da Bova a Roghudi

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Avvertenze generali:

Si consiglia a tutti coloro che intendono compiere escursioni in Aspromonte, di assumere preliminarmente tutte le informazioni in base allo stato di manutenzione e segnatura dei sentieri ed alla loro difficoltà. Si invitano inoltre gli escursionisti alla massima prudenza soprattutto nella percorrenza degli itinerari in stagione invernale o in condizioni meteorologiche avverse. Le precipitazioni, specie se abbondanti, possono innescare su un territorio particolarmente “fragile”, fenomeni franosi. Ci sentiamo di suggerire la prudenza, perché frutto di conoscenza, esperienza, formazione e informazione, come primo passo verso la sicurezza: sui pendii della montagna, per ritrovare un rinnovato rapporto di equilibrato e reciproco rispetto con la natura, sulla neve, per vivere la propria avventura solo quando le condizioni lo consentono.

Comune:Bova
Segnaletica:segnavia bianco-rosso G.E.A. (Carte I.G.M.)
Tempi: andata: 3,30 ore
Altitudini e tempi parziali:Bova (inizio sentiero 834 m) -
Lestizi (668 m, 0.30 ore) - Spartusa (671 m, 0.25 ore) -
Noì (516 m, 1 ora) - base Roghudi (435 m, 1.20 ore) -
Chiesa Roghudi (527 m, 0.15 ore).
Dislivelli: 467 metri discesa, 160 m salita.
Periodo: tutto l'anno. Nella stagione delle piene della fiumara sarà
opportuno, alla contrada Noì, piegare a destra per seguire il sentiero
alternativo che corre più in alto.
Difficoltà: escursionistico
Carte IGM: Scala 1:25 .000 n.e. F° 615 I Bova; F° 602 II
San Lorenzo;
Scala 1:25 .000 v.e. F° 263 I NE Bova M.na; F° 254 II SE
San Lorenzo;
Scala 1:50.000 F° 615 Melito P.to Salvo; F° 602 Motta
San Giovanni.
Ultima verifica: maggio 1998.
Acqua potabile: numerose sorgenti.
Collegamenti: Autostrada A 3 SA-RC - SGC Jonio-Tirreno
(oppure A 3 fino a Reggio Calabria), SS 106 jonica fino a Bova
Marina e strada provinciale fino a Bova.
Appoggi: CFS - stazione di Bova.

la fauna del Parco Nazionale dell'Aspromonte::. il barbagianni

I sentieri del Parco


da Bova a Roghudi

La Fiumara Amendolea è la più imponente dell’intero Aspromonte, il motivo ricorrente di questo sentiero. La si domina dapprima dall’alto con ampi panorami che giungono sino al mare e all’Etna per poi avvicinarsi sempre più come risucchiati ed attratti inevitabilmente. Nell’ultimo tratto del percorso ci si ritrova infatti minuscoli e sperduti nell’immenso alveo del corso d’acqua con le ripidi pareti della valle che incombono: una piccola formica in fondo ad un imbuto. Solo da quaggiù si può comprendere quanto questa sinuosa via d’acqua, pietre e sabbia potesse giustamente intimorire i grecanici che erano costretti a percorrerla. Il sentiero descritto è probabilmente uno dei più antichi collegamenti tra la Chora (la capitale) e Roghudi. Il tratto sino a Noì collega una serie di casolari ormai abbandonati o trasformati in ovili posti sui crinali dei valloni che confluiscono nell’Amendolea. Purtroppo, nei pressi di Chieromandri il sentiero è spesso dissestato per le frane. Quasi parallela al sentiero, ma più alta in quota, corre la vecchia strada provinciale ormai lasciata senza alcuna manutenzione dopo la costruzione di un’altra strada che attraversa i Piani di Bova e giunge a Roghudi con un tracciato più lungo. Consigliabile una visita di Bova. La posizione dominante offre panorami grandiosi sulla vallata mentre i vicoli, gli slarghi, le chiesette ed i palazzi nobiliari ne fanno un borgo dall’atmosfera unica. Possibilità di soggiornare in antiche case gestite dalla cooperativa San Leo che fa parte della rete dell’ospitalità diffusa lungo il Sentiero dell’Inglese.

Avvicinamento in auto: da Bova Marina 14 km di strada conducono a Bova. Non entrare nel paese, ma proseguire verso la montagna superando il campo di calcio; poco più di un km e si nota a sinistra una stradina asfaltata che scende verso alcune case.

Percorso a piedi: imboccare il sentiero che inizia dietro una delle prime case a destra e, in questo primo tratto, un’ampia e comoda mulattiera intersecata da numerose sorgenti che tra lecci e qualche castagno conduce alle case ed ai coltivi di Lestizi. Superate le case, una pista consente di risalire sino alla strada costruita in epoca fascista. Se ci si mantiene invece in quota, dopo l’ovile si riprende il sentiero e, dopo aver superato un ruscello tra enormi castagni, si giunge alle prime case di Spartusa. Dalle case poste più in basso ricomincia il sentiero che dopo l’ennesimo ruscello attraversa alcuni sfasciumi e poi aggira un costone roccioso per scendere nel torrente che scorre nell’incassato Vallone Chieromandri giungendo alle case in località Tribuna (toponimo, come molti altri, non riportato sull’I.G.M.). Il tracciato è ora meno evidente ma sono ben visibili le case di Noì alle quali si perviene dopo aver superato il solito ruscello. In cima al vallone si notano i muraglioni di contenimento della vecchia provinciale e sul versante opposto della fiumara il sentiero che sale a Roccaforte.
Si raggiunge quindi la pista che sale alla vecchia provinciale all’altezza di Simomogorto. Seguirla per un centinaio di metri sino ad una curva destrorsa dove si notano più giù alcune case su di un piccolo terrazzo proteso sulla fiumara ed alle quali arriva un esile sentiero. Giungendovi, potrete finalmente vedere Roghudi ed il tratto lungo il letto della fiumara che bisogna percorrere per raggiungerlo. Sono circa 2 km ma non sottovalutate il percorso perché in presenza di molta acqua sono necessari diversi guadi. Da Noì si scende, attraverso vecchi terrazzamenti, verso i resti di un casolare poco discosto dal greto della fiumara. Si supera un ruscello ed una cisterna giungendo ad una strettoia con un cancello di legno. Lasciato il casolare alla sinistra si perviene al greto della Fiumara Amendolea che bisogna risalire liberamente.
Tenendosi sempre sul versante sinistro idrografico in alcuni costoni che si protendono come penisole verso la fiumara, si notano alcuni tratti dell’antica mulattiera che si teneva alta sulla fiumara evitando continui guadi: l’ultimo di questi tratti è franato ed a seconda di dove la fiumara scorre può essere obbligatorio guadare. Subito dopo giungerete alla confluenza del Torrente Furria con la Fiumara Amendolea e quindi alla base del lo sperone roccioso sul quale è costruito Roghudi. Un’acciottolato in parte franato introduce nel paese attraverso la cosiddetta “porta di mare” e con l’ultimo brusco dislivello porta alla chiesa ed alla piazza principale.
Volendo rinunciare a percorrere la fiumara si può giungere a Roghudi con un giro più lungo: a Noì seguire la sterrata per salire sino a Simomogorto (dislivello 352 m) e collegarsi alla vecchia provinciale. Percorrerla, in discesa, per 3-4 km. Dopo aver superato un grande ponte, tornati in vista di Roghudi, un sentiero a sinistra conduce tra coltivi sino alla confluenza del Torrente Furria con l’Amendolea e quindi proprio sotto il paese.

Altre possibili pratiche sportive: lungo il Torrente Furria, il Gruppo di Torrentismo del C.A.I. di Reggio Calabria ha individuato un tratto di gole ed un arco di roccia.



Bova: vista dal satellite


Clicca qui per visitare il sito del CAI di Reggio Calabria


fonte testo : Il Parco Nazionale d'Aspromonte - Guida naturalistica ed escursionistica
Francesco Bevilacqua, Alfonso Picone Chiodo - Rubbettino Editore - 1999


Poiché i sentieri potrebbero aver subito variazioni che non possono essere ricondotte a nostre responsabilità, faremo tesoro delle Vostre osservazioni, di tutte le variazioni e/o inesattezze che troverete lungo il percorso.

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