

Pietra Lunga è una delle numerose rocce che svetta tra la fitta lecceta a monte di San Luca. La loro forma è bizzarra ed anche i nomi lo sono: Pietra di Lucifero, Prache di Sansone, Pietra Impiccata, Pietra Castello, Pietra Cappa, Pietra di Febo, Pietra Stranghiolo, per citarne solo alcune. Numerose le leggende e le credenze su di esse a testimonianza di un antico culto della pietra. Si dice che un incontentabile ubriacone avesse voluto una bottiglia grande come Pietra Lunga ed un bicchiere come Pietra Cappa. Si propone un breve itinerario, tra corbezzoli, lecci e castagni secolari, come alternativa alla strada sterrata che conduce al casello forestale di San Giorgio di Pietra Cappa. Utile anche come collegamento tra Pietra Cappa ed il Lago Costantino. E' parte del Sentiero Italia. Il casello, come tutti gli altri dell’Assessorato Regionale alla Forestazione, è aperto solo di mattina dal lunedì al venerdì in appoggio agli operai forestali (non sarebbe male, per gli escursionisti e per tutti coloro che frequentano il parco, che queste strutture, poste in posizione nodale, fossero aperte e presidiate anche nel fine settimana).
Avvicinamento in auto: dalla SS 106 deviare per San Luca (circa 11 km). Superare il paese imboccando la strada che sale verso la montagna seguendola per circa 7 km sino a notare, a sinistra, l’evidente monolito di Pietra Lunga. Proseguire ancora per 0.5 km. Si vedono, sulla destra, i segnali bianco-rosso, sino ad un’ampia curva sinistrorsa dove si vede molto bene Pietra Cappa ed i segnali che scendono nel bosco. Lasciate l’auto.
Percorso a piedi: imboccare il sentiero che scende tra lecci e eriche. Poco dopo la vista si apre sul Montalto (a sinistra) ma poi il sentiero entra nuovamente nel bosco per scendere ripidamente sino alla pista sterrata che conduce al casello di San Giorgio. Bisogna seguirla fino all’abbeveratoio in località Fontanelle dove il sentiero devia a destra lasciando la pista. Guadato il torrente, si sale bruscamente lungo un costone per poi proseguire in quota nella fitta lecceta. Uno scalandrino vi consente di superare una recinzione e vi immette nella pista che conduce al casello di San Giorgio. E' consigliabile allungare l’escursione con il giro della base di Pietra Cappa (1 ora circa).
Varianti: da Pietra Cappa transita il Sentiero Italia verso Monte Scorda oppure verso Pietra Lunga e poi il Lago Costantino. Altri itinerari conducono a San Luca o a Natile Vecchio.
Altre possibili pratiche sportive: la pista sterrata che conduce al casello di San Giorgio prosegue per Natile Vecchio e quindi consente un itinerario per la mountain bike. Pietra Cappa è alta appena 100 metri ma la sua salita attira senz’altro. Non è assolutamente da sottovalutare la natura friabile del conglomerato che non offre appigli sicuri. L’itinerario prende l’avvio dalla grande fenditura visibile sul lato di Pietra Cappa opposto al casello. Da qui in opposizione, ed aiutandosi con un albero di fico che fuoriesce dalla roccia, si giunge ad un grande masso incastrato. Un'apertura consente di passarvi sotto. Si sale per un canalino ed al suo termine ci si sposta sulla destra con un passaggio delicato ed esposto. Guadagnato un canale più ampio lo si segue fino al termine per spostarsi nuovamente sulla destra in un tratto meno verticale. Puntare ad un cespuglio ed aggrappandosi a questo si raggiunge la sommità (829 m). In cima vi è un ampio pianoro dove solitamente ci sono delle scritte con i sassi realizzate dai piloti degli elicotteri delle forze dell'ordine che atterrano su Pietra Cappa e puntualmente distrutte o modificate dai pastori. Più interessante notare alcuni cocci ed un'area che sembra il perimetro di una costruzione: chissà se gli eremiti basiliani giunsero anche quassù...