aumentare le possibilità di reintroduzione in natura, devono essere consegnati rapidamente al più vicino Comando stazione del Corpo Forestale dello Stato o direttamente ai Centri di Recupero. E' importante riporre gli animali in una scatola di cartone provvista di fori per l'aerazione, senza tentare di alimentarli o di apportare cure.