Il biancone (circaetus gallicus) appartiene alla famiglia degli accipitridi. Con una lunghezza corporea di circa 70 cm e una larghezza alare di 175 cm, è evidentemente più grande della poiana. Il biancone deve il suo nome alla colorazione chiara delle parti inferiori, che sono di solito bianche con barre brune in quantità molto variabile. Quando le ali sono spiegate per il volo, questo rapace appare praticamente bianco, con due o tre barre scure e con tre barre caudali molto evidenti, con le parti superiori grigie. Guance, gola e petto sono bruni, la fronte, le redini e le piume intorno agli occhi, che sono grandi e di un bel giallo-arancio ambrato, sono invece bianche. Le zampe, con i tarsi parzialmente nudi, sono grigie. Caccia planando lentamente a quote anche piuttosto alte, esplorando attentamente il terreno con la testa rivolta verso il basso e con frequenti soste in "spirito santo" (volo battuto senza spostamenti). Picchiata di retta o a tappe, se la preda scompare alla vista. La caccia all'agguato viene praticata raramente e soprattutto in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Trascorre molto tempo su posatoi preferenziali come alberi, rocce, tralicci. I piccoli atti al volo sono molto più chiari e hanno talvolta una testa quasi bianca. Generalmente silenzioso, può emettere un fischio modulato e musicale: nel periodo riproduttivo emette in volo sul nido una specie di canto melodico.
habitat
Con circa 15.000 coppie, i bianconi sono, in Europa, tra le specie più rare. L’areale di distribuzione del biancone va dalla Spagna all’Europa Centrale e si estende fino all'Iran, all’India, alla Mongolia settentrionale e all’Africa. In Italia è presente con tre subpopolazioni, quella della Maremma tosco-laziale, dell'Appennino ligure e Alpi Occidentali, delle regioni collinari della costa adriatica e jonica, fino alla Calabria. Manca in Irlanda, in Islanda, in Gran Bretagna e in alcune isole del Mediterraneo. La popolazione complessiva è stimata in 200-400 coppie ed è sostanzialmente stabile, anche se appare molto legata alla presenza di superfici boschive in prossimità di zone aperte incolte e minacciata dai rischi della caccia per i giovani durante la migrazione autunnale. Ama regioni calde, aperte, ricoperte di arbusti, come le steppe, le savane, i deserti sconfinati e le foreste. Importante per questo animale è la presenza di animali da preda. In qualità di evidente uccello migratore, si sposta tra agosto e ottobre con prestazioni giornaliere fino ai 100 km/h, passando principalmente per Gibilterra nelle regioni a sud del Sahara e ritorna solo verso marzo. In tutto il mondo ci sono 4 - 6 specie del genere Circaetus che si possono trovare tutte anche in Africa ad eccezione del Circaetus gallicus. Il Circaetus beaudouini e il Circaetus pectoralis vengono classificati anche col nome di Circaetus gallicus come un'unica sottospecie. Il Circaetus beaudouini assomiglia nella corporatura al Circaetus gallicus, ma è più piccolo. Il Circaetus pectoralis sembra piuttosto diverso con la sua colorazione nera e marrone della parte superiore del corpo, ma costituisce a macchia di leopardo delle coppie miste in un terreno molto ristretto di coincidenza con il Circaetus beaudouini.
riproduzione
Costruisce il suo nido preferibilmente in alberi alti dislocati sui pendii. Depone le uova probabilmente solo all'età di tre o quattro anni e poi, successivamente, solo un uovo per volta. Depone in Europa meridionale e in Marocco in aprile, in India, al contrario, già a gennaio-febbraio. La femmina cova a maggio e giugno per circa 35-40 giorni un uovo bianco lungo più di 7 cm. Il piccolo resta nel nido per 60-80 giorni.
di cosa si nutre
Si nutre principalmente di rettili come serpenti e lucertole e perciò dipende anche dalla loro presenza. Gli uccelli circondano la loro vittima sbattendo le ali, così da non lasciare al serpente alcuna possibilità di mordere.
i centri di recupero per la fauna selvatica
I centri di recupero svolgono anche programmi di educazione ambientale, arricchiti dalla possibilità di osservare gli esemplari in cattività con le dovute accortezze per evitare qualsiasi disturbo. Per gli uccelli rapaci, oggetto di persecuzioni e di collezionismo, l'informazione e la sensibilizzazione verso il vero ruolo di questi predatori assume un particolare valore. Spesso, la normativa in vigore in Italia è sconosciuta o sottovalutata. Infatti, nonostante la cattura, l'abbattimento o la semplice detenzione degli uccelli rapaci sia un reato penale per il quale sono previste forti sanzioni o l'arresto, sovente, nei centri di recupero, vengono ospitati esemplari (quasi sempre disabituati in maniera irreversibile alla vita selvatica) sequestrati a privati cittadini.
In prossimità del Parco del Pollino opera il Centro di Recupero Animali Selvatici del WWF, presso la Riserva naturale ed Oasi WWF del Lago di Pignola (PZ) ed il Centro di Recupero Animali Selvatici dei CIPR (Comitato Italiano Protezione Rapaci), in contrada Lacone di Rende (presso Cosenza). Gli animali selvatici eventualmente rinvenuti, per facilitare le attività dei Centri e per aumentare le possibilità di reintroduzione in natura, devono essere consegnati rapidamente al più vicino Comando stazione del Corpo Forestale dello Stato o direttamente ai Centri di Recupero. E' importante riporre gli animali in una scatola di cartone provvista di fori per l'aerazione, senza tentare di alimentarli o di apportare cure.