





Bivongi
Nel centro storico di Bivongi l'atmosfera è d'altri tempi, le case antiche con le scale esterne che scendono in un labirinto di viuzze, a volte così strette da doverci camminare in fila. Passeggiando in queste stradine si è immersi in un mondo vecchio di decenni, con il vociare delle donne, lo schiamazzo dei ragazzini, l'odore di vino proveniente dalle cantine familiari tradizionali (catoi).
testimonianze delle antiche attività industriali: miniere, centrali idroelettriche, mulini, concerie, ecc… Sono inserite in un paesaggio di straordinaria bellezza e costituiscono un indispensabile punto di riferimento e di ricerca per approfondire la conoscere della storia e della cultura di questo lembo della Calabria.
E’ interessante il fiume Stilaro, per la presenza delle cascate del Marmarico (120 metri circa), tra le più alte d’Italia.
È noto che in età bizantina venne costruito in questa zona, probabilmente sulle rovine del tempio consacrato ad Osiride, un monastero in onore della Theotokos (la Madre di Dio). Non è quindi fuori luogo pensare che il culto cristiano della Vergine abbia soppiantato quello pagano, secondo il parallelismo, Osiride (colui che genera la vita) e Maria (colei che genera il Figlio di Dio, cioè la vera vita). Infatti, l’assimilazione e la trasformazione di divinità pagane in santi cristiani è un fenomeno ben conosciuto sia in occidente, che in oriente a partire almeno dal VI secolo d.C.
Tracce d'un preesistente luogo di culto sono riscontrabili presso l'attuale nartece (il vano in fondo alla navata della basilica). Il monastero fa parte degli insediamenti ascetici posti sulle pendici del Consolino e delle colline circostanti. Tali insediamenti erano abitati da diversi monaci così forniti di cultura, spiritualità e ascetismo, da far definire questa zona la Terrasanta del monachesimo greco - ortodosso in Calabria.
La fama dei miracoli di San Giovanni giunse fino alla corte del Conte Ruggero il Normanno il quale concesse al monastero generose elargizioni. Venne così costruito un edificio più grande. Il Katholikon - l'attuale basilica bizantino-normanna - fu edificato in memoriam di San Giovanni Theristis. Avviatosi alla latinizzazione, il cenobio alternò periodi di grande fervore religioso ad altri di rilassatezza. Nel 1457 il Visitatore Apostolico inviato dal Papa ne constatava la decadenza.
con a capo Ambrogio e Nicola. Dopo molto tempo, Giovanni si ricordò del tesoro di famiglia a cui la madre aveva accennato prima di farlo partire per la Calabria. Trovatolo, il Santo distribuì tutto ai poveri, secondo la regola monastica.
La cascata del Marmarico è formata dalle acque del fiume Stilaro, nel vallone Folea, denominato "salto di Marmarico" che significa "lento" o "pesante", probabilmente dall'impressione che l'acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili. Si trova in uno scenario montano caratterizzato da una ricca vegetazione e dalla presenza di numerose specie di animali. Con un salto di circa 120 metri d'altezza, è la maggiore cascata dell'Appennino Meridionale. Lo strapiombo dell'acqua
termina in un piccolo e suggestivo lago sottostante. Le cascate del Marmarico sono uno spettacolo, nascoste e custodite gelosamente da Madre Natura fra le montagne scoscese ed incontaminate della vallata Stilaro. Il periodo migliore per visitarle è la primavera o l'autunno per l'abbondanza d'acqua. C'è un piccolo viottolo sul fianco sinistro che porta al secondo laghetto per altezza, lo scenario è ancora più bello e maestoso. Si può fare un tuffo nel laghetto ai piedi della cascata ma l'acqua è molto gelata. Si consiglia anche di farlo in mountain bike o risalendo il sentiero trekking che costeggia il fiume, ma bisognerebbe sempre informarsi sulle condizioni del momento per ciò che riguarda lo stato dei sentieri. La vallata ha molti altri gioielli naturalistici, conviene organizzare una giornata per scoprirne gli aspetti essenziali e più interessanti, come i centri storici di Bivongi e Stilo, le chiese, le grotte eremitiche, i monasteri. Si tratta di una delle vallate più suggestive d'Italia...La cascata si può raggiungiere da Bivongi percorrendo in auto la strada che affianca lo Stilaro, meglio se con un fuoristrada, il ristorante, nelle vicinanze, effettua questo servizio. Successivamente, arrivati al punto di confluenza tra il Vallone Folea e Ruggiero, si prosegue a piedi per 20 minuti seguendo il percorso del Folea. Si può effettuare un secondo itinerario dalla località Ferdinandea, con circa 2 ore di cammino. Si parte dal sentiero alla sinistra della Villa Ferdinandea segnalato dal CAI che all'inizio costeggia il vallone Folea, per poi allontanarsi e ricongiungersi più tardi e poter così vedere le cascate dall'alto.
Il monastero dei SS. Apostoli nasce intorno al IX secolo come Monastero Basiliano. In quell’epoca, l’intera vallata dello Stilaro era sede di numerosi conventi e monasteri che favorirono l’eremitismo ed il monachesimo, in un clima di gran fervore religioso e spirituale.
Dopo la fondazione della Certosa di Santo Stefano del Bosco (1094), il monastero fu donato all’Eremo di Santa Maria del Bosco da Ruggero il Normanno: nacque così la Grangia dei SS. Apostoli, per esigenze di carattere spirituale ma anche temporale, per controllare più da vicino i possedimenti di cui disponeva la Certosa in tutto il circondario, come pubblicato nel 1766 in “Risposta di un Anonimo Certosino”. Il terremoto del 1783 provocò danni irreparabil, causandone il definitivo abbandono. Tutti i beni ecclesiastici furono confiscati per realizzare la Cassa Sacra e risanare i danni del terremoto. La giurisdizione Certosina durò fino al 1806, anno in cui fu abolita la feudalità.
La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Decollato, del '700, conserva al suo interno una bella statua in legno dell'Immacolata e inoltre arredi sacri, antichi volumi e stucchi di pregevole fattura.
Nella Pinacoteca d'Arte Moderna e Contemporanea "AM International"sono raccolte le ricerche artistiche di vario genere con donazioni ed acquisizioni che provengono non solo dal nostro Paese ma anche dall’estero. La struttura ospita la mostra del secondo nucleo della collezione permanente ed è anche dotata di un laboratorio di pittura, uno di ceramica artistica seguiti da personale specializzato facente parte dell’Associazione Culturale no profit “AM International”. La Pinacoteca, riconosciuta con legge regionale, non è una galleria commerciale e gode del contributo pubblico e di sponsors per lo svolgimento della programmazione di promozione culturale, delle esposizioni, installazioni e performances. Inoltre, questo spazio espositivo è collegato con altri, cioè quello di Stilo, di Firenze e della città australiana di Bayswater, attraverso un circuito interattivo con la rete museale della Calabria e del mondo per la condivisione degli archivi multimediali e per promuovere la diffusione di seminari-laboratorio e teleconferenze.
Il Parco Vignali, area picnic, attraversato da un ruscello ed attrezzato per il gioco, lo sport e la cottura all’aperto.
L'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria, fondato nel 1982, è un progetto dall'ACAI (Associazione Calabrese Archeologia Industriale). Da alcuni anni si è intervenuti per restaurare e recuperare un'antica bocca di miniera, una centrale idroelettrica del 1913, due mulini idraulici, un'antica conceria, già ferriera Fieramosca, una casa albergo, annessa ad uno stabilimento termale.
Il Museo "A. Lumera", di arte contadina e cultura popolare.
I Bagni di Guida è una località di Bivongi nei pressi della fiumara dello Stilaro, un tempo noto come "Acque sante" per le sue proprietà mediche dovute ad elementi sulfuro-alcalini. Se ne conosce un suo utilizzo fin dal 1870, ma erano note sin dal tempo dei bizantini e anche nel periodo pre-bizantino.
in auto:
da nord Strada Statale 106 jonica / E90 per Reggio Calabria; bivio Monasterace Strada Statale 110 per Stilo (13 Km); strada provinciale per Bivongi.
da sud Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria (uscita Rosarno), Strada Grande Comunicazione Jonio-Tirreno; direzione SS. 110 per Stilo; strada provinciale per Bivongi.
in treno:
in aereo:
vitigni utilizzati: Greco bianco e/o Guardavalle e/o Montonico (30-50%), Malvasia bianca e/o Ansonica (30-50%), altri vitigni a bacca bianca della zona (massimo 30%)
gradazione alcolica minima totale: 10,5%
caratteristiche: colore paglierino più o meno intenso, profumo vinoso e gradevole, sapore secco, armonico, fruttato
abbinamenti con i cibi: antipasti, piatti a base di pesce, uova
temperatura di servizio consigliata: 10-12 °C
vitigni utilizzati: Gaglioppo e/o Greco nero (30-50%), Nocera e/o Calabrese e/o Castiglione (30-50%), altri vitigni a bacca nera (massimo 10%) e a bacca bianca della zona (massimo 15%)
gradazione alcolica minima totale: 11,5%
caratteristiche: colore rosato più o meno intenso, profumo vinoso, caratteristico, sapore secco, gradevole, fruttato.
abbinamenti con i cibi: salumi, primi, secondi di carne, formaggi freschi
temperatura di servizio consigliata: 12-14 °C
vitigni utilizzati: Gaglioppo e/o Greco nero (30-50%), Nocera e/o Calabrese e/o Castiglione (30-50%), altri vitigni a bacca nera (massimo 10%) e a bacca bianca della zona (massimo 15%)
gradazione alcolica minima totale: 12%
caratteristiche: colore rosso più o meno intenso, tendente al granato con l'invecchiamento, profumo vinoso, caratteristico, delicato, sapore secco, armonico, gradevole, talvolta fruttato
abbinamenti con i cibi: secondi di carne, salumi piccanti
temperatura di servizio consigliata: 16-18 °C
denominazioni e qualificazioni particolari: "Riserva": con gradazione minima del 12,5% ed invecchiamento di 2 anni
varianti derivanti da pratiche enologiche: "Novello"
5 febbraio - Festa di Maria SS. Mamma Nostra
febbraio, Festa ortodossa di San Giovanni Theristis
aprile, Pasqua cattolica e ortodossa
24 giugno, Santo Patrono - San Giovanni Battista
agosto, mercato della Badia - prodotti enogastronomici, musica, visita dei vecchi frantoi, mostre, artisti di strada e altro ancora tra le viuzze del centro storico.
agosto, sagra del vino
seconda domenica di settembre - Festa di Maria SS. Mamma Nostra
novembre, Festa di San Martino