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Roccella Jazz Festival 2011 - XXXI edizione - 12-20 agosto 2011
ROCCELLA JAZZ FESTIVAL 2011- XXXI edizione - UN'ITALIA IN ATTESA
Direzione Artistica:
PAOLO DAMIANI
ASSOCIAZIONE CULTURALE JONICA ONLUS
in collaborazione con:
Ministero per i beni e le attività culturali - Dipartimento dello spettacolo
Regione Calabria
Provincia di Reggio Calabria
Comune di Reggio Calabria
Comune di Roccella Jonica
Comune di Martone
info:
www.roccellajazz.net
mail:
acjroma@tin.it
tel/fax: 06 3222896
Il programma
12 agosto 2011 - Danilo Rea / Flavio Boltro Duo “Opera”, Reggio Calabria - Arena dello Stretto o Piazza Castello
Danilo Rea / Flavio Boltro Duo “Opera”
dove:
Reggio Calabria - Arena dello Stretto o Piazza Castello, ore 21,30
Danilo Rea pianoforte
Flavio Boltro tromba
Audace improvvisatore dalla spiccata sensibilità melodica,
Danilo Rea è certamente uno dei pianisti che più ha segnato la scena jazz in Italia negli ultimi decenni.
Nato a Vicenza nell’agosto del 1957, si è presto stabilito a Roma, dove condivide
i primi anni di attività con il contrabbassista Enzo Pietropaoli e il batterista
Roberto Gatto, vale a dire lo storico “Trio di Roma”. “Certamente – ricorda Rea
– la nascita del Trio di Roma sancisce il mio ingresso nel mondo del jazz. Nei
primi anni d’attività abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con grandi
musicisti della scena internazionale, Art Farmer a Steve Grossman, da Chet Baker
a David Liebman, a Randy e Michael Brecker”.
Contemporaneamente alla pratica jazzistica, Rea mostra interesse per la musica
rock progressive di Emerson Lake & Palmer e degli Yes e ottiene il diploma in
pianoforte classico presso il conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Rea
parteciperà con vigore e grande capacità a tutta la felice epopea musicale della
capitale tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo, città nella
quale gravitano musicisti italiani e stranieri di passaggio.
“La partecipazione ai progetti di Maurizio Giammarco per Lingomania –
aggiunge Rea – o al fianco di grandi maestri quali il batterista Peter Erskine, che
militava nei Weather Report, e il contrabbassista Marc Johnson, rappresentano
tappe importanti per me”.
Alla carriera di pianista jazz affianca considerevoli interventi con protagonisti di
primo piano della musica leggera italiana, con Riccardo Cocciante, Claudio
Baglioni, Fiorella Mannoia e soprattutto Mina. Considera l’incontro con Mina “un
momento davvero particolare, molto formativo”.
Fonda il Doctor 3 con Enzo Pietropaoli e Fabrizio Sferra, concentrando la propria
estetica in una rivisitazione del repertorio jazz, rock e pop: una sintesi che
colpisce pubblico e critica. Negli ultimi anni di attività raggiunge alte quote di
maturità e perfezione, tanto che diventano sempre più frequenti i lunghi recital
solitari al pianoforte.
Flavio Boltro (vincitore Jazzit Award 2010 come Miglior Trombettista) nasce a
Torino il 5 maggio 1961. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio.Una volta diplomato,
la sua vita sarà segnata da due momenti determinanti, che coincidono
con l’incontro di due formazioni che saranno per lui l’occasione di farsi conoscere
e apprezzare. La prima è Lingomania, guidata da Maurizio Giammarco.
Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una
novità per quegli anni e riscuote grande successo in Italia, aggiudicandosi, per
due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo
dell’Anno. Quando intraprende questa avventura, che si protrarrà per un biennio,
Flavio ha 25 anni. Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di
collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente.
« All’epoca in Italia c’erano 2000 club; io ci suonavo spesso con Steve
ma mi esibivo anche ai festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy
Higgins e David Williams alla sezione ritmica. E, poco prima che si concludesse
l’esperienza con i Lingomania, con Clifford Jordan e Jimmy Cobb. Ho tenuto
anche due concerti con Freddie Hubbard a Umbria Jazz oltre a quelli di Torino
e di Milano».
La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla
batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso. «Questo gruppo ha funzionato a
meraviglia! All’epoca non esisteva un trio di tromba/contrabbasso/batteria; c’era
solo il quartetto di Ornette; ma nessun trio.
Al suo terzo anno di vita, il gruppo è diventato un quartetto con l’arrivo di Joe
Lovano. Abbiamo fatto una tournée di 12 date in Italia e abbiamo inciso delle
composizioni mie, di Furio e di Lovano, ma il disco non è mai uscito! » Nel 1994,
Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista
e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul
suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione
della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di
Michel Petrucciani.
Da tempo Flavio Boltro, Stefano Di Battista ed Eric Legnini, amici di lunga data,
cercano due musicisti per costituire un quintetto. Il loro progetto si concretizzerà
nel 1997 con l’arrivo di Benjamin Henocq alla batteria e di Rosario
Bonaccorso al basso.
L’opera è per gli italiani una “dimensione del cuore”. Fin dal primo suono, Rea
e Boltro si impongono nel nuovo CD “Opera” come lirici eccelsi, che non temono
il pathos e l’emozione profonda. Al centro del progetto c’è il contenuto melodico
delle composizioni. L’evidente rispetto di fronte ai classici dell’opera non
esclude naturalmente l’innovazione. Essendo due degli improvvisatori più creativi
della scena italiana, trovano sempre un’avvincente variazione ritmica, una
frase stimolante o un invenzione armonica importante.
Opera e jazz scorrono armoniosamente l’uno nell’altro, e il loro equilibrio non
appare mai né forzato né meccanico. Ne è un eccellente esempio la “Sinfonia
dal Guglielmo Tell” di Rossini. Per rapido che sia il tempo, non si ascoltano mai
forzature. La concentrazione va tutta sulla drammaticità insita nel brano, nel
quale Rea e Boltro riescono con successo a trovare l’equilibrio ideale fra tecnica
strepitosa, arrangiamento sorprendente e forza improvvisativa.
Il “nascondiglio prediletto” - Schloss Elmau, castello che si trova nel centro delle
prealpi bavaresi, è stato per molti artisti classici e jazz la fonte d’ispirazione per
questo viaggio nel mondo dell’opera italiana. Quattro dei dodici brani suonati in
questo castello, il 9 dicembre 2010, sono stati registrati live davanti al pubblico.
“L’atmosfera durante i concerti, è magica” dice Rea con entusiasmo.
E così, durante l’ascolto di questo affascinante disco in duo, ci resta solo da affermare:
che grandiosa opera!.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
12 agosto 2011 - Al Di Meola “World Sinfonia” - Reggio Calabria, Piazza Castello
Al Di Meola “World Sinfonia”
dove:
Reggio Calabria - Piazza Castello, ore 22,30
Al Di Meola chitarre
Peo Alfonsi seconda chitarra
Fausto Beccalossi accordion
Peter Kaszas batteria
Al Di Meola nasce il 22 luglio 1954 a Jersey City, New Jersey. Incomincia la carriera musicale nel 1976 con la pubblicazione del suo primo
album da solista “Land of the Midnight Sound” che lo mette in evidenza per la
sua grande abilità nel suonare la chitarra, soprattutto durante gli assoli. Dopo i
primi album incomincia ad esplorare le culture e i suoni del Mediterraneo: ne
sono esempi “Mediterranean sundance" e "Lady of Rome, sister of Brazil" tratti
dal disco “Elegant Gypsy” del 1977.
Per tutti gli anni Ottanta e Novanta Di Meola continua a suonare sia da solo sia
collaborando con altri musicisti, tra cui Stomu Yamash’ta, Paul Simon, Stanley
Jordan e David Matthews. Sempre durante i Novanta Di Meola si concentra
maggiormente su sonorità acustiche, come evidenziano alcuni lavori come
World Sinfonia, Di Meola Plays Piazzolla e Heart Of The Immigrants.
Nel corso degli anni prosegue comunque il suo approccio eclettico alla musica
come è deducibile da “Revisited” (2003), da “Consequence of Chaos” (2006)
e da “Diabolic Inventions and Seductions for Solo Guitar, Vol. 1: Music of Astor
Piazzolla” del 2007.
Al Di Meola, virtuoso interprete e compositore, dopo un tour in Marocco ha deciso
di diffondere la sua World Music con la nuova formazione “New World
Sinfonia” da lui definita “uno dei migliori gruppi della mia carriera”. Le formazioni
di Al Di Meola hanno sempre raggiunto altissimi livelli di qualità musicale.
Basti ricordare le esperienze con il gruppo elettrico “Tour de Force”, con Jan
Hammer, Anthony Jackson, Steve Gadd e Mingo Lewis; il trio con le superstar
della chitarra John McLaughlin e Paco de Lucia e il supergruppo fusion degli anni
settanta “Return To Forever” con Chick Corea, Stanley Clarke e Lenny White.
Con la sua impeccabile tecnica alla chitarra sia acustica sia elettrica spicca l’abilità
compositiva di Di Meola, il lirismo e la profondità delle sue composizioni e
delle sue doti espressive. È stato un pioniere dell’incontro tra la world music e il
jazz, capace di contaminare flamenco, tango, musica orientale, brasiliana e africana.
Ha collaborato tra gli altri con Paul Simon, Phil Collins, Carlos Santana,
Wayne Shorter, Herbie Hancock, Gonzalo Rubalcaba, Milton Nascimento,
Egberto Gismonti, Stevie Wonder e Frank Zappa.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
12 agosto 2011 - Fabrizio Bosso tromba, Rosario Bonaccorso contrabbasso - Roccella Jonica, Ex Convento dei Minimi
Fabrizio Bosso tromba
Rosario Bonaccorso contrabbasso
dove:
Roccella Jonica - ex Convento dei Minimi, ore 18,30
Introduzione a cura di
Giammichele Taormina
Ingredienti semplici: una Tromba, un Contrabbasso e quella magica forma di comunicazione che vige tra due strumenti fondamentali della musica jazz.
La semplicità di un suono che racchiude molte avventure musicali e ancor più provocazioni, come la ricerca di certi confini tra la tradizione e la libertà espressiva
del DUO ... il Duo BoBo è la sintesi di un connubio umano e musicale nato tra Fabrizio Bosso e Rosario Bonaccorso. I due famosi artisti italiani pur conoscendosi
ed apprezzandosi reciprocamente da molti anni, hanno cominciato a collaborare da poco tempo incontrando come primo risultato straordinario: una
magica alchimia di intenti… La musica del duo BoBo si sviluppa su tematiche originali e brani della tradizione del jazz, in un concerto dove le loro forti personalità
musicali fondono melodia , creatività, energia, l’amore della tradizione e quella giusta dose di ironia, che crea risultati imprevedibili.
Fabrizio Bosso ha iniziato a suonare la tromba a 5 anni. A 15 era già diplomato
al conservatorio G. Verdi di Torino. Coltivando di continuo gli interessi per
la musica di estrazione colta si è accostato al jazz. Oltre ad aver svolto attività
concertistica sotto la direzione di George Russell, Mike Gibbs, Kenny Wheeler,
Dave Liebman, Carla Bley e Steve Coleman, è stato anche reclutato da Charlie
Haden per alcune tappe del tour promozionale del nuovo album della Liberation
Music Orchestra. Nel 1999 viene votato come “Miglior Nuovo Talento” del jazz
italiano dal referendum della rivista Musica Jazz, e negli anni collabora stabilmente
nei gruppi di Salvatore Bonafede, Giovanni Mazzarino ed Enrico
Pieranunzi. Sono proprio gli anni 2007/2008 a incoronare Fabrizio come uno
dei più grandi musicisti italiani.
Dapprima il successo nel 2007 di quello che è considerato il suo esordio da leader
per una casa discografica importante, la Blue Note / Emi Italia, “You’ve
Changed”, realizzato con il suo quartetto stabile e un’orchestra di tredici archi, la
Bim String Orchestra diretta da Paolo Silvestri, con ospiti Diane Reeves e Sergio
Cammariere. Inoltre la partecipazione al successo di “Trouble Shootin’”, bel disco
di Stefano Di Battista con il quale ha realizzato importanti tournée in Europa. Nel
2008 invece, oltre a “Five Four Fun” degli High Five, Fabrizio ha pubblicato “Sol!”
con il Latin Mood composto da Javier Girotto (co-leader), Natalio Mangalavite,
Marco Siniscalco e Luca Bulgarelli, Lorenzo Tucci, Bruno Marcozzi, più l’ospite
special Raul Midón. E, sempre nello stesso anno, il funanbolico duo con
Antonello Salis per la Parco della Musica Records: “Stunt”(con cui ha vnto il TOP
JAZZ 2009).
Ha partecipato inoltre al progetto inedito, realizzato da Roberto Gatto e dedicato
al rock progressivo, inciso anche per la serie Jazz Italiano Live 2008 del La
Casa del Jazz / L’Espresso ed è presente anche in un altro progetto realizzato
nella stessa collana, “Omaggio a Fabrizio De André”.
Ha partecipato al progetto “About a Silent Way” di Maurizio Martusciello con
Francesco Bearzatti, Eivind Aarset e Aldo Vigorito, uscito in allegato a Musica Jazz
per celebrare i 40 anni dell’opera di Miles Davis. Ha inoltre realizzato un disco
in quartetto, con Luca Mannutza, Luca Bulgarelli e Lorenzo Tucci, per la collana
del Jazz Italiano de la Casa del Jazz/L’Espresso, ospiti Roberto Cecchetto,
Giuseppe Milici, Natalio Mangalavite, Bruno Marcozzi e con la partecipazione
straordinaria di Filippo Timi e un disco per il mercato giapponese, ma che presto
uscirà in Italia, con Luca Mannutza, Lorenzo Tucci e Nicola Muresu e ospiti
Marco Tamburini e Max Ionata, dal titolo “Black Spirit”. Nel 2010 ha partecipato
al bellissimo progetto “Complete Comunion”, ideato da batterista italo francese
Aldo Romano con Heri Texier e la formidabile altista Geraldine Laurent. Sempre
a fine 2010 ha registrato il disco “Libero” con il quartetto storico e l’aggiunta del
chitarrista Roberto Cecchetto, che uscirà nei prossimi mesi in Giappone per la
PONY CANYON. Il 21 e 22 giugno 2011 Fabrizio ha registrato a Londra, agli Air
Studios, “Enchantment - L’Incantesimo” con la London Symphony Orchestra. Il
progetto è dedicato alla musica di Nino Rota in occasione del centenario della
nascita.
Rosario Bonaccorso nasce l'8 Dicembre 1957 a Riposto, cittadina di mare alle
pendici dell’Etna, A diciassette anni il contrabbasso non fa ancora parte della sua
vita, ma il palco lo vede già protagonista: suona infatti il basso elettrico e canta
in una propria Band brani dei Genesis e dei Led Zeppelin nonchè un repertorio
originale che gli fa meritare la vittoria del prestigioso premio nazionale per gruppi
emergenti: il Monzino d’Oro. Soltanto a vent’anni scocca la scintilla per il contrabbasso.
Sono i virtuosismi di Eddie Gomez, e di Scott la Faro , eccezionali contrabbassisi
del trio di Bill Evans, a stregarlo ed ispirarlo.
Inizia così a studiare il contrabbasso come autodidatta, conseguendo in breve tempo due borse di studio
e facendo esperienza con apprezzate band liguri. Ma il disco che in gioventu’
gli apre la strada al suono del jazz è un classico di Miles Davis: “My Funny
Valentine”, dove scopre Ron Carter, che per anni sarà un suo riferimento. Dopo
questo incontro comincia ad interessarsi ed a conoscere gli stili dei bassisti come
Charles Mingus, Oscar Pettiford, Paul Chambers, Ray Brown, Charlie Haden, e
tutti gli altri grandi che hanno tracciato l’evoluzione del linguaggio contrabbassistico
contemporaneo. Successivamente la maturità musicale lo porterà a sviluppare
il proprio stile personale, reinventando così il messaggio della tradizione dei
grandi bassisti della musica afroamericana, che Bonaccorso rivisita con contemporaneità,
freschezza e personalità.. Dopo anni di collaborazioni prestigiose e
aver contribuito con il suo apporto musicale al successo di molti artisti, Rosario
Bonaccorso si conferma tra i più autorevoli e rappresentativi musicisti jazz
d’Europa.
Dal 1999 ha collaborato stabilmente come contrabbassista nei gruppi
di Enrico Rava, per dieci anni ha militato musicalmente in Francia nella famosa
band di Stefano di Battista, nel progetto Milestones con Gino Paoli, Boltro,
Rea, Gatto, nel Trio Visions con Ferra e Sferra, ed ancora nei gruppi di Eric
Legnini, di Roberto Gatto , di Dado Moroni. Questi sono solo alcuni dei grandi
nomi con cui Rosario è stato ed è tuttora impegnato, incidendo per importanti
case discografiche come: ECM, BLUE NOTE, LABEL BLEU, UNIVERSAL, PMR e
suonando sui più prestigiosi palchi internazionali tra cui New York, Tokyo, Parigi,
la Scala di Milano e la Statt Opera di Vienna.
Una sensibilità non comune maturata in venticinque anni di palco al fianco di
centinaia di artisti americani ed europei del calibro di Elvin Jones, Benny Golson,
Billy Cobham, Pat Metheny, Michael Brecker, Stefano Bollani, Joe Lovano, Mark
Turner, Gato Barbieri, James Moody, Lee Konitz, Steve Wilson, Ivan Lins, Dianne
Reeves, Adrienne West, Clark Terry, Jon Faddis, Charles Tolliver, Franco
Ambrosetti, Kenny Davern, Bob Wilber, Tony Scott, Slide Hampton, Kenny
Barron, Jacky Terrason, Cedar Walton, George Cable, Ralph Sutton, Jimmy Cobb,
Albert “Tootie“ Heath, Vernel Fournier, Naco, Aldo Romano, Dede Ceccarelli,
Tommy Campbell, Sangoma Everett, Tullio de Piscopo, Luis Nash, Herlin Riley,
Adam Nussbaum e tanti altri. Un’esperienza così ampia non poteva che concretizzarsi
“finalmente” nella realizzazione di un proprio disco: Travel Notes. Una
raccolta di 11 brani, ideati e maturati nell’arco di molti anni spesi a suonare in
giro per il mondo. L’album, prodotto nel dicembre 2008 dall’etichetta discografica
“Parco della Musica Records/EGEA” vede la partecipazione di Andy Gravish
alla tromba, Andrea Pozza al pianoforte e Nicola Angelucci alla batteria.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
12 Agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Piazza Dogana
Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight
dove:
Roccella Jonica - Piazza Dogana, ore 21,00
CNAQuartet plays the music of Steve Lacy
Domenico Ammendola, clarinetto
Enrico Cassia, chitarra
Alessandro Nobile, contrabbasso
Antonio Quinci, batteria
Dedicato al grande
Steve Lacy (più volte protagonista di memorabili performance a Rumori Mediterranei) il primo concerto della sezione “Jamming around before and ‘round midnight”. A cimentarsi in una operazione complessa quale può essere l’esplorazione della figura di Steve Lacy “compositore” sarà Il CNAQuartet. I brani eseguiti dal quartetto, infatti, sono estranei alla tradizione jazzistica tipicamente mainstream dalla quale Lacy si era chiamato fuori in età matura. In queste composizioni traspare la commistione tra musica contemporanea di stampo europeo, il free jazz e l’improvvisazione totale. Infatti è sempre presente la continua alternanza tra temi scritti (spesso a due voci) e “stanze improvvisative”, cioè momenti di libertà assoluta ed estrema interazione tra i musicisti. Il CNAQuartet è formato da musicisti di diversa provenienza e con numerose produzioni alle spalle i quali hanno deciso di riprendere la lezione di Lacy rielaborando le sue composizioni contestualizzandole e facendo così emergere le personali caratteristiche di ognuno. Sfruttando continue permutazioni tra i musicisti il quartetto riesce ad ottenere un continuo rimodellamento sonoro che va dai richiami estetici e pittorici del “puntillismo”ai più rarefatti e inestricabili intrighi sonori.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
12 Agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, ex Convento dei Minimi
Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 22,30
“Rosa - I canti della libertà”
Manuela Cricelli, voce
Peppe Platani, chitarra classica
Vittorio Accorinti, chitarra acustica
Rosa Balistreri è al centro di un progetto di Manuela Cricelli, una cantante ormai affermata e con alle spalle anche una valida esperienza teatrale e di corista. Il progetto s’intitola “Rosa – Canti per la libertà” e si presente nella forma del recital. Rosa Balistreri, è stata la prima donna a emergere come “cantastorie”, una figura tradizionalmente maschile. Si impose per lo spirito con cui portò alla ribalta antiche ballate, canti tradizionali di varie parti della Sicilia e brani di protesta con cui denunciava la miseria della maggior parte della gente del sud. Indimenticabile cantastorie anche nella “Lunga notte di Medea” di Corrado Alvaro, con Piera degli Esposti e la regia di Werner Schroeter, una storica produzione teatrale dell’Associazione Culturale Jonica che fu ospitata anche dalla Biennale di Venezia.
In questo progetto la Cricelli interpreta con grande sentimento i brani di Rosa e attraverso gli stessi ne racconta la vita. Cerca anche di catturarne lo spirito e lo fa anche con grande efficacia. In questa edizione del suo recital è aiutata da un musicista esperto qual è Peppe Platani e dal chitarrista Vittorio Accorinti.
fonte testo:
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12 Agosto 2011 - Omaggio a Piero Cusato - Progetto Anassagora di Antonio Sgambelluri - direzione e clarinetto - Siderno, Piazza Portosalvo
Omaggio a Piero Cusato
Progetto Anassagora di
Antonio Sgambelluri - direzione e clarinetto
dove:
Siderno - Piazza Portosalvo, ore 21,30
Rosa Martirano voce
Fabio Pepe flauto
Vito Procopio sax alto
Francesco Gemelli sax alto
Carlo Mercuri sax tenore
Flavio Nicotera sax tenore
Francesco Gugliotta sax baritono
Pietro Vallone tromba
Paolo Faga tromba
Francesco Scaramuzzino pianoforte
Veronica Russo chitarra
Antonio Cusato chitarra
Enrico Pitaro chitarra
Giovanni De Sossi basso
Paolo Speziale basso
Vittorino Naso batteria
Progetto originale
Anassagora è stato un filosofo greco antico. È annoverato tra i fisici pluralisti insieme ad Empedocle e Democrito. Fu il primo filosofo a “importare” la filosofia nella
penisola greca, più precisamente ad Atene Nel 462 a.C. si stabilì nella Atene governata
da Pericle. Anassagora formulò nuove ipotesi, in cui giunse alla conclusione
che esistono, sparse in tutto l’universo, sostanze semplici, in continuo movimento.
Sono particelle piccolissime che si raggruppano e si separano dando origine alle
cose ed agli esseri. Il movimento continuo è impresso alle particelle da una sostanza
leggera e sottile, diffusa in tutto l’universo. Anassagora formulò inoltre ipotesi
anche sul moto dei corpi celesti. Per le sue affermazioni fu considerato empio e
fu allontanato da Atene. Il CD che Piero ha inciso nel settembre dell’88, è stato
intitolato appunto “Anassagora” forse perché affascinato da questo filosofo che lo
vedeva come il supremo scopritore dei segreti dell’universo. Il Progetto l’ho volutamente
chiamare “Anassagora” per questo motivo.
Piero Paolo Cusato (Siderno, 1960-2010) è stato un tastierista e compositore
italiano. Accanito sostenitore del protocollo MIDI fin dai suoi esordi, è da annoverare
tra i primi musicisti che ne hanno dimostrato la validità: nei primi anni ‘80,
realizza tre lavori discografici utilizzando esclusivamente sequencers hardware e
sintetizzatori: “Anassagora” (solo), “Calablues” (con il trio “Il Giorno Truccato”) e
“AI” (di Marco Ongaro). La successiva attività di ricerca come antropologo musicale
lo porta realizzare, nel 1994, altre due produzioni discografiche: “Calablues
II” (con ospiti illustri come Mark Harris) e “Iconaniconica” (basato su musiche
rituali degli indiani Haida delle Isole Regina
Elisabetta - Canada) in cui vi è anche la collaborazione
del M. Giorgio Gaslini.
Nel 1995, arrangia in MIDI “Only sleep brings dreams”
del compositore E. Filippelli, con la partecipazione
del chitarrista Marco Rinalduzzi (Giorgia,
Alex Baroni) e la voce della cantante blues
newyorkese Amy Coleman. Nel 1999 realizza,
su Logic, il CD “Sabir”, basato su ricerche
effettuate nel bacino mediterraneo e utilizzando
un unico generatore di suoni (Roland
SC8850). Nello stesso periodo, collabora
come compositore nella realizzazione di CDROM
interattivi per il Ministero della Pubblica
Istruzione, Edizioni Master, Università della
Calabria, Comuni e associazioni private. Le
produzioni discografiche, sia “elettroniche”
che jazz, si susseguono, fino ad arrivare all’ultimo
CD conosciuto, Rosa Martirano Quartet,
del 2004, in cui figura, tra gli ospiti, l’armonicista
jazz Toots Thielemans.
Negli anni ’90, oltre a lavorare come arrangiatore MIDI in
varie produzioni discografiche, collabora con il
CRT dell’Università della Calabria, ACJ, AMJ,
CJC, Comfor, CPM, ISMEZ, Mercato Nero,
SMAC2, Wesson & Boile. Per Digital Music
Service (MI) realizza migliaia di arrangiamenti
in midifile e brani dimostrativi per sintetizzatori
Yamaha e Korg. Dal 2000 in poi dedica
maggiore attenzione all’insegnamento in università
e in conservatorio (dove insegnava
Jazz) e alle pubblicazioni scientifiche.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
12 Agosto 2011 - Ivo Papasov & His wedding Band - Siderno, Piazza Portosalvo
Ivo Papasov & His wedding Band
dove:
Siderno - Piazza Portosalvo, ore 22,30
Ivo Papasov clarinetto
Salif Ali batteria
Nesho Neshev fisarmonica, tastiera
Ateshhan Yuseinov chitarra
Vasil Denev tastiere, violino
Matyo Dobrev kaval
Maria Karafizieva voce
Ivo Papasov è considerato il creatore della Balkan Music contemporanea. Già trenta anni fa, nel 1974, iniziava la sua rivoluzione musico-culturale con il gruppo
Trakija Band, creando il nuovo movimento che in questi ultimi anni Goran
Bregovic e le rinate fanfare macedoni hanno definitivamente consolidato, un mix
di musica tradizionale bulgara e balcanica affidata alla strumentazione contemporanea.
La sua intuizione e il suo lavoro hanno cambiato i connotati di quella
musica originale e sviluppato la world music in questa nuova direzione, per questo
e soprannominato “King of Wedding Band Music”, mentre in Bulgaria e chiamato The Aga (il maestro).
Oggi Ivo ha 52 anni e ha prodotto decine di album venduti in tutto il mondo, due dei quali prodotti addirittura da Joe Boyd, produttore dei Pink Floyd, dei REM, di Taj Mahal ed altri. Alcuni dei giornali piu importanti, come The Guardian, The Washington Post e The New York Times parlano di Papasov in termini superlativi.
Artisti stellari come Frank Zappa, David Sanborn, Simon Broughton e Timoty Rice gli hanno pubblicamente dedicato espressioni di massimo rispetto. Con altri artisti, moltissimi, di livello mondiale ha collaborato suonando in concerti e dischi.
Nel ultimo cd “Fairground”, Ivo ha realizzato la perfetta sintesi della sua iniziale intuizione e cioe un geniale mix di liriche, melodie tradizionali, nuova composizione
e ritmi esuberanti.
... le cose più meravigliose che io abbia mai sentito… mi ha spalancato un
nuovo mondo… non pensai se si sarebbe venduto quel disco o no… volevo a
tutti i costi produrlo... Joe Boyd.
... la musica di Ivo suonata al mattino appena sveglio, è il toccasana ideale
per superare una giornata pesante... Frank Zappa.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
13 agosto 2011 - Andre Mehmari pianoforte - Martone, Piazza Matteotti
Andre Mehmari pianoforte
dove:
Martone - Piazza Matteotti, ore 21,30
André Mehmari è considerato uno dei giovani musicisti più talentuosi del
Brasile. La sua attività come pianista, compositore e arrangiatore è altamente
considerata tanto nella musica popolare che nella musica classica. Le sue composizioni
sono state eseguite da importanti orchestre brasiliane e formazioni
cameristiche, mentre la sua carriera nella musica jazz e popolare ha attirato grande
attenzione tra i brasiliani.
Nato nel 1977 a Niteroi, inizia a studiare musica con la madre all’età di cinque
anni, completando un corso di organo al Conservatorio di Ribeirao Preto. Studia
improvvisazione jazz da autodidatta, e all’età di dieci anni scrive le sue prime
composizioni.
Nel 1995 si trasferisce a San Paolo per studiare presso l’Università Statale, e
vince il concorso per musica popolare brasiliana originale dell’Università. Lo stesso
onore gli viene assegnato nel 1997 per la musica classica. Nel 1998 vince il
primo concorso nazionale di musica popolare brasiliana VISA, il più importante
premio per la musica popolare in Brasile. Come premio registra il suo primo CD,
molto apprezzato da pubblico e critica. Seguono 12 CD, compreso “Lacrimae”
del 2004, eseguito con due diversi piano trio e con la cantante Monica Salmaso.
Nel 2006 vince il premio Carlo Gomes di musica classica per la rivelazione dell’anno
Segue una serie di acclamate incisioni tra cui “Piano e Voz” (2006) con la cantante
Na Ozzetti, “Continua Amizade” (2007) con il virtuoso del mandolino
Hamilton de Holanda e “De Arvores e Valsas” (2008) dedicato interamente alle
sue composizioni. Nel 2009 “Miramari”, in collaborazione con il maestro
Gabriele Mirabassi. Dopo aver ricevuto un incarico dalla TV tedesca Deutsche Welle, Mehmari ha
scritto “La Città del Sole”, per l’Orchestra Sinfonica di Heliopolis. Il lavoro è stato
presentato con successo presso il Beethovenfest di Bonn e Berlino.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
13 agosto 2011 - Gabriele Coen “Jewish Experience” - Martone, Piazza Matteotti
Gabriele Coen“Jewish Experience”
dove:
Martone - Piazza Matteotti, ore 22,30
Gabriele Coen sax soprano, sax tenore e clarinetto
Pietro Lussu pianoforte
Marco Loddo contrabbasso
Luca Caponi batteria e percussioni etniche
Lutte Berg chitarra
Sassofonista, clarinettista, compositore,
Gabriele Coen si dedica da oltre dodici anni all’incontro tra jazz e musica etnica, in particolare mediterranea e esteuropea,
svolgendo un’intensa attività a livello nazionale e internazionale. È fondatore
dei KlezRoym - la più nota formazione italiana dedita alla riattualizzazione
del patrimonio musicale ebraico - con cui ha inciso cinque dischi per l’etichetta
CNI (Klezroym - 1998, Scenì - 2000, Yankele nel ghetto – 2002,
Klezroym – 2003, Venticinqueaprile (2007)).
Come compositore nonché interprete ha realizzato sigle televisive (Rai
Educational) commenti musicali (Geo&Geo, Raitre), Musiche per documentari
(La grande Storia, Raitre) e per balletti (Patino, Fuciarelli), numerose collaborazioni
teatrali (Mincer, Celestini, Scaparro, Natoli).
Ha composto insieme ai Klezroym le musiche per il film di Emanuele Crialese “
Once we were strangers” e “A gennaio“ di Luca Calvanelli; insieme a Mario
Rivera quelle per “Notturno Bus” (2007) di Davide Marengo, con Giovanna
Mezzogiorno, Valerio Mastandrea e Ennio Fantastichini. Sempre nel 2007 ha realizzato,
ancora con Mario Rivera, le musiche per lo spettacolo teatrale “Satyricon”
di Renato Giordano, con Giorgio Albertazzi e Michele Placido.
Del 2009 è la colonna sonora per “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza
Vittorio” (2009), di Isotta Toso. Sempre nel 2009 ha scritto insieme ad Isotta
Toso il libro “Musica errante. Tra folk e jazz: klezmer e canzone yiddish”, per
Stampa Alternativa.
Per la Tzadik, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese in cui sono presenti
artisti del calibro di Marc Ribot, Frank London, David Krakauer, Uri Caine,
ma anche Steve Lacy, Lou Reed e Laurie Anderson è uscito disco “Awakening “
(agosto 2010).
Gabriele Coen “Jewish Experience” è la prima band italiana prodotta da John
Zorn per la Tzadik, la prestigiosa etichetta discografica newyorchese in cui sono
presenti artisti del calibro di Marc Ribot, Frank London, David Krakauer, Uri Caine,
ma anche Steve Lacy, Lou Reed e Laurie Anderson.Il disco “Awakening “, è uscito
a fine agosto 2010.
“Gabriele Coen è compositore e interprete di uno dei più entusiasmanti esempi
di Nuova musica ebraica, capace di combinare una profonda conoscenza e
un sincero rispetto per la tradizione, con un eccezionale intuito comunicativo e
sensibilità immaginifica. All’avanguardia, eppure fermamente radicato nella tradizione,
il progetto “Jewish experience” esprime passione, integrità e un’impeccabile
arte interpretativa.”(John Zorn) Dopo Tanti anni passati ad occuparmi di
jazz e musica klezmer sentivo già da molto tempo la necessità di andare quasi
in pellegrinaggio a New York, la città tuttora fondamentale sia per la musica di
matrice afroamericana che per la nuova musica ebraica, legata alla scena downtown
del Lower east side. Nell’estate del 2009 programmo finalmente quel viaggio
che ogni musicista prima o poi deve compiere nella grande mela. Passerò
due intere settimane di agosto ad esplorare in lungo e in largo la città dei miei
sogni. Casualmente mi accorgo che proprio in quei giorni suonerà il grande John
Zorn al The Stone, il locale simbolo della scena downtown newyorchese, gestito
direttamente dai musicisti e di cui Zorn è supervisore. Zorn da sempre è il mio
punto di riferimento per il suo modo di mettere in comunicazione il jazz e la
nuova musica ebraica. Decido di andare a sentire il concerto e mi porto una
copia del mio ultimo cd “golem” inciso con la mia nuova formazione Gabriele
Coen “Jewish Experience” non si sa mai...
Alla fine del primo dei due concerti, tutto il pubblico e i musicisti si riversano
fuori... fa molto caldo, è un ‘estate estremamente afosa a New York. Decido di
avvicinare Zorn, mi presento, gli faccio i miei complimenti per il concerto e gli
do il mio cd.
Quante volte è capitato a noi musicisti di dare il proprio cd e di sentirsi rispondere
le faremo sapere... invece la mattina dopo apro la posta elettronica è trovo
una e-mail entusiasta di john Zorn che mi vuole mettere sotto contratto per la
sua leggendaria etichetta, la Tzadik, dove incidono musicisti del calibro di Lou
Reed, Laurie Anderson, e tutto il meglio del nuovo jazz newyorchese. Il 24 agosto
esce il mio primo disco per la tzadik, intitolato “Awakening”. John Zorn è rimasto
entusiasta del lavoro e con lui stiamo già pensando al secondo cd. In una
città come New York questi sogni ancora si realizzano a volte...qui in Italia si fatica
invece a sbarcare il lunario...perchè nessuno rischia ed investe? (Gabriele Coen).
fonte testo:
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13 agosto 2011 - Luca Aquino “Icaro Solo” - Roccella Jonica, Ex Convento dei Minimi
Luca Aquino “Icaro Solo”
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 18,30
Luca Aquino “Icaro Solo”
tromba, flicorno e loop dal vivo
Introduzione a cura di
Giammichele Taormina
Luca Aquino nasce a Benevento, antica cittadina nel cuore del Sannio, in Campania, il primo giugno 1974, sotto il segno dei gemelli.
Il primo strumento che inizia a suonare è la tromba, all’età di vent’anni. Folgorato dal suono largo e caldo di Miles. L’abbandona due anni dopo per iniziare a studiare il sax alto.
Sei mesi soltanto e, dopo essere stato ammaliato dal soffio di Chet (il suo secondo vero amore), la tromba rientra prepotentemente nella sua vita.
Anche questa volta per soli due anni. Dopo ci sono solo gli studi universitari e la laurea in economia. È però a questo
punto che capisce di appartenere completamente alla musica. Infatti, riprende
la tromba per non smettere più di suonare. Luca è completamente autodidatta.
Non ha avuto maestri se non Paolo Fresu nei seminari di Benevento e Nuoro. E tanti dischi da ascoltare... Proviene dal rock, ama le melodie e odia i modelli (non solo nel campo musicale) e i futili virtuosismi. In musica come nella vita attribuisce pari importanza al suono e al silenzio. Il suo approccio all’elettronica è misurato, non ne è vittima.
Il timbro di Luca è solo ed esclusivamente il suo timbro. Per questo usa le Van Laar. Perchè lo lasciano libero, senza condizionamenti.
Nel 2008 il suo primo album solista: “Sopra le nuvole” prodotto da Universal Music a cui fanno seguito nel 2009 “Lunaria” e il premio “Musica Jazz” come miglior talento del jazz italiano. Poi “Amam” registrato nell’antico bagno turco di Skopje, Macedonia, dopo un viaggio in auto di millecinquecento chilometri, fidandosi esclusivamente del suo manager che organizza e lo accompagna.
Nel 2010 “Icaro solo” e nel 2011 “Chiaro”, con il suo trio norvegese, per la neo etichetta Tùk Music di Paolo Fresu. Nello stesso periodo di tempo, poco più di tre anni, ha partecipato ad oltre cinquanta ulteriori registrazioni, spaziando dal jazz all’hip hop, dal grunge alla musica d’autore, dal metal al pop, ha inciso colonne sonore e ideato e diretto il festival “Riverberi”. E tanti concerti, ovunque. Perchè Luca ama soprattutto suonare, libero e senza imposizioni.
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13 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Ex Convento dei Minimi
Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 21,00
“Voicelink”
Merle-Anne Prins Jorge, voce
Raul Colosimo, clarinetto basso
Special guest,
Francesco Loccisano, chitarra battente
“Suoni in Aspromonte”
un documentario di
Nino Cannatà (durata 8 minuti)
ricerca etno-musicologica di
Mimmo Morello
Sarà presente l’autore.
Il progetto
“Voicelink” nasce dall’incontro tra il sassofonista Raul Colosimo e la cantante franco-angolana Merle-Anne Prins Jorge. “Voicelink” è anche un Cd che, dopo aver raccolto successi e consensi sulla scena parigina, è uscito anche in Italia con distribuzione Egea, per l’etichetta Storie di Note. Già presente a “Rumori Mediterranei” in più occasioni, Raul Colosimo è sassofonista e sperimentatore italiano molto noto nella capitale francese e anche in Italia per un suo tour con il gruppo “Il Parto delle Nuvole Pesanti”. “Dopo l’incontro con Merle-Anne Prins Jorge, cantante franco-angolana, dalla voce strepitosa e dalla presenza di grande impatto, ha dato vita a questo progetto assolutamente singolare, dove la voce osa spaziare dal fondo alle frequenze più impensabili, sostenuta nella più giocosa improvvisazione, dal groove avvolgente del clarinetto basso, con uno spirito leggero che sfida la gravità, declassificando e rivitalizzando autentici classici della musica”. Ospite speciale del progetto sarà Francesco Loccisano con la sua preziosa chitarra battente, costruita da famosi maestri liutai di Bisignano, strumento che ha fatto ormai assurgere a notorietà nazionale e internazionale dopo l’uscita del suo Cd intitolato proprio “Chitarra battente”.
Nelle intenzioni di Nino Cannatà, che ne è l’autore, iI corto “Suoni in Aspromonte” intende contribuire alla salvaguardia di un patrimonio “immateriale”, documentandone la ricchezza e il fascino, e stimolando nelle nuove generazioni il desiderio di riscoprire le origini della propria cultura e il dovere di conservarla e valorizzarla. “Suoni in Aspromonte“ è un documentario che conduce - in modo rigoroso e al tempo stesso poetico - dentro il mondo complesso e articolato dei musicisti popolari dell’Aspromonte, mostrando pratiche musicali e contesti culturali che hanno mantenuto nella contemporaneità l’armonia con la terra, il senso etico del vivere insieme, la gioia della creatività. (Antonello Ricci e Roberta Tucci - Università La Sapienza, Roma).
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14 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Auditorium comunale
Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight
dove:
Roccella Jonica - Auditorium comunale, ore 10,00
The Wave Within!
Incontro di improvvisazione strutturata per musicisti, danzatori e performers
Open level con Nicola Iervasi (direttore artistico di Mare Nostrum Elements – New York)
Per iscrizioni e informazioni:
nicola@mnelements.org
The Wave Within! è un workshop del coreografo Nicola Iervasi, che vive e opera a New York dove è direttore artistico e cofondatore (insieme a Kevin Albert) di “Mare Nostrum Elements”, gruppo di performer e fucina di educazione alla danza. Iervasi ha pensato a un laboratorio di ricerca sul movimento inteso come necessità di comunicazione di ogni performer che va ben oltre la forma estetica e la destrezza fisica. “L’onda…dentro!”, in altre parole, è un itinerario interdisciplinare che accomuna la sperimentazione del teatro/danza europeo, Il “movement theater” americano, l’esplorazione del contact e l’uso della voce. Esclusivamente per Roccella Jazz 2011 il laboratorio e’ aperto a musicisti che desiderano sperimentare con la loro presenza scenica e trovare nuovi fonti di ispirazione e creatività.
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14 agosto 2011 - Dado Moroni “Piano solo” - Roccella Jonica, Teatro al Castello
Dado Moroni “Piano solo”
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 18,30
“Se fossi un pianista, vorrei suonare come Dado Moroni”: è soltanto uno dei tanti attestati di stima rivolti a Dado da musicisti importanti americani, in questo
caso il trombettista Tom Harrell. In tutta la sua carriera, cominciata da giovanissimo,
il nostro pianista è quello che maggiormente si è confrontato con i grandi
esponenti storici del jazz d’oltreoceano, incidendo dischi e partecipando a
numerose tournee in tutto il mondo. Già nel 1987 è chiamato a far parte della
giuria nel primo, prestigioso, Thelonious Monk Jazz Competition, accanto a colleghi
del calibro di Sir Roland Hanna, Barry Harris e Hank Jones; poi, nello stesso
anno, esce la sua prima incisione “made in USA” con mentore addirittura il
grande Ron Carter (“Ron Carter Presents Dado Moroni”, insieme con Gene
Bertoncini e Grady Tate).
Le sue collaborazioni sono fittissime, con musicisti di ogni paese, che ben
apprezzano in lui la scioltezza nell’improvvisazione, il dono dello swing, la vasta
cultura della tradizione e degli standards.
Dado è un ciclone, una forza della natura. Influenzato da virtuosi del calibro di
Oscar Peterson e Phineas Newborn Jr., da eleganti come Tommy Flanagan e
Hank Jones, dal linguaggio bop di Al Haig e Barry Harris, dal romanticismo introspettivo
di Bill Evans, egli riesce a controllare tutte queste venature stilistiche in
funzione di un messaggio musicale sempre coerente e di altissimo valore estetico.
L’approdo al solo piano, avvenuto tardi grazie ad una costante maturazione,
ci permette di scrutare ancor meglio il lato intimo e lirico di Dado, che affronta
questa esperienza come un segnale di massima libertà espressiva, in cui convivono
brani originali, improvvisazioni spontanee, il mai dimenticato “Great
American Songbook”.
Un maestro in azione, vanto del jazz italiano nel mondo, e quindi concerto prezioso
e immancabile. Dado Moroni ha vinto nel 2009 il Top Jazz della rivista
Musica Jazz come miglior pianista italiano.
Dado Moroni è senza ombra di dubbio uno dei miei pianisti preferiti... Kenny Barron
Dado Moroni non è solo un pianista eccezionale, ma è un pianista eccezionalmente
swingante. Per questo motivo traggo ispirazione dalle sue qualità... Mulgrew Miller
In Italia avete un campione del mondo del pianismo…Dado Moroni è uno dei
miei pianisti prediletti… Ron Carter
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14 agosto 2011 - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
Tingvall Trio
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie, ore 21,30
Martin Tingvall pianoforte
Omar R. Calvo contrabbasso
Jürgen Spiegel batteria
Il
Tingvall Trio è annoverato tra i pochissimi giovani gruppi jazz della Germania che si sono fatti strada nell’avanguardia del loro genere in un arco di tempo
molto breve, anche a livello internazionale. Il loro album di debutto, Skagerrak, appena pubblicato ha mandato in visibilio i
media; la critica l’ha accolto con euforia mentre il pubblico ha celebrato entusiasticamente
il trio di St. Pauli, quartiere del divertimento di Amburgo. Il trio è
andato oltre la scena dei club di St. Pauli, ricevendo acclamazioni al Jazz Festival
di Stoccolma, suonando all’Hamburg Jazzfestival 2006, e entusismando le folle
a eventi di tendenza con il festival di Aalen. Il loro primo album è stato pubblicato
in tutto il mondo, fatto rimarcabile per un cd di debutto.
La consistenza con la quale i tre musicisti hanno continuato a perseguire e rifinire
il loro già distintivo suono è visibile in modo sbalorditivo in Norr, secondo
album del gruppo.
Il Tingvall Trio è ormai maturato in uno dei principali piano trio d’Europa: puramente
acustico, con un repertorio orientato alla canzone che dona alla musica
un suono davvero particolare. É grazie a questa attrattività che si è trasformato
in un marchio di fabbrica entrando nelle orecchie di molti ascoltatori, anche di
quelli ben lontani dall’essere dei convinti appassionati della musica jazz.
L’inconfondibile suono del Tingvall Trio si nutre di correnti dinamiche di energia
espresse nel ritmo e nel groove uniti a ciò che può essere quasi definito pop
melodico e a una costruzione parzialmente classica. L’insieme di questi elementi
non risulta assolutamente rigido ma viene migliorato di volta in volta in modo
giocoso attraverso l’improvvisazione, creando nuovi orizzonti.
La fonte di queste composizioni è Martin Tingvall che ha composto anche per
Udo Lindenberg. Nel terzo album Vattensaga (che si traduce in “saga dell’acqua”),
il pianista svedese ha creato 13 nuove perle musicali con i suoi amici e
artisti Omar Rodriguez Calvo, nativo di Cuba, al contrabbasso e il batterista
Jürgen Spiegel dalla Germania. I racconti ruotano intorno all’acqua come elemento
di base chiave: il suo potere, il fascino e la magia definiscono i modo
cinematografico questi pezzi. Martin Tingvall ha infatti passato parte dell’anno
nel sud della Svezia vicino al mare e a diversi laghi.
Dopo le apparizioni nel 2009 nei maggiori festival jazz a Leverkusen, Berlino e
Mosca il trio è impegnato in numerosi concerti da Basilea a Vienna, da Monaco
a Madrid e a Dubai.
fonte testo:
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14 agosto 2011 - “Hear in now” Trio - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
Tingvall Trio
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie, ore 22,30
Mazz Swift violino e voce
Silvia Bolognesi contrabbasso
Tomeka Reid violoncello
featuring
Dee Alexander, voce
Progetto originale
Silvia Bolognesi (contrabbassista, compositrice, arrangiatrice) è una artista irreprensibile.
Non si guarda certo allo specchio, è sempre in movimento alla ricerca di stimoli, idee, confronti, nuovi scenari. Vincitrice del “Top Jazz 2010” indetto
dalla rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento del jazz italiano, per lo stesso anno vince anche il trofeo “In Sound” nella categoria contrabbasso. È
docente di contrabbasso, basso elettrico, teoria e solfeggio presso la Fondazione Siena Jazz, l’associazione “Mosaico” di Colle Val d’Elsa.
È leader di due super formazioni, il Living Quartet e l’Open Combo (il cd “Large” di questo gruppo votato tra le migliori produzioni della passata stagione), collabora
regolarmente con i New Nexus di Tiziano Tononi e Daniele Cavallanti e i progetti di Tiziana Ghiglioni. Durante i suoi abituali viaggi negli USA, dove è
apprezzatissima, forma nel 2009 un trio stellare tutto al femminile con la chicagoana Tomeka Reid al violoncello e la newyorkese Mazz Swift al violino e voce: “Hear In Now”.
Mazz Swift (violinista, cantante, compositrice) è tra i talenti emergenti della realtà musicale americana. I suoi molteplici interessi musicale l’hanno portata in molte direzioni diverse: dalla musica classica al rock, alla musica tradizionale di diversi paesi (è specializzata in musica irlandese) e, più recentemente, all’hip hop. Quindi ha registrato e suonato con una grande varietà di artisti tra cui Dee
Snider, Perry Farrell, Moby, Vernon Reid e DJ Logic (The Yohimbe Brothers), Burnt Sugar, molti artisti della Black Rock Coalition, Butch Morris, Suphala, Kanye
West, Common and Jay- Z, così come con molti tra i migliori musicisti della musica tradizionale americana e irlandese. Si esibisce spesso in concerti negli Stati
Uniti ed è di base a New York, dove divide il suo tempo tra scrivere e suonare per il suo progetto solo (chiamato MazzMuse), scrivere e suonare per i suoi progetti
“Brazz Tree” e “Hear in Now” (quest’ultimo in trio con Tomeka Reid al violoncello e Silvia Bolognesi al contrabbasso).
Tomeka Reid (violoncellista) è una musicista jazz molto ricercata nell’area metropolitana di Chicago costantemente impegnata ad includere nella propria
musica stili e tecniche di esibizione diversi. Originaria di Washington, DC, si è trasferita a Chicago per continuare i suoi studi alla DePaul University. È qui che si
unisce ad una comunità di musicisti il cui interesse principale è la musica improvvisata, ed è qui che cresce, concerto dopo concerto e allievo dopo allievo. Attualmente suona in diverse importanti formazioni, dall’AACM’s Great Black Music Ensemble al Nicole Mitchell’s Black Earth Ensemble/Strings, dal Mike Reed’s Loose Assembly al Dee Alexander’s Evolution Ensemble, dalla Chicago
Sinfonietta alla Chicago Jazz Philharmonic. La Reid, che è anche co-direttrice dello String Orchestra Program alla University of Chicago Laboratory Schools, è
co-leader, al fianco della Bolognesi e della Swift, del trio Hear in Now, che dal 2009 si consolida attraverso le esibizioni dal vivo in tour continui, tra Europa e Stati Uniti.
Dee Alexander è una delle voci più dotate ednapprezzate della scena di Chicago. Un’artista a proprio agio con tutti i generi, dal Gospel all’R&B, dal Blues
al Neo- Soul. Nonostante ciò, il suo cuore e la sua anima possono essere ascoltate nelle loro forme più autentiche nelle sue performance Jazz. Dalla ballata tradizionale
al groove del Jazz-Funk contemporaneo, riesce ad esprimersi con passione ed amore in ogni nota, con uno stile ed una grazia che sono profondamente
sue. Tra i suoi recenti successi annovera: 2011, Umbria Jazz e Tel Aviv Jazz Festival; 2010, Tribute to Abraham Lincoln - Proclamation of Hope with
Ramsey Lewis al Kennedy Center, Umbria Winter Jazz Festival, Bridgestone Jazz Festival a Sao Paolo, Brasile, Sant’Anna Arressi Jazz; 2009 Chicago Jazz Festival;
2008 Hope in Action - Homage to Nelson Mandela con Orbert Davis e Chicago Jazz Philharmonic - Millennium Park e un’esibizione alla Conferenza delle
Nazioni Unite sul Global Warming a Poznan, Polonia. Hear In Now non è solo un progetto nato dall’incontro e dalle affinità culturali
tra forti personalità di un jazz contemporaneo inteso come musica aperta a interferenze diverse, quindi in piena linea con la tradizione, ma funziona anche da
vero laboratorio creativo. Le corde di violino, violoncello e contrabbasso rileggono storia e miti della musica afroamericana con uno sguardo spericolato verso il futuro, attraverso composizioni
che loro stesse definiscono tra “jazz-tinged” e “avant-classical”. A questo panorama di straordinaria tensione si aggiunge poi il contributo della
voce, tradizione orale, narrazione di affascinanti storie di uomini, donne, sentimenti,
luoghi, come in un blues infinito che fa da colonna sonora alla vita. Tre musiciste consapevoli della ricchezza che mette loro a disposizione la storia
della musica afroamericana, patrimonio da sviluppare per non rischiare che si cristallizzi in una vuota formula ripetitiva, lente di ingrandimento per leggere le
contraddizioni della contemporaneità. Tre artiste che, su questa strada, partite ciascuna da posti differenti (Mazz Swift è di New York, Tomeka Reid di Chicago
e Silvia Bolognesi di Siena, Italia), rischiano, si divertono, mettono in gioco le loro personalità, le loro fragilità, le loro inquietudini.
Mentre lavorano alla prima uscita discografica, si esibiscono assecondando il grande senso di affinità “chimica” musicale sentito in occasione della loro prima
esibizione (risalente all’inverno del 2009): Settembre 2010 le vede impegnate, già come trio Hear In Now, al Chicago Jazz Festival, mentre durante il mese di
Marzo 2011 sono in tour nel Nord Est degli Stati Uniti.
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15 agosto 2011 - Cristina Zavalloni voce, Andrea Rebaudengo pianoforte - Roccella Jonica, Ex Convento dei Minimi
Cristina Zavalloni voce
Andrea Rebaudengo pianoforte
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 18,30
Introduzione a cura di
Maurizio Franco
Progetto originale
Cristina Zavalloni nasce a Bologna. Di formazione jazzistica, intraprende a diciotto anni lo studio del belcanto e della composizione presso il conservatorio
della sua città. Per molti anni si dedica alla pratica della danza classica e contemporanea.
La sua attività concertistica la porta a esibirsi sia in festival jazz sia in stagioni classiche.
Stabilisce una stretta collaborazione con il compositore olandese Louis
Andriessen che scrive per lei Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La
Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno e il ruolo di Dante
nella Commedia (2008). È inoltre dedicataria del brano Acts of Beauty di
Michael Nyman, Le Toccha la mano di Cornelis De Bondt, A Fair Mask di Paolo
Castaldi.
Nel 2006 ha ottenuto il Diapason d’Or per l’interpretazione di Racconto
dall’Inferno di Louis Andriessen, pubblicato da Deustche Grammophon È interprete
di prime esecuzioni di Carlo Boccadoro, Luca Mosca, Emanuele Casale e
interprete designata di composizioni di James McMillan, William Parker (prima
mondiale live di Alphaville Suite – Bologna 2010).
È recente l’apertura verso il repertorio barocco: nel 2005 debutta all’Opera di
Strasburgo nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi con la direzione di
Rinaldo Alessandrini e la regia di David McVicar. Si cimenta col Combattimento
di Tancredi e Clorinda al Festival di Ravelllo (regia di Mario Martone, elaborazione
musicale di Giorgio Battistelli) e al West Cork Chamber Music Festival.
Monteverdi è inoltre alla base della produzione VSPRS di Alain Platel e Fabrizo
Cassol, in tournée nel 2006- 2007 con la compagnia Les Ballets C de la B. La
collaborazione si rinnova con la produzione Pitié!, basata sulla Passione Secondo
Matteo di Bach, in tournée mondiale nel 2008-2009.
Nel 2009 interpreta Raising Sparks di McMillan e la Passeggiata di Andriessen
con l’Ensemble Contemporaneo dell’Accademia di Santa Cecilia, all’Auditorium
Parco della Musica di Roma. Partecipa alle celebrazioni del settantesimo compleanno
di Louis Andriessen in varie parti del mondo, tra cui Vancouver ed
Amsterdam.
È ospite, per la quarta volta in dieci anni, della Biennale Musica di Venezia, con
un’esecuzione di Racconto dall’Inferno di Andriessen.
Nel 2010 debutta nella Voix Humaine di Francis Poulenc a Bologna e
al Teatro Comunale di Bolzano, nonché nella prima statunitense del -
la Commedia di Andriessen, alla Walt Disney Hall di Los Angeles, con debutto
al Carnegie Hall di New York, dove tiene anche un recital in duo con il pianista
Andrea Rebaudengo.
Nell’estate 2010, debutta nella nuova opera scritta per lei da Andriessen, Anais
Nin, basata sui Diari della scrittrice (Teatro dei Rozzi di Siena, 67° Settimana
Musicale Senese). Segue la Carte Blanche à Cristina Zavalloni, “tre giorni musicale”
di Musica Insieme e del Comune di Bologna, di cui è direttrice artistica e
protagonista. Partecipa in duo con il pianista Andrea Rebaudengo al festival Time
in Jazz – Berchidda.
Affronta la prima di Lamentations di Uri Caine al Musikfest di Stuttgart e la prima
di Engel der Verzweiflung di Joachim Schloemer al Festspielhaus St. Poelten,
con repliche a Friburgo e Schwetzingen.
Nel 2011 è impegnata nelle repliche di Anais in Olanda, Germania e Inghilterra
(con debutto al Queen Elizabeth Hall in aprile), e in un tour con l’ensemble I
Fiati Associati, con il progetto Weill and Porter Songs. In marzo sono previste la
prima statunitense di Raising Sparks di J. McMillan alla Carnegie Hall, il debutto
al festival Other Minds San Francisco e, in maggio, la prima di L’Italia del destino
di Luca Mosca (Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino),
la replica del progetto Beatles! con I Virtuosi Italiani al Teatro Comunale di
Modena, una collaborazione con il Gruppo Ocarinistico Budriese per il Festival
Angelica di Bologna. Cristina Zavalloni collabora con l’etichetta EGEA.
Andrea Rebaudengo è nato a Pesaro nel 1972. Ha studiato pianoforte con
Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione
con Danilo Lorenzini. Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico
Internazionale di Pescara 1998 e il terzo premio al Concorso “Robert
Schumann” di Zwickau 2000. Nella sua carriera ha suonato per le più importanti
istituzioni concertistiche, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale
di Torino, gli Amici della musica di Padova, l’Ente Concerti di Pesaro, gli Amici
della musica di Verona. Si è esibito in, Russia, Stati Uniti, Turchia, Germania,
Spagna, Inghilterra, Polonia, Irlanda, Serbia, Uzbekistan ed Emirati Arabi. Ha suonato
come solista con l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra
Sinfonica di Zwickau, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano,
l’Orchestra Sinfonica di Pescara, diretta da Donato Renzetti.
È il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito tra l’altro all’Accademia
Filarmonica Romana, Settembre Musica di Torino, Teatro alla Scala di
Milano,“Bang-on-a-can Marathon” di NewYork, Dom di Mosca, Festival della
Letteratura di Mantova, Amici della musica di Perugia, Musica Insieme di
Bologna, Biennale di Venezia, presentando spesso prime esecuzioni di autori
contemporaneie collaborando con compositori quali Louis Andriessen, Michael
Nyman, David Lang, James MacMillan. Suona in duo con la cantante Cristina
Zavalloni con la quale si è esibito al Teatro della Maestranza di Siviglia, al Teatro
Rossini di Pesaro, al Teatro S. Carlo di Modena, al Teatro Ponchielli di Cremona,
al Festival Ilkhom - XX di Tashkent, al Festival di West Cork, al Festival del Castello
di Varsavia, il Festival di Cheltenham e ai Concerti del Quirinale. Suona inoltre
con il violoncellista Sandro Laffranchini con il quale ha vinto il “Web Music
Competition” di New York.
Collabora con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino, con l’Aterballetto di Reggio Emilia, l’ensemble Ticino Musica di Lugano, i solisti
dell’Orchestra Filarmonica della Scala ed ha partecipato allo spettacolo di Cristina
Zavalloni “Con tutto il mio amore”, omaggio a Cathy Berberian messo in scena
al Teatro Ariosto di Reggio Emilia e al Piccolo Regio di Torino. Ha appena realizzato
un cd solistico, edito da Bottega Discantica, con musiche di Bartòk, Stravinsky De Falla e Milhaud. Si dedica anche al jazz nella veste di pianista e
compositore.
Il duo
Cristina Zavalloni, mezzosoprano e
Andrea Rebaudengo, pianoforte lavora principalmente sul repertorio del novecento e contemporaneo, riservando un
particolare interesse al materiale di origine popolare. Dalla Spagna focosa di De Falla all’Italia “angelicata” di Berio, dai fumetti di Cathy Berberian ai Beatles riscritti
da Louis Andriessen. In questa esplorazione i due musicisti riportano le esperienze accumulate nella frequentazione di altri linguaggi musicali, caratteristica che li accumuna.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
15 agosto 2011 - TakaBum orchestra - Roccella Jonica, Piazza San Vittorio
TakaBum orchestra voce
dove:
Roccella Jonica - Piazza San Vittorio, ore 20,00
TakaBum orchestra
Banda itinerante, in collaborazione con il MIUR
musiche e arrangiamenti di
Nicola Pisani
Nando Farina sax soprano
Gianfranco De Franco sax alto
Alberto La Neve sax tenore
Marco Mazzuca sax baritono
Alessandro La Neve sax baritono
Luigi Paese tromba
Giuseppe Oliveto trombone
Mario Gallo tuba
Francesco Montebello percussioni
Giovanni Afflisio percussioni
special guest
Mario Artese voce e narrazioni
Piero Gallina violino e lira calabrese
Checco Pallone tamburelli
Progetto originale
Takabum, giardino sonoro in continuo movimento. Collettivo di soli strumenti a fiato e percussioni che propone una miscela di suoni funk e easy, carburante di un viaggio fatto da composizioni originali e riadattamenti dei più celebri brani della tradizione jazzistica americana e della canzone italiana.
Il viaggio sonoro è una cavalcata verso il giardino della mente, dove tutt’attorno
danzano enormi girasoli a ritmo di un funky fortemente contaminato da sonorità
mediterranee, toccando poi sponde balcaniche per sconfinare nettamente in
un’esplosione finale di swing delle dixieland band neworlineesi degli anni ’30;
ska, ispirati da personaggi di grande stile come Renzo Arbore, Rino Gaetano, Roy
Paci. Il progetto nasce nel 2009 dall’incontro delle diverse esperienze musicali
di Giuseppe Oliveto (trombone) e Marco Mazzuca (sax baritono) e si concretizza
nelle note di Gianfranco de Franco (sax contralto e clarinetto), Alberto La
Neve (sax tenore), Alessandro La Neve (sax baritono), Nando Farina (sax soprano),
Luigi Paese (tromba), Mario Gallo (Sousaphone) e nei ritmi travolgenti di
Giovanni Afflisio e Francesco Montebello alle percussioni.
Ha all’attivo numerose esibizioni in festival e manifestazioni locali tra i quali festival
delle Invasioni, Peperoncino Jazz Festival (apertura dei concerti di Paolo
Fresu, Stefano Bollani, Danilo Rea), Paola in Jazz, Festival Dea Ebe – Roma –, Festival delle mongolfiere.
Ha collaborato alla realizzazione musicale
di numerosi video ed inoltre l’emittente
Radio Sound ha scelto un brano dei
Takabum quale sigla della trasmissione
Sound show 2010.
In questo progetto, coordinato dal sassofonista
e compositore Nicola Pisani, si
esplorano le sonorità popolari, grazie al
contributo dei musicisti Checco Pallone
(tamburi a cornice), Piero Gallina (lira calabrese
e violino) e Mario Artesi, grandiosa
voce popolare e curatore dei testi. È un
omaggio al 150° anniversario dell’Unità
d’Italia, ma con l’attenzione rivolta anche a
coloro che hanno subito. Vengono utilizzati
testi popolari calabresi di grande impatto
emotivo, legati al fenomeno del brigantaggio
e della protesta popolare.
fonte testo:
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15 agosto 2011 - Sidony Box Trio - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
Sidony Box Trio voce
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie, ore 21,00
Manuel Adnot chitarra
Arthur Narcy batteria
Elie Dalibert sassofono
in collaborazione con:
AFIJMA
JAZZ MIGRATION
Vincitore del premio “Jazz Migration” – AFIJMA Sidony Box! Sottotitolo: “Power jazz Trio” !
Questi giovani musicisti (età media 23 anni!) hanno fondato la loro musica sull’improvvisazione e l’energia, ispirandosi ad alcuni gruppi della nuova scena di Minneapolis.
Sulle composizioni magnificamente zigzaganti del chitarrista Manuel Adnot, e con la pulsazione di un giovane batterista strabordante di talento, Arthur Nancy, il sassofonista Elie Dalibert (grande fan di Chris Potter) prende il volo con gioiosa insolenza.
fonte testo:
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15 agosto 2011 - Monica Salmaso Group - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
Monica Salmaso Group voce
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie, ore 22,30
Monica Salmaso voce
Andre Mehmari pianoforte
Teco Cardoso sax
Sergio Krakowski percussioni
Prima nazionale
La sua voce vellutata, la capacità di interpretare in profondità il testo e la assoluta
padronanza delle più svariate tradizioni stilistiche (afro-samba, choro, forrò
e bossa) fanno di
Monica Salmaso la più autorevole interprete della musica
popolare brasiliana dei nostri giorni. La vocalist di SanPaolo, rivelatasi nel ’98 con
lo splendido album "Trampolim”, nobilita tanto la nuova musica popoalre brasiliana
che la musica d’autore in genere.
André Mehmari è considerato uno dei più giovani, talentuosi musicisti brasiliani.
Pianista, compositore, arrangiatore e poliedrico strumentista, opera sia nell’ambito
della musica classica che in quello della musica popolare. La combinazione
della tecnica di pianista classico e la fertilità creativa come arrangiatore
nelle sue composizioni, rendono davvero speciale il ritratto di Mehmari quale
musicista unico del suo stile e linguaggio.
Teco Cardoso ha studiato medicina ed è figlio di una pianista classica; Teco cardoso
fin da giovane ha sviluppato un linguaggio personale che lo ha sempre
contraddistinto nello scenario musicale brasiliano e internazionale. Professionista
di tutta la famiglia de sassofoni ma anche dei flauti; da quelli traversi di varie
intonazioni fino ad una folta collezione di flauti indigeni e di bambù che ne
hanno modellato il suono rendendolo originale e riconoscibile.
Sergio Krakovski nasce in Brasile nel 1979 e comincia a suonare il pandeiro
all’età di 15 anni; suona inizialmente per gioco ma capisce velocemente la ricchezza
dello strumento e ci si dedica seriamente. Studia da autodidatta, e sviluppa una propria tecnica basando le sue conoscenze
musicali sull’incontro con musicisti di “choro” come Rafael Rabello, Jorginho
do Pandeiro e Marcos Suzano. Aderisce al gruppo Tira Poeira con cui si fa conoscere dal grande pubblico.
Nelle sue mani il pandeiro smette di esercitare una funzione di semplice accompagnamento
per innalzarsi a un rango di importanza uguale agli altri strumenti
della musica popolare brasiliana.
fonte testo:
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16 agosto 2011 - Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova - Roccella Jonica, Auditorium comunale
Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova
diretta dal
M° Gaetano Pisano
in collaborazione con il
M° Angelo De Paola
ospite
Francesco Anile tenore
dove:
Roccella Jonica - Auditorium comunale, ore 18,00
Progetto originale
L'Orchestra Giovanile di Fiati di Delianuova nasce da una geniale intuizione del Dottor Giuseppe Scerra, farmacista del piccolo
paesino di Delianuova (RC) che, dopo quasi mezzo secolo di assenza della Calabria dal panorama musicale nazionale, fa sì che si istituisca un’Associazione
Culturale con lo scopo di dare nuovamente vita ad una formazione musicale capace di rappresentare con professionalità il Centro Aspromontano.
I soci fondatori dell’Associazione Culturale ‘Nicola Spadaro’ – che gestisce l’Orchestra – affidano quindi a due giovani Maestri, Gaetano Pisano e Maurizio
Managò, il compito di formare i nuovi allievi: quasi un centinaio sono i giovanissimi che si iscrivono ai corsi di musica e, con molto impegno e dedizione da
parte di tutti, dopo solo pochissimi mesi di studio, circa 80 di questi giovani elementi iniziano a suonare insieme. L’8 agosto 2001, alla presenza di un’intera
cittadina entusiasta, viene quindi inaugurata l’Orchestra Giovanile di Fiati ‘Nicola Spadaro’ – Città di Delianuova.
Il
Maestro Riccardo Muti, conscio del fatto che il modo di essere e di suonare di questi ragazzi non fosse importante solo per loro, ma anche per la società e per la Calabria, li ‘incita’ a continuare con zelo le prove e poi li inviterà al Ravenna Festival nel 2008. Dal Ggnnaio 2010 alla direzione dell’Orchestra rimane solo il M° Gaetano Pisano.
M° Gaetano Pisano
Laureando in “Direzione per Orchestra di Fiati” presso il Conservatorio di Musica Statale “S. Giacomantonio” di Cosenza, sotto la guida del M° Angelo De Paola e
Docente di clarinetto nelle scuole medie ad indirizzo musicale.
Dal 1994 al 2005 ha svolto un’intensa attività di Direzione di Coro, con il Coro Polifonico “M. SS. dei Poveri” di Seminara, coro ufficiale della Basilica ed il Coro
Polifonico “Don Marco Frisina” dell’Associazione Culturale “N. Spadaro” di Delianuova vantando circa ottanta concerti in tutta la Calabria.
È stato Maestro – Direttore del Complesso Bandistico Municipale “M. SS. Annunziata” di Oppido Mamertina dal 1992 al 2004, formato da 45 musicisti,
svolgendo un’attività concertistica non indifferente, partecipando a vari raduni, rassegne musicali e concorsi.
Francesco Anile è un tenore italiano. Canta regolarmente in Italia e all’estero,
esibendosi nei teatri nazionali più prestigiosi, come il Teatro Massimo di Palermo
e il San Carlo di Napoli. Turandot, Norma e Otello sono tra le opere del suo
repertorio che interpreta con maggiore personalità. Nel Febbraio 2009, Anile
veste i panni di Canio, nell’allestimento di Zeffirelli dei Pagliacci al Maggio
Musicale Fiorentino. Diplomato in Clarinetto e Canto al Conservatorio “F. Cilea”
di Reggio Calabria, si è perfezionato con il baritono Aldo Protti a Cremona e, in
seguito, come tenore, con il maestro Ottavio Taddei a Firenze. Nel 2001 ha
seguito i corsi di alto perfezionamento del Verdi Opera Festival di Parma, tenuti
da Renata Scotto e Maja Sunara. Premiato con numerose attestazioni e riconoscimenti,
è stato finalista in prestigiosi concorsi. Ha vinto il I° premio E. Bastianini
al Concorso Grandi Voci Toscane di Campi Bisensio-Firenze; e il III° premio al
Concorso Internazionale M. Del Monaco di Marsala. Ha lavorato con grandi Direttori d’orchestra. Di fama internazionale alcuni tra i
registi delle opere che ha interpretato.
La sua vocalità negli ultimi anni è maturata, diventando quella di un tenore lirico
spinto e drammatico. È per questo che i ruoli che oggi predilige sono Calaf
(Turandot), il Cavaliere Des Grieux (Manon Lescaut), Canio (Pagliacci), Pollione
(Norma) e Otello. Interpreta inoltre la Messa di Requiem di Verdi, la Messa di
Gloria di Puccini e la Messe a S. Cecile di Bizet
fonte testo:
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16 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Ex Convento dei Minimi
dove:
Roccella Jonica - Ex Convento dei Minimi, ore 21,30
jazzEthnica
Bruno Gelonese, chitarra e voce
Salvatore Urzino, sassofoni
Sandro Benincasa, batteria
Roberta Franco, danza
Bruno Gelonese da anni porta avanti una ricerca sull’uso della voce che ha spesso tradotto in progetti musicali fatti di un “jazz molto contaminato da sonorità, ritmi e modi di interpretare il canto di chiara matrice ethnica, dal sapore molto mediterraneo e con influenze afro-americane”. Nelle sue canzoni è ricorrente anche l’utilizzo di termini dialettali, modi di esprimersi popolari” e tematiche caratterizzate da cronache e racconti, non solo della tradizione, ma anche mitologici. La “tavolozza” musicale del quartetto è molto ampia ed esprime elementi ritmici e sonorità tipicamente mediterranee nei quale la tarantella ritrova anche le sue radici blues per come viene elaborata, riproposta e reinterpretata. Molto incisivi nel progetto i ruoli di Salvatore Urzino, un sassofonista che ha alle spalle una solida e importante esperienza, prima nel campo della musica leggera e poi in quella jazz, e quello di Sandro Benincasa, un batterista che dopo aver accompagnato molte star della musica leggera italiana si è dato alla fusion formando il proprio gruppo “Xenia”. Anche la danza trova un suo spazio in questa performance con Roberta Franco che da " corpo" ai contenuti e alle tematiche del progetto.
fonte testo:
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16 agosto 2011 - Marvanza Reggae Sound - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie - ore 21,30
Marvanza Reggae Sound
Ivan Lentini aka Skankaman voce
Marco Lentini aka Maco de Roma voce
Claudio Chiera aka Claudio B basso
Mafalda Gara aka Raggamafy voce e sax
e con
Giuseppe Costa aka Peppe Drumz batteria
Francesco Scarfò aka Rasta Stari chitarra
Simona Musco aka GiàGià Simo synt
Domenico Panetta aka Sakamotho organ e piano
Le note del Reggae e della Dance Hall fanno da cornice a un quadro i cui soggetti
principali sono quattro ragazzi con la passione per la musica: Ivan Lentini,
frontman e voce del gruppo, Marco Lentini, voce e percussion ma anche il jolly
del gruppo, Claudio Chiera, basso e autore di alcuni testi e infine Mafalda Gara,
voce e sax. Insieme i Marvanza collaborano poi i musicisti Giuseppe Costa alla
batteria, Ilario Musco alla chitarra, Salvatore Barresi alle percussioni e Domenico
Panetta alla tastiera e alla produzione artistica. La voglia di fare musica e la puntuale consapevolezza del particolare momento
storico vissuto dalla loro terra natale è stato il deterrente per far esplodere una
vera e propria rivoluzione culturale.
Il loro lavoro, lungo quattro anni, è stato premiato nel 2010 con la partecipazione
al Concertone del Primo Maggio in Piazza San Giovanni a Roma.
Sfruttando i palchi dove si esibiscono, i Marvanza Reggae Sound si sforzano di
rompere con la loro musica un silenzio che, soprattutto tra i giovani, appare disarmante,
decidendo di dire no alla violenza e al degrado sociale. Nei loro testi
si alternano l grida di protesta di un’intera terra e l’attenzione verso tematiche
sociali di indubbia importanza.
Nonostante ciò i MRS mixano nelle loro canzoni ironia e riflessione, unendo l’italiano
e il dialetto di uno dei tanti paesini della Calabria come Monasterace al
reggae muffin e alla dance hall. È un pretesto per parlare dei problemi che affliggono
un mondo governato “dalle sporche mani nere”, da uno stato che non si
interessa alle nostre terre e al nostro sviluppo economico.
fonte testo:
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16 agosto 2011 - Lars Danielsson New Quartet - Roccella Jonica, Porto delle Grazie
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie - ore 22,30
Lars Danielsson New Quartet
Lars Danielsson basso, violoncello, effetti
Tigran Hamasyan pianoforte
John Parricelli chitarra
Magnus Ostrom batteria e percussioni
Prima nazionale
Contrabbassista, violoncellista, compositore e arrangiatore svedese
Lars Danielsson è diventato negli ultimi anni una delle voci più importanti del jazz
europeo. Attualmente è considerato alla stregua di star internazionali come
Randy Brecker, John Scofield o Charles Lloyd, ed è stato il produttore di Cecilie
Norby, Viktoria Tolstoy e dell’ Orchestra Radiofonica danese. Di ancora maggior
rilievo sono le tre produzioni discografiche interamente a suo nome incise per
l’etichetta ACT.
TARANTELLA rappresenta l’ultima e quarta fatica discografica per
la label tedesca, che conferma ulteriormente l’inconfondibile originalità di
Danielsson. Questa formazione interamente internazionale è l’ideale per brani
che se da un lato seguono un orientamento classico, dall’altro sono completamente
aperti all’improvvisazione e al dialogo interiore con la musica. Il concerto
è ricco di atmosfere, di immagini musicali sospese nell’aria, con inni reminiscenti
della musica ecumenica svedese e un jazz da camera dal sapore paneuropeo.
fonte testo:
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17 agosto 2011 - "Un pensiero perfetto" David Riondino e Massimo Donà - Roccella Jonica, Auditorium comunale
dove:
Roccella Jonica - Porto delle Grazie - ore 18,00
Un pensiero perfetto
Performance teatral-musicale su testi di
Andrea Emo
David Riondino e
Massimo Donà quartet
Ospite speciale
Francesco Bearzatti
David Riondino voce recitante
Massimo Donà tromba
Francesco Bearzatti sax tenore, clarino
Michele Polga sax tenore
Bebo Baldan Basso, tastiere, elettronica
Davide Ragazzoni batteria
Progetto originale
Si tratta di uno spettacolo in cui, ad essere messi in scena e musicati, sono i testi
di uno dei più interessanti pensatori del Novecento:
Andrea Emo. Nato a
Battaglia Terme nel 1901 e morto a Roma nel 1983, Andrea Emo è stato scoperto
ormai venti anni fa da Massimo Cacciari, e di lui, a partire dagli anni
Ottanta, Massimo Donà e Romano Gasparotti hanno curato ormai non poche
pubblicazioni, selezionando di volta in volta il meglio dalle centinaia di quaderni
che danno corpo alla sua colossale opera di scrittura. Andrea Emo è sicuramente
una delle più originali voci filosofiche del Novecento europeo, al cui originalissimo
“nichilismo” è appunto dedicata questa rilettura in chiave performativa coordinata
da David Riondino e Massimo Donà. Lo spettacolo, comunque, prevede
anche il confronto tra gli aforismi emani e alcuni passi tratti dall’opera di
Nietzsche. La musica, tutta originale (composta per l’occasione da Massimo
Donà), sarà eseguita dal quartetto con cui Donà si esibisce da almeno due anni.
David Riondino, toscano, classe 1952, nasce
artisticamente negli anni ’70 con la canzone
d’autore. Nel 1975 debutta al teatro Zelig di
Milano e intraprende un percorso professionale
che lo porta ad esplorare quasi tutte le
forme di comunicazione. Nella musica inizia
con un’opera prima passata quasi inosservata,
“Boulevard ”, cui segue “Tango dei miracoli ”,
oggi introvabile, uscito in edicola con illustrazioni
di Milo Manara, quindi, nel 1989,
“Racconti picareschi ” ed altri lavori sino a
“Quando vengono le ballerine”, del 1995,
anno in cui partecipa a Sanremo in coppia con
Sabina Guzzanti. Collabora anche come verseggiatore satirico alle riviste “Tango
”, “Il male ”, “Cuore” e “Comix ”. Nel cinema, dopo “Kamikazen” (1987), in cui é
a fianco di Paolo Rossi, interpreta “Cavalli si nasce”, esordio cinematografico del
disegnatore Sergio Staino. Riondino desidera provare anche la regia cinematografica
e nel 1997, in collaborazione con la scuola di cinematografia dell’Avana,
produce il film “Cuba Libre”. Non trascura nemmeno la televisione, scegliendo
però sempre quella di qualità. Partecipa ad alcune delle trasmissioni più innovative
della storia televisiva italiana, da “Lupo solitario” a “Fuori orario”, da “Aperto
per ferie” a “L’araba fenice”, e crea per il “Maurizio Costanzo Show” il personaggio
del cantautore brasiliano Joao Mesquinho. La sua maggiore passione resta
comunque il teatro, a partire dal “Romanzo Picaresco”, del 1989, o dall’esperienza
con Paolo Rossi in “Chiamatemi Kowalski”, per arrivare a “O patria mia”
(1994), con la regia di Giuseppe Bertolucci e la partecipazione di Sabina
Guzzanti. C’è quindi, nel 1996, “Solo con un piazzato bianco”, avvincente recital
solitario.
Gli ultimi spettacoli realizzati rappresentano sempre più la scelta di
un teatro all’insegna della commistione dei generi: poesia, satira, testi classici,
musica dal vivo. Le ultime fatiche, ancora all’insegna delle contaminazioni, sono
“Dedicato a Ernesto Ragazzoni”, con letture del poeta, “Il Pittore e la modella”,
conferenza–spettacolo con Manara, e l’operina “La cantata dei pastori immobili”,
scritta con Stefano Bollani. Da tempo Riondino si occupa di progetti che coinvolgono
corpi bandistici. Con loro ha allestito “La buona novella” di Fabrizio De
Andrè, “Il Corsaro Nero” di Jules Verne e il “Poema di Garibaldi”, tratto dall’autobiografia
in versi dello stesso generale. Un grande successo sta raccogliendo da
qualche anno “Dottor Djembè”, trasmissione di Rai Radio Tre che conduce con
Bollani.
Massimo Donà, trombettista e filosofo veneziano, classe 1957, si mette in luce
alla fine degli anni ’70 nella Solar Big Band di Giorgio Gaslini, e guida nel successivo
decennio prima formazioni di stile neo–bop con il sassofonista Maurizio
Caldura, poi gruppi elettrici d’impronta davisiana. Ha anche occasione di suonare
con Tiziana Ghiglioni ed Enrico Rava, uno dei jazzisti che più l’hanno influenzato.
A metà degli anni ’80 esce dalle scene musicali per dedicarsi all’insegnamento
ed alla ricerca filosofica.
Dopo un lungo silenzio, Donà ritorna a far parlare di sé nel 2001 con il primo
disco da leader, «New rhapsody in blue», realizzato in ricordo delle vittime dell’11
settembre. Guida un quintetto completato dal sassofonista friulano Francesco
Bearzatti, da Lele Rodighiero, tastiere, Nicola Sorato basso, Davide Ragazzoni,
batteria. Con loro incide «For Miles and Miles» nel 2003 e «Spritz» nel 2004.
Nello stesso anno Donà filosofo pubblica, per i tascabili della Bompiani,
“Filosofia del Vino”, breve saggio che incontra il favore dei lettori giungendo alla
terza ristampa. Il libro apre una fortunata serie di titoli dedicati ai rapporti tra filosofia
ed altre branche della cultura, sino ad unire le sue due grandi passioni con
«Filosofia della Musica».
Nel 2006 Massimo Donà diventa ordinario di filosofia teoretica all’Università Vita
Salute del S.Raffaele di Milano, e nello stesso anno registra il quarto album da
leader, «Cose dell’altro mondo», in cui le tastiere di Rodighiero lasciano il posto
alla chitarra di Giorgio Mantovan, ma soprattutto s’inserisce in qualche brano il
giovane sassofonista vicentino Michele Polga, che sempre più spesso sostituisce
in concerto Bearzatti. Nel 2008 esce per Bompiani «L’anima del vino», che contiene
al suo interno il disco «Ahmbé». L’iniziativa di legare un disco ad un libro si
rivela fortunata e viene ripetuta nel 2009 con «I ritmi della creazione» e «Big
Bum». La band nel frattempo muta radicalmente, diventando quartetto con
Davide Ragazzoni, Michele Polga ed il polistrumentista Bebo Baldan, che qui
suona basso elettrico e tastiere. Fra gli ospiti troviamo, oltre a Paolo Damiani e
Luisa Longo, il filosofo Giulio Giorello ed il critico Achille Bonito Oliva. Donà sta
ora lavorando con la sua band e David Riondino ad un nuovo progetto dedicato
al filosofo Andrea Emo, presentato in anteprima ai festival estivi “Popsophia”
di Civitanova Marche e “Rumori Mediterranei” di Roccella Jonica. Il disco, in gran
parte già registrato, uscirà nel 2012.
Sassofonista, clarinettista e compositore,
Francesco Bearzatti è un artista versatile, sessionman prezioso e leader di alcuni dei gruppi più innovativi degli ultimi anni. Dal rock al jazz alla musica elettronica. L’energia del suo Tinissima Quartet è sorprendente; un’esperienza musicale difficile da dimenticare.
fonte testo:
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17 agosto 2011 - Roberta Gambarini Quartet “So in love - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 21,00
Roberta Gambarini Quartet “So in love”
Roberta Gambarini voce
Kirk Lightsey pianoforte
Dwayne Burn basso
Victor Lewis batteria
Roberta Gambarini, nata a Torino, è forse la jazzista italiana più apprezzata nel mondo. Inizia a prendere lezioni di clarinetto all’età di dodici anni, debutta come
cantante all’età di diciassette anni in jazz club del nord Italia, poi si trasferisce a Milano, dove lavora in radio e televisione; inizia a registrare con il proprio nome
nel 1986. Nel 1998 si trasferisce negli States e si aggiudica un terzo posto nella Thelonious Monk International Jazz Vocal Competition. Con questa credenziali si
trasferisce a New York, dove ottiene finalmente la sua grande occasione nel 2006 con l’uscita del suo album Easy to Love, candidato come Best Jazz Album
al Grammy Awards 2007, che cattura l’attenzione della critica jazz. Successivamente collabora con alcuni tra i più importanti jazzisti americani, tra
cui Herbie Hancock, Christian McBride, Toots Thielemans; nel 2004 inizia il tour con la Dizzy Gillespie All Star Big Band, esibendosi con James Moody, Frank
Wess, Jimmy Heath, Paquito de Rivera, Roy Hargrove. All’inizio del 2008 pubblica You Are There in collaborazione con Hank Jones al pianoforte; l’anno successivo
esce So in Love, in cui la Gambarini è accompagnata da una piccola band.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
17 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Piazza Dogana
dove:
Roccella Jonica - Piazza Dogana - ore 22,00
Accorduo
Fausto Scirchio, pianoforte elettrico – voce
Alessio Sisca, batteria acustica – basso elettrico
L’Accorduo è una formazione nata nel 2006 da un’idea di Fausto Scirchio (pianoforte) e Alessio Sisca (batteria). Quasi per caso, quasi per gioco, i due hanno costruito un repertorio fatto di brani inediti, reinterpretazioni di standard e brani editi, sperimentazioni ecc. Con il passare del tempo la loro acustica si è aperta anche altri timbri, inserendo brani contenenti basso, voce, percussioni, ma sempre eseguiti solo dai due musicisti. La loro musica si fonda sul dialogo, sull’improvvisazione, sui cenni, sulla considerazione dell’errore come elemento creativo, ma senza abbandonare arrangiamenti e strutture.
Attivo nel territorio cosentino, l’Accorduo si è esibito in molti locali della zona.
fonte testo:
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17 agosto 2011 - Eddie Gomez Quartet - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 22,30
Stefan Karlsson pianoforte
Eddie Gomez contrabbasso
Alessandro Presti tromba
Nasheet Waits batteria
omaggio a
Scott La Faro
Progetto originale
Eddie Gomez è uno dei più brillanti contrabbassisti della storia del jazz. Grande virtuoso del proprio strumento, si è da sempre contraddistinto per il suono altamente
personale attraverso il quale sa esprimere una cavata possente e ricca di
drive che genera un walking impeccabile, nonché per la ricchezza di idee e l’audacia
melodica e armonica di cui riesce a dar prova nelle sortite da solista, il tutto
sempre all’insegna di una grande sensibilità musicale e di una classe di livello
assoluto.
Eddie Gomez ha trascorso un lungo periodo nel trio di Bill Evans, con cui ha collaborato
dal 1966 al 1977, prendendo parte a numerose importanti incisioni del
grande pianista. Tra le altre sue collaborazioni più significative spiccano inoltre
quelle con gli Steps Ahead (1979-84), Benny Wallace, Joanne Brackeen, Jack
DeJohnette e Chick Corea.
In questa occasione Gomez si presenta con il proprio trio, comprendente due
raffinati musicisti quali il pianista svedese naturalizzato USA Stefan Karlsson, già
a fianco tra gli altri di Rufus Reid, Marc Johnson e Red Mitchell, con il quale
Gomez collabora stabilmente da diversi anni e ha realizzato diversi cd, e uno dei
più interessanti batteristi venuti alla ribalta sulla scena USA negli ultimi anni,
ossia Nasheet Waits, che ha collaborato tra gli altri con Fred Hersch, Jason
Moran, Ron Carter, Andrew Hill e Mark Turner, cui si aggiunge la giovane star
emergente della tromba jazz USA Ambrose Akinmusire, che ha collaborato tra
gli altri con Vijay Iyer, Logan Richardson, Charlie Persip, la Mingus Big Band e il
San Francisco Jazz Collective.
Stefan Karlsson, pianista, nato in Svezia, risiede dal 1984 negli USA, dove si è trasferito per studiare
presso la North Texas University, dove ha conseguito la laurea. Dal 1996 è
un componente del trio e del quartetto di Eddie Gomez, completato da Jimmy
Cobb e Jeremy Steig, con cui ha svolto un’intensa attività concertistica negli USA,
in Europa e in Giappone, registrando cinque CD.
Oltre alla collaborazione con Gomez, Stefan Karlsson ha avuto l’opportunità di
suonare e/o incidere tra gli altri con Rufus Reid, Marc Johnson, Red Mitchell,
Tom Warrington, Tim Hagan, Dick Oatts, Chris Potter, Herb Ellis, Marvin Stamm,
Bobby Shew, Richard Perry, Carl Fontana, Jiggs Wigham, Ed Soph, Marvin
“Smitty” Smith, Eliot Zigmund, Steve Houghton. Ha inciso sette cd a proprio
nome e ha preso parte come sideman a quaranta dischi. Ha partecipato con
proprie composizioni alle colonne sonore di film come “Sugar Hill”, con Wesley
Snipes, “Twenty Bucks”, con Christopher Loyd, e “Strays”, e di serie TV come
“Melrose Place,” “Party of Five,” “Wings” e “Homicide”. Ha insegnato a Denver,
Colorado (1991-1994) e a Las Vegas, Nevada (1994-2002), e al momento
ricopre la posizione di Coordinator of Jazz Studies presso la North Texas
University di Denton.
Nasheet Waits è uno dei batteristi più interessanti e creativi della sua generazione.
In possesso di mezzi tecnici e sfumature timbriche come di rado è dato
incontrare, egli ha messo a punto uno stile molto stimolante e moderno, caratterizzato
dalla mescolanza di flussi poliritmici generanti delle vere e proprie onde
sonore, riuscendo a sottolineare ed arricchire la musica dei gruppi cui partecipa
in maniera efficace e originale.
Nato nel 1971 a Manhattan, New York, è stato incoraggiato a suonare la batteria
dal padre, il celebre Frederick (Freddie) Waits, fortissimo musicista che nel
corso della sua carriera ha incrociato la strada di molte leggende del jazz, tra cui
Ella Fitzgerald, Sonny Rollins, McCoy Tyner. Nasheet Waits si è laureato con lode
in Arts in Music presso la Long Island University, e ha inoltre studiato con il percussionista
Michael Carvin, essendo al contempo influenzato ovviamente dal
padre, così come da Max Roach, che lo ha scritturato come membro del suo
ensemble di percussioni M’Boom.
La prima scrittura di rilievo è stata offerta a Waits dal sassofonista Antonio Hart,
nel cui quintetto ha a lungo militato effettuando tours e partecipando all’incisione
di tre albums. Tra le proprie influenze Nasheet cita Billy Higgins, Art Blakey,
Tony Williams, Philly Joe Jones e Billy Hart, quest’ultimo amico personale del
padre Freddie. Oltre a prendere parte a vari gruppi di Andrew Hill, uno dei quali
ha vinto il prestigioso premio danese Jazzpar nel 2003, Nasheet collabora stabilmente
da diversi anni con il trio di Fred Hersch, nonché con il gruppo
“Bandwagon” di Jason Moran e con il trio di John Patitucci comprendente il chitarrista
Adam Rogers.
Tra le sue altre collaborazioni spiccano inoltre quelle con Geri Allen, Mario Bauza,
Hamiett Bluiett, Abraham Burton, Ron Carter, Marc Cary, Steve Coleman, Stanley
Cowell, Orrin Evans, Stefon Harris, Bill Lee, Jackie McLean, The Mingus Big Band,
The New Jersey Symphony Orchestra, Greg Osby, Joshua Redman, Vanessa
Rubin, Antoine Roney, Wallace Roney, Jacky Terrasson, Bunky Green e Mark
Turner.
Alessandro Presti, nato a Mistretta (Me) il 4 giugno 1988, inizia lo studio della tromba all’età di 5 anni, sotto la guida del padre direttore di Banda e Trombonista.
A 17 anni, consegue il diploma con il massimo dei voti presso il Conservatorio
Arcangelo Corelli di Messina. Dopo gli studi Classici sente l’esigenza di avvicinarsi
al Jazz, cominciando a suonare in piccoli gruppi e partecipando a numerosi
Workshop
.
All’età di 18 anni frequenta la scuola di musica popolare “The Brass Group” a
Palermo, collaborando sin da subito con l’orchestra Jazz Made In Sicily.
Si è specializzato in musica in musica jazz presso la fondazione Siena Jazz sotto
la guida di C. Corvini e M. Tamburini.
Nel 2010 Vince il terzo premio al concorso per solisti jazz al "Vittoria Jazz Award".
Nel 2011 vincitore del “Premio del Pubblico” e del "Premio della critica"
Yamaha” al concorso per solisti jazz Chicco Bettinardi.
Dal 2010 Collabora con la scuola di musica come Docente di tromba presso la
scuola di musica "Palermo Jazz".
Dal 2009 svolge numerose collaborazioni con vari musicisti tra cui Massimo
Moriconi, Dario Carnovale, Paolino Dalla Porta, Mario Biondi, Orazio Maugeri,
Fabio Zeppetella, Ellade Bandini, Marcello Pellitteri.
fonte testo:
www.roccellajazz.net
18 agosto 2011 - «Sui prati, ora in cenere, di Omero...» - Roccella Jonica, Auditorium Comunale
dove:
Roccella Jonica - Auditorium Comunale - ore 18,00
«Sui prati, ora in cenere, di Omero...» (da Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo)
Scelta, cura e adattamento:
Francesco Giardinazzo
con:
Chiara Caselli
voce recitante
Rita Marcotulli
pianoforte
Luciano Biondini
fisarmonica
Elena Ledda
voce
Progetto originale
Per celebrare il 150° dell’Unità d’Italia è stata scelta la storia di un ritorno, un’odissea
tragica, quella del “nocchiero semplice della fu regia marina” ‘Ndrja
Cambria, marinaio di Cariddi e protagonista del capolavoro di Stefano D’Arrigo,
Horcynus Orca, che torna a casa dopo l’otto settembre 1943 e il conseguente
sbandamento dell’esercito italiano, attraversando l’Italia meridionale devastata
dai combattimenti. Romanzo di grande bellezza narrativa e linguistica, concepito
e realizzato fra il 1960 e il 1975, Horcynus Orca è un racconto epico suggestivo
e sospeso fra mito e storia la cui trama sembra essere l’approdo delle grandi
narrazioni della letteratura occidentale. In particolare, la lettura che viene proposta
si basa sulla scelta dei primi e fondamentali episodi del romanzo che rendono
evidente il legame con l’Odissea, (una delle fonti di D’Arrigo insieme a
Dante, Shakespeare, Hölderlin, Melville, Joyce, Mann).
Tra la Calabria e la Sicilia si crea una terra di nessuno, ferita dalla guerra e dalla
morte, prigioniera dell’incantesimo della storia, segnata dal coraggio di donne
sole che ad ogni costo vogliono “buscarsi la vita”, lavorando come e più degli
uomini, vedove, orfane, ma decise a ristabilire il confine certo fra vita e morte.
Raccontiamo la prima parte del viaggio, quella che narra dell’arrivo di ‘Ndrja sulle
coste di Scilla e il passaggio notturno dello Stretto per approdare a Cariddi sulla
barca di una di quelle “deisse”, Ciccina Circé.
Su questo scenario prenderanno corpo le note di due grandi musicisti, Rita
Marcotulli e Luciano Biondini, accompagnati dalla forza evocativa della recitazione
di Chiara Caselli e dalla splendida voce di Elena Ledda.
Siamo persuasi che questo sia il giusto omaggio alla storia del nostro Paese e a
quell’eredità di bellezza che la geografia e la cultura ci consegnano come patrimonio
inestimabile frutto dell’intelligenza e della fatica di tante generazioni.
Chiara Caselli nasce il 22 dicembre 1967. Dopo aver preso il diploma alla
Scuola di Teatro di Bologna, solca per la prima volta le scene con una pièce al Teatro Stabile di Bolzano. Se sul palcoscenico si fa apprezzare per le interpretazioni
in lavori come ’Ready Mate’ (1986), ’Casa fondata nel 1873’ (1986), ’Provaci ancora Sam’ (1987), al cinema debutta nel 1990 con il film "Il segreto",
vincitore della Targa D’Argento a Saint - Vincent. Partecipa poi a "Belli e dannati", "Sabato italiano" e "Fiorile". Nel 1993 gira "Dove siete? Io sono qui" che
ottiene il Nastro d’argento ed una Grolla d’oro, mentre tra il 1993 ed il 1994 lavora con Nuti ed Antognoni, rispettivamente in "OcchioPinocchio" e "Al di là
delle nuvole". Dopo aver ottenuto la parte principale in "Storia d’amore con i crampi", conferma di essere attrice di talento con i lavori "The Vivero Letter",
"Garage Olimpo" e "Destinazione Verna". Nel 1999 è lei a dirigere la macchina da presa in "Per Sempre", cortometraggio che ha concorso alla Mostra del
Cinema di Venezia ed è stato in lizza per ottenere un David di Donatello 2000. Ha lavorato nel film "Non ho sonno" di Dario Argento, e ne "Il Gioco di Ripley"
(2002) con John Malkovich, pellicola presentata fuori concorso alla 59^ Edizione della Mostra del Cinema di Venezia. È una delle protagoniste di "Cover
Boy: l’ultima rivoluzione" (2006) diretta da Carmine Amoroso e del film "BirdWatchers - La terra degli uomini rossi" (2008). Inoltre è nel cast del film
drammatico "Il passato è una terra straniera" di Daniele Vicari e nel 2009 - IL PADRE DEI MIEI FIGLI (Sylvia Canvel).
Rita Marcotulli a cinque anni si innamora del pianoforte, strumento che approfondirà presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Nei primi anni
’80 è presente sulla scena romana allora assai fervida, quella che attorno a pochi e fortunati locali coltivava
i grandi musicisti che oggi conducono il jazz italiano. Era consueto, in quegli anni, vedere dei giovani musicisti italiani esibirsi al fianco di grandi stranieri di passaggio in Italia. È così che Rita si impegna al fianco di musicisti noti. Nel 1986 lascia l’Italia per la Svezia, esperienza durata sei lunghi anni e che ha rappresentato una chiave di volta nella corsa musicale della pianista e compositrice per un duplice aspetto. Dal punto di vista stilistico la ricerca della contabilità della melodia e certo amore per una musica di tipo evocativo e non solo ipertecnica, ne marcano profondamente la carriera. Ha composto la colonna sonora del film “Basilicata coast to coast” di Rocco Papaleo e per il quale ha vinto nel 2010 il Premio Ciak d’Oro per la Miglior Colonna Sonora ed il premio della stampa cinematografica, il Nastro
d’Argento, nella categoria Miglior Colonna Sonora. Nel 2011 Premio EJE insieme ad Elena Ledda e il prestigioso David di Donatello per la miglior colonna sonora sempre per il film opera prima di Rocco Papaleo.
Luciano Biondini, musicista che sa inserirsi in contesti
musicali molto eterogenei, nelle sue esibizioni risaltano la sua grande passionalità ed abilità nel creare interplay
con i suoi interlocutori. È nato a Spoleto (PG) nel 1971 ed inizia a studiare la fisarmonica all’età di 10 anni.
Dopo una formazione orientata verso studi classici ottiene numerosi riconoscimenti internazionali (Tro phèe
Mondial de l’Accordéon, Premio Interna zionale di Castelfidardo) Pur amando molto la musica classica
sente che la sua strada è un’altra, ma prima di scoprirla vive una pausa di 5 anni, lontano dalla musica e dal suo
strumento. A 25 anni, grazie a delle casuali frequentazioni, incontra e si avvicina al jazz scoprendo di aver trovato
la strada da seguire.
Elena Ledda comincia la sua attività giovanissima nell’ambito
della musica tradizionale cui unisce, dall’età di sedici anni, gli studi di canto classico al conservatorio di Cagliari. Inizia la sua carriera frequentando i palcoscenici deputati alla tradizione.
Sulla scia dei grandi fermenti culturali che negli anni 70 animano l’isola, interpreta
Brecht, Weill e Eisler, si dedica al canto classico, promuove le prime esecuzioni
filologiche di musica antica (dal medioevo al barocco) e partecipa ai primi esperimenti
dedicati alla musica contemporanea. Approfondisce in questo periodo la
sua ricerca dedicata alla musica tradizionale sarda che, in seguito la porterà a privilegiare
questo repertorio nell’ambito della sua arte espressiva.
È di questi anni l’incontro fondamentale con il musicista e compositore sardo Mauro Palmas con
il quale condividerà scelte e progetti. La sua formazione artistica le consente di
non chiudersi in un ristretto territorio musicale ma, grazie al patrimonio culturale,
di confrontarsi con musicisti di diverse estrazioni e provenienze. Partecipa a numerose
e prestigiose produzioni (teatrali, musicali, italiane e straniere), e ha inciso 13
album e partecipato ad altri 20 in qualità di interprete e autrice.
Francesco Giardinazzo è docente di Antropologia dei processi comunicativi
presso la Scuola Superiore di Lingue Modern e per Interpreti e Traduttori
(Università di Bologna – sede di Forlì) e di Forme e Stili della Poesia Moderna
nella Canzone Italiana Contemporanea (Università di Bologna). Collabora con il
Centro di Poesia Contemporanea e col Centro Internazionale della Canzone
d’Autore di Bologna, col Centro Studi Teatrali Diego Fabbri di Forlì e con altre
istituzioni pubbliche e private. Ha pubblicato diversi saggi e articoli dedicati alla letteratura,
l’ermeneutica, la traduzione letteraria, la storia dell’arte e la canzone d’autore.
Fra le pubblicazioni più recenti ricordiamo: Il gesto di Hermes. L’ermeneutica, i classici, la letteratura moderna (Hölderlin Flaubert Broch Pound), Gedit Edizioni, Bologna, 2008; La culla di Dioniso.
Storie musicali del passato prossimo, Marietti 1820, Genova-Milano, 2009; Cinque poeti facili (Ungaretti, Zanzotto, Pasolini, Williams, Heaney), Almayer Edizioni, Modena, 2010.
Un suo testo accompagna il recente lavoro di Rita Marcotulli, Javier Girotto e Luciano Biondini Variazioni su tema (2011).
fonte testo:
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18 agosto 2011 - Cristina Zavalloni + Radar Band - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 21,00
Cristina Zavalloni + Radar Band
Cristina Zavalloni voce, composizioni
Cristiano Arcelli sax alto, arrangiamenti
Fulvio Sigurtà tromba
Massimo Morganti trombone
Giacomo Riggi vibrafono
Michele Francesconi pianoforte
Daniele Mencarelli basso elettrico
Alessandro Paternesi batteria
Enrico Pulcinelli percussioni
ospite:
Cyro Baptista percussioni
Progetto originale
Cristina Zavalloni nasce a Bologna. Di formazione jazzistica,
intraprende a diciotto anni lo studio del belcanto e della composizione
presso il conservatorio della sua città.
Per molti anni si dedica alla pratica
della danza classica e contemporanea.
La sua attività concertistica la porta a
esibirsi sia in festival jazz (Montreux
Jazz Festival, North Sea Jazz Festival,
Free Music Jazz Festival di Anversa,
Moers Music, Bimhuis di
Amsterdam, Umbria Jazz, Rumori
Mediterranei di Roccella Jonica,
London Jazz Festival, Suoni delle
Dolomiti, Nouveau Theatre di
Besançon, Sala Scarlatti di Napoli,
Novara Jazz Festival, Sant’Elpidio Jazz
Festival, Klara Festival di Bruxelles,
International Jazz Festival di
Rotterdam, Concertgebouw di
Bruges, Metastasio Jazz di Prato, Blue Note di Milano, Casa del Jazz di Roma,
Banlieues Bleues di Parigi, solo per citarne alcuni) sia in stagioni classiche
(Lincoln Center New York, Carnegie Hall New York, Concertgebouw Amsterdam,
Teatro alla Scala Milano, Palau de la Musica Barcellona, Barbican Center Londra,
New Palace of Arts Budapest, Auditorium Parco della Musica Roma, Walt Disney
Hall Los Angeles, Teatro La Fenice Venezia, Teatro Comunale di Bologna, Teatro
Comunale di Bolzano). Si esibisce con orchestre quali la London Sinfonietta,
BBC Symphony Orchestra, Schoenberg Ensemble, Sentieri Selvaggi, Musik
Fabrik, Orkest De Volharding, Orchestra della Rai Torino, Los Angeles
Philarmonic, ORT, Orchestra Toscanini, diretta da Martyn Brabbins, Stefan Asbury,
Reinbert De Leeuw, Oliver Knussen, David Robertson, Jurjen Hempel, Georges-
Elie Octor, Andrea Molino.
Stabilisce una stretta collaborazione con il compositore olandese Louis
Andriessen che scrive per lei Passeggiata in tram per l’America e ritorno, La
Passione, Inanna, Letter from Cathy, Racconto dall’Inferno e il ruolo di Dante
nella Commedia (2008).
È inoltre dedicataria del brano Acts of Beauty di Michael Nyman, Le Toccha la
mano di Cornelis De Bondt, A Fair Mask di Paolo Castaldi. Nel 2006 ha ottenuto
il Diapason d’Or per l’interpretazione di Racconto dall’Inferno di Louis
Andriessen, pubblicato da Deustche Grammophon
È interprete di prime esecuzioni di Carlo Boccadoro, Luca Mosca, Emanuele
Casale e interprete designata di composizioni di James McMillan, William Parker
(prima mondiale live di Alphaville Suite – Bologna 2010).
È recente l’apertura verso il repertorio barocco: nel 2005 debutta all’Opera di
Strasburgo nell’Incoronazione di Poppea di Monteverdi con la direzione di
Rinaldo Alessandrini e la regia di David McVicar. Si cimenta col Combattimento
di Tancredi e Clorinda al Festival di Ravelllo (regia di Mario Martone, elaborazione
musicale di Giorgio Battistelli) e al West Cork Chamber Music Festival.
Monteverdi è inoltre alla base della produzione VSPRS di Alain Platel e Fabrizo
Cassol, in tounrée nel 2006- 2007 con la compagnia Les Ballets C de la B. La
collaborazione si rinnova con la produzione Pitié!, basata sulla Passione Secondo
Matteo di Bach, in tournée mondiale nel 2008-2009.
Nel 2009 interpreta Raising Sparks di McMillan e la Passeggiata di Andriessen
con l’Ensemble Contemporaneo dell’Accademia di Santa Cecilia, all’Auditorium
Parco della Musica di Roma. Partecipa alle celebrazioni del settantesimo
compleanno di Louis Andriessen in varie parti del mondo, tra cui Vancouver ed
Amsterdam. È ospite, per la quarta volta in dieci anni, della Biennale Musica di
Venezia, con un’esecuzione di Racconto dall’Inferno di Andriessen. Inaugura il
Festspielhaus St. Poelten (Austria).
È ospite del trio di Gabriele Mirabassi al Rome Jazz Festival. Si esibisce allo
Huddersfield Contemporary Music Festival. Debutta in duo con il mandolinista
brasiliano Hamilton de Holanda, in un programma che, passando per la canzone
napoletana, giunge alla MPB.
Nel 2010 debutta nella Voix Humaine di Francis Poulenc a Bologna (in versione
canto e piano, per Musica in Santa Cristina) e al Teatro Comunale di
Bolzano (nella versione originale), nonché nella prima statunitense
della Commedia di Andriessen, alla Walt Disney Hall di Los Angeles, con debutto
al Carnegie Hall di New York, dove tiene anche un recital in duo con il pianista
Andrea Rebaudengo.
Nell’estate 2010, debutta nella nuova opera scritta per lei da Andriessen, Anais
Nin, basata sui Diari della scrittrice (Teatro dei Rozzi di Siena, 67° Settimana
Musicale Senese). Segue la Carte Blanche à Cristina Zavalloni, “tre giorni musicale”
di Musica Insieme e del Comune di Bologna, di cui è direttrice artistica e
protagonista. Partecipa in duo con il pianista Andrea Rebaudengo al festival Time
in Jazz – Berchidda. Affronta la prima di Lamentations di Uri Caine al Musikfest
di Stuttgart e la prima di Engel der Verzweiflung di Joachim Schloemer al
Festspielhaus St. Poelten, con repliche a Friburgo e Schwetzingen. Nel 2011 è
impegnata nelle repliche di Anais in Olanda, Germania e Inghilterra (con debutto
al Queen Elizabeth Hall in aprile), e in un tour con l’ensemble I Fiati Associati,
con il progetto Weill and Porter Songs. In marzo sono previste la prima statunitense
di Raising Sparks di J. McMillan alla Carnegie Hall, il debutto al festival
Other Minds San Francisco e, in maggio, la prima di L’Italia del destino di Luca
Mosca (Teatro Comunale di Firenze – Maggio Musicale Fiorentino), la replica del
progetto Beatles! con I Virtuosi Italiani al Teatro Comunale di Modena, una collaborazione
con il Gruppo Ocarinistico Budriese per il Festival Angelica di
Bologna.
Cristina Zavalloni collabora con l’etichetta EGEA, che ha pubblicato i suoi ultimi
tre cd: IDEA (2006) e Tilim –Bom (2008), in duo con Andrea Rebaudengo, e
SOLIDAGO (2009), in quartetto.
Ha inciso per Winter&Winter, Felmay, Ishtar, Cantaloupe, MN Records, Deutsche
Grammophon–DG Concerts Series. Il suo nuovo album jazz sarà presentato al
Festival Rumori Mediterranei di Roccella Jonica, il 18 agosto 2011. L’album sarà
pubblicato da EGEA.
Definirlo un jazzista pare quasi limitante.
Cyro Baptista è uno di quegli artisti che la musica pare
averla letteralmente attraversata, cimentandosi in ogni tipo di genere, ramificazione e derivazione.
Brasiliano, classe ’50, e stabilmente negli Stati
Uniti dagli anni Ottanta, arriva a New York dopo
studi al Creative Music Studio di Woodstock, fondato,
tra gli altri, da Ornette Coleman. La sua
maestria nella percussione brasiliana lo porta
subito a suonare e incidere con innumerevoli
musicisti, anche di stili assai diversi, tra i quali
David Byrne, Gato Barbieri, Dr. John, Brian
Eno, Laurie Anderson, John Zorn, James Taylor,
Carly Simon, Michael Tilson Thomas, Daniel
Barenboim, Bobby McFerrin, Wynton Marsalis, Lincoln Center Jazz Orchestra,
Medesky-Martin & Wood, Jay-Z, Snoop Dogg, Santana, oltre a grandi artisti brasiliani
come Milton Nascimento, Caetano Veloso, Ivan Lins, Marisa Monte e Nana
Vasconcelos. Compare anche in cinque dischi, poi candidati ai Grammy, di Yo-
Yo-Ma, Cassandra Wilson, The Chieftains, Ivan Lins e Herbie Hancock.
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18 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Cuba Libre
dove:
Roccella Jonica - Cuba Libre - ore 22,00
Accorduo
Fausto Scirchio, pianoforte elettrico – voce
Alessio Sisca, batteria acustica – basso elettrico
L’Accorduo è una formazione nata nel 2006 da un’idea di Fausto Scirchio (pianoforte) e Alessio Sisca (batteria). Quasi per caso, quasi per gioco, i due hanno costruito un repertorio fatto di brani inediti, reinterpretazioni di standard e brani editi, sperimentazioni ecc. Con il passare del tempo la loro acustica si è aperta anche altri timbri, inserendo brani contenenti basso, voce, percussioni, ma sempre eseguiti solo dai due musicisti. La loro musica si fonda sul dialogo, sull’improvvisazione, sui cenni, sulla considerazione dell’errore come elemento creativo, ma senza abbandonare arrangiamenti e strutture.
Attivo nel territorio cosentino, l’Accorduo si è esibito in molti locali della zona.
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18 agosto 2011 - Ahmad Jamal - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 22,30
Ahmad Jamal pianoforte
James Cammack contrabbasso
Manuel “Manolo” Badrena percussioni
Herlin Riley batteria
Il tanto celebrato pianista e compositore
Ahmad Jamal continua a esibirsi in
tutto il mondo, così come ha fatto negli ultimi quarant’anni. Famoso per l’eccezionale
padronanza tecnica e per il suono ben distinguibile del suo stile pianistico,
Mr. Jamal è nato il 2 luglio 1930, a Pittsburgh, in Pennsylvania.
Considerando il suo ensemble come “un orchestra”, Jamal non solo raggiunge
un suono unificato ma inserisce con discrezione ruoli indipendenti per il basso
e la batteria.
Le caratteristiche specifiche del suo stile sono le innovazioni ritmiche, le vivaci
intuizioni armoniche, in particolar modo le linee melodiche e armoniche della
mano sinistra, oltre a fraseggi delicati contrapposti ad accordi pieni e percussivi, il
tutto amplificato dall’uso ostinato del pedale proprio per creare una risonanza
volutamente debordante. Inoltre, lui incorpora nella sua musica un senso dello
spazio che è unico, e le sue idee musicali sono straordinarie senza essere urlate.
Con una selezione di standard insoliti e di composizioni proprie, Jamal avrebbe
notevolmente colpito e influenzato, tra gli altri, il trombettista Miles Davis.
Nel 1994, Jamal ha ricevuto il premio dell’associazione American Jazz Masters
dal National Endowment for the Arts. Lo stesso anno è stato nominato Duke
Ellington Fellow all’Università di Yale, dove si è esibito con un lavoro su commissione
insieme all’Assai String Quartet.
Nel 2007 il Ministro alla Cultura francese Renaud Donnedieu de Vabres, l’ha
nominato Officier del prestigioso Ordre des Arts et des Lettres.
L’ultimo album di Ahmad Jamal “A Quiet Time” (Dreyfus Records), pubblicato
nel gennaio 2010, è stato numero uno in molte radio jazz e continua a crescere.
Inoltre la French Jazz Academy ha nominato “The Complete Ahmad Jamal
Trio Argo Sessions 1956-1962” pubblicato da Mosaïc “la migliore ristampa dell’anno
per l’ eccezionale opera di ricerca”. La sua musica resta, giovane, fresca,
innovativa e sempre influente. Ahmad Jamal è artista Steinway in esclusiva.
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19 agosto 2011 - Epta Suite Strumentale - Roccella Jonica, Auditorium Comunale
dove:
Roccella Jonica - Auditorium Comunale - ore 18,00
Epta
Suite strumentale
in sette movimenti per sette esecutori
musica di
Nicola Piovani
Alessio Mancini, Flauto
Marina Cesari, Sassofono/Clarinetto
Fabio Ceccarelli, Filarmonica/ Tastiere
Luca Pincini, Violoncello
Andrea Avena, Contrabbasso
Ivan Gambini, Percussion/batteria
Nicola Piovani, Pianoforte
Testi:
Nicola Piovani
Consulenza ai testi:
Piergiorgio Odifreddi
Consulenza al suono:
Fabio Venturi
Impianto visivo:
Maria Rossi
Voci registrate:
Piergiorgio Odifreddi,
Omero Antonutti,
Ascanio Celestini,
Mariano Rigillo,
Vincenzo Cerami,
Gigi Proietti
Epta è una suite orchestrale per sette musicisti che eseguono un ciclo di sette
movimenti, scanditi da sette interventi di voci registrate che recitano frammenti
di varia derivazione ispirati al numero sette, al suo fascino nella tradizione poetica,
mitologica, biblica e nella matematica antica e contemporanea. Dai Sette
contro Tebe di cui ci narra Eschilo, alla danza dei sette veli di cui ci narra, fra gli
altri, Oscar Wilde; dal Settimo sigillo di Bergmann a Shakespeare, a Carducci.
Ognuno dei sette brani ha uno strumento principale che, da prim’attore, dialoga
con gli altri sei.
Nicola Piovani è nato il 26 maggio 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e
lavorato. Di mestiere fa il musicista (pianista, direttore d’orchestra, compositore
di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica).
Diplomato in pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, fra i maestri
che l’hanno avviato alla composizione ha avuto il greco Manos Hadjidakis.
Risale al 1968 la sua prima musica per immagine, scritta per i cinegiornali sul
movimento studentesco della facoltà di Filosofia di Roma che Piovani frequentava.
L’anno successivo, compone la sua prima musica per un lungometraggio:
“N.P. Il segreto” di Silvano Agosti.
Piovani scriverà musica per più di centocinquanta film collaborando fra gli altri
con Fellini, Bellocchio, Monicelli, i Taviani, Moretti, Tornatore, Benigni. Fuori
d’Italia ha lavorato con i registi Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev,
Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt,
Philippe Lioret, Danièle Thompson, Xavier Durringer.
Nel 1999, con la musica di “La vita è bella” Piovani vince il premio Oscar. Tra gli
altri premi che ha ricevuto si segnalano tre David di Donatello, quattro premi
Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’oro. Ha ottenuto due nomination
ai César, e al festival Musique et Cinéma di Auxerre ha guadagnato il premio
del pubblico e la menzione speciale della giuria.
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19 agosto 2011 - Jaques Morelembaum Cello Samba Trio - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 21,00
Jaques Morelembaum Cello Samba Trio
Jaques Morelenbaum violoncello
Lula Galvao chitarra
Rafael Barata batteria
Jaques Morelenbaum, nato a Rio de Janeiro, Brasile, ha iniziato la sua carriera
musicale come membro del gruppo A Barca do Sol. Ha partecipato come violoncellista
alle produzioni musicali di Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Gal
Costa, Gilberto Gil, Maria Bethania, Chico Buarque e Milton Nascimento, tra gli
altri, per un totale di più di 600 album.
Dal 1993 al 2001 ha fatto parte del trio di Ryuichi Sakamoto. Nel 1992 fu invitato
da Caetano Veloso a fare cameo in ‘circolo’ lo spettacolo, e dal 2005 ha
continuato proficua collaborazione con questo artista, divenendo il direttore
musicale, arrangiatore e violoncellista di quasi tutti i suoi spettacoli. Nel 2002 ha
partecipato come solista all’Umbria Jazz Winter Festival a Orvieto, Italia. È stato
onorato nel 2003 con la Medaglia d’Argento “Il Presidente della Republica
Italiana”.
Nel 2006 ha scritto gli arrangiamenti e prodotto l’ultimo album del compositore
e cantante francese Henri Salvador, “Riverenza”. Nel 2007 è stato invitato dal
compositore e pianista cubano Omar Sosa a scrivere gli arrangiamenti per i suoi
lavori e dirigere la NDR Big Band. Nel 2008 ha arrangiato e prodotto l’album /
DVD “MTV Unplugged” della singer-songwriter messicana Julieta Venegas,
album vincitore di due Grammy Latinos.
Ha anche prodotto, insieme a Ryuichi Sakamoto, un brano dall’album Red Hot
e Rio (“Devi perdonare”, cantata da Cesaria Evora e Caetano Veloso), oltre ai due
album del gruppo Morelenbaum2Sakamoto (M2), “Home” e “ A Day in New
York “. Ha prodotto l’album “Trasparente” e “Concerto de Lisboa”, entrambi di
Mariza, quest’ultimo nominato per Latin Grammy.
Ha composto e prodotto, con Antonio Pinto, la colonna sonora di “Central do
Brazil”, di Walter Salles, in competizione per l’Oscar come miglior film straniero
nel 1999. Questo lavoro ha ricevuto il Premio Sharp come miglior colonna sonora.
Nel 2001 in “Hable con ella”, film di Pedro Almodovar, ha eseguito con
Caetano Veloso il brano “Cucurucucu paloma”. Nel 2002 la sua collaborazione
con Fabio Barreto per la colonna sonora del film “La Passione di Jacobina”. Nel
2005 ha composto la colonna sonora per il film “Pagato” dal regista olandese
Laurence Lamers. Ha collaborato come violoncellista nella registrazione di colonne
sonore per altri compositori, come “Dio è brasiliano”, di Carlos Diegues, dove
suona Villa Lobos, e di recente nel Gandelman Leo brani per il film “Moacir Art
Brut” e “ Budapest “, entrambi di Walter Carvalho.
Nel 2004 ha partecipato come direttore d’orchestra e arrangiatore alla uscita
mondiale dell’album “A Foreign Sound”, di Caetano Veloso; dirige le orchestre a
Parigi, Londra, Roma, Madrid, Barcellona, New York, Miami, Buenos Aires. Nel
2005 e nel 2006 è tornato a guidare la OSBA, l’Orchestra Sinfonica di Bahia e
ha, in entrambe le occasioni, Carlinhos Brown come solista e compositore. Nel
2006 fa il suo debutto come direttore d’orchestra sinfonica nella sua città natale,
Rio de Janeiro, dirigendo la Petrobras Symphonic Orchestra. Nel 2007 ha diretto per un pubblico di decine di migliaia di persone, le Beiras
Philharmonic Orchestra in concerto al Municipale Estadio de Aveiro, in Portogallo,
arrangiando opere di Gilberto Gil, che ha accompagnato come solista.
fonte testo:
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19 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnight - Roccella Jonica, Lido delle Stelle
dove:
Roccella Jonica - Lido delle Stelle - ore 21,00
Accorduo
Fausto Scirchio, pianoforte elettrico – voce
Alessio Sisca, batteria acustica – basso elettrico
L’Accorduo è una formazione nata nel 2006 da un’idea di Fausto Scirchio (pianoforte) e Alessio Sisca (batteria). Quasi per caso, quasi per gioco, i due hanno costruito un repertorio fatto di brani inediti, reinterpretazioni di standard e brani editi, sperimentazioni ecc. Con il passare del tempo la loro acustica si è aperta anche altri timbri, inserendo brani contenenti basso, voce, percussioni, ma sempre eseguiti solo dai due musicisti. La loro musica si fonda sul dialogo, sull’improvvisazione, sui cenni, sulla considerazione dell’errore come elemento creativo, ma senza abbandonare arrangiamenti e strutture.
Attivo nel territorio cosentino, l’Accorduo si è esibito in molti locali della zona.
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19 agosto 2011 - Senza Confini Ebrei e Zingari - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 22,30
Senza Confini
Ebrei e Zingari
di e con:
Moni Ovadia
e con:
Ivanta Balteanu voce
Paolo Rocca clarinetto
Ennio D’Alessandro clarinetto
Albert Florian Mihai fisarmonica
Marian Serban cymbalon
Marin Tanasache contrabbasso
Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo stesso destino. il tratto comune che ha segnato la loro storia spesso tragica per colpa delle nazioni
che li tolleravano o li perseguitavano, ma sublime per loro esclusivo merito, è stata
la condizione di “altro”. Ebrei e “uomini” hanno per secoli incarnato per ragioni simili
e specifiche, la radicale “alterità” alle culture dominanti dell’occidente cristiano. Gli ebrei per avere rifiutato la verità assoluta del Cristo che i poteri ecclesiastici volevano
imporre, gli “uomini” pur avendo accolto il Cristo non volevano omologarsi ai
modelli di vita e al conformismo dominante estraneo al loro spirito di libertà.
Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta di dignità e di indipendenza
per rispondere alle persecuzioni. I due popoli chiedevano solo di vivere
secondo la loro identità senza recare nocumento a nessuno. Non fu loro concesso
se non in brevi periodi ad arbitrio dei poteri espressione delle maggioranze. Perche’?
Il loro esempio poteva rivelarsi deflagrante per sistemi tirannici, verticisti sempre
sotto il controllo di un potere autoreferenziale. Essi seppero essere in tutto e per
tutto popoli, per cultura, tradizioni, spiritualità, per profonde strutture del sentimento,
per immediata riconoscibilità emozionale, popoli in tutto e per tutto, ma senza confini,
senza burocrazie, senza eserciti, senza polizie, senza retorica patriottarda, eppure
popoli, sospesi fra cielo e terra a cavallo dei confini, per questa ragione erano
temuti al punto da fantasmatizzarli come capaci di ogni nequizia e da stigmatizzarli
come essenza del male, e poi sterminarli con facilità. In questa prospettiva non è difficile
capire perché l’annientamento fu perpetrato nella quasi totale indifferenza del
mondo circostante. I due popoli fratelli a lungo hanno marciato fianco a fianco nella
sorte, ma da quando il porrajmos-shoà ha marcato il culmine della comune tragedia,
il popolo degli “uomini” si è avviato verso un cammino di sofferenza solitaria.
Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, una nazione e il
loro statuto di vittime del nazifascismo il loro immenso calvario ha avuto pieno riconoscimento
e un immenso edificio di testimonianza, di memoria è stato costruito
sulla shoà e anche se la condizione ebraica è talora difficile, ancora sottoposta a pericolo,
gli ebrei sono entrati nel salotto buono. Anche gli eredi dei persecutori di un
tempo si mostrano e si dicono loro amici. Il popolo degli “uomini” invece molto
spesso continua a subire il calvario del pregiudizio, dell’emarginazione. Ancora oggi
è costume diffuso discriminare, emarginare, perseguitare bastonare gli “uomini”,
ancora si possono bruciare le loro povere cose, ancora la polizia può vessarli e
restringerli. Il porrajmos non è stato riconosciuto, grazie ad ignobili cavilli burocratici,
il popolo degli “uomini” aspetta ancora giustizia e rispetto. Noi ebrei, primi fra tutti,
abbiamo il dovere di alzare la voce contro la persecuzione di rom e di sinti, dobbiamo
denunciare come malvagia e perversa l’esibizione dell’amicizia verso gli ebrei
quando viene usata per legittimare la mano libera contro i nostri fratelli “uomini” e
contro ogni minoranza o alterità.
“Ebrei e zingari” è il nostro piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro
ogni razzismo. “Ebrei e zingari” è un recital di canti, musiche, storie rom, sinti ed ebraiche che mettono
in risonanza la comune vocazione delle genti in esilio, una vocazione che proviene
da tempi remoti e che in tempi più vicino a noi si fa solitaria, si carica di un’assenza
che sollecita un ritorno, un’adesione, una passione, una responsabilità
urgenti, improcrastinabili. “Senza confini” è la nostra assunzione di responsabilità, la
sua forma si iscrive nella musica e nel teatro civile, arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare
conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio
per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente.
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20 agosto 2011 - Stefano Di Battista e Gino Castaldo “Woman’s Land” - Roccella Jonica, Auditorium Comunale
dove:
Roccella Jonica - Auditorium Comunale - ore 18,30
Stefano Di Battista e
Gino Castaldo
“Woman’s Land”
Stefano Di Battista sax
Gino Castaldo voce narrante
Julian Oliver Mazzariello pianoforte
Luca Bulgarelli contrabbasso
Marcello Di Leonardo batteria
Woman’s Land, di Stefano Di Battista e ideato con Gino Castaldo, nasce da un profondo desiderio di
raccontare e musicare la figura femminile del passato millennio. Tutti i brani presentati sono dedicati a donne meravigliose, coraggiose,
indimenticabili della letteratura del cinema, della musica,della scienza.
Tra Woman’s Land,il nuovo lavoro discografico di Stefano Di Battista,realizzato per l’altro questo disco viene concepito proprio adesso
che il mondo femminile è al centro del dibattito politico e culturale nel nostro Paese e vuole essere attraverso la musica un omaggio al
complesso ed enigmatico, ma al contempo meraviglioso, universo femminile.
Dodici brani tutti originali, prodotti, composti e arrangiati da Stefano Di Battista, che con questo lavoro raggiunge la piena maturità artistica e
dimostra una grande crescita come compositore. Ogni brano del disco ha una sua “musa ispiratrice”: da Rita Levi Montalcini, che, ribellandosi alle imposizioni paterne, riuscì ad accedere
agli studi specialistici solo una volta superata la maggiore età, ad Ella Fitzgerald, per la quale il canto fu un “ripiego” perché in realtà voleva fare la ballerina,
passando per l’ominide preistorico di sesso femminile ritrovato in Etiopia nel 1974, che gli scopritori chiamarono Lucy in onore alla canzone dei Beatles
“Lucy in the sky for Diamonds”, per Valentina Tereskova, sarta con la fortissima aspirazione a diventare cosmonauta che riuscì nel suo intento e fu la prima
donna lanciata nello spazio pagando però lo scotto di piegare la propria vita alle esigenze della propaganda sovietica, per Molly Bloom, novella Penelope
nell’Ulisse di Joyce, che però alla fine tradisce il marito, per Lara Croft, la prima eroina dei videogiochi e per la romanissima premio Oscar, Anna Magnani,grande personalità, una bellezza particolare, che portava il cognome della madre (cognome che poi trasmise al figlio), Coco Chanel, il suo genio, il suo carattere,
il suo coraggio ne hanno invece fatto una protagonista della storia e del costume del ’900, con le sue «invenzioni», ha rivoluzionato il modo di vestire delle donne, che voleva belle, libere e moderne, Maria Lani, la meno nota, imbrogliona geniale, riuscì a convincere oltre 50 artisti,t ra i quali, Matisse, Cocteau, Chagall, De Chirico e Braque, a farle dei ritratti, raccontando in giro che questi
ritratti servivano a un film che avrebbe dovuto girare. Unico problema? Maria non era un’attrice, e a un certo punto prese i quadri e scappò in America, dove li vendette
tutti. Quasi 100 anni dopo, John Galliano ha deciso di ispirarsi a lei per una collezione. Josephine Baker, considerata la prima star di colore e tra le più acclamate
vedette di Parigi, utilizzò la sua grande popolarità nella lotta contro il razzismo e a favore dell’emancipazione dei neri, in particolare sostenendo la lotta per
i diritti civili di Martin Luther King. Madame Lily Devalier, maga di New Orleans, personaggio letterario di un romanzo di Tom Robbins, ”Profumo di Jitterburg”.
Nel brano che dà il titolo al disco, Woman’s land, si può ascoltare la voce di Alda Merini, una delle più grandi poetesse del Novecento.
Le storie sono accomunate da un filo conduttore che esalta il loro anticonformismo, l’aver spezzato le catene delle convenzioni sociali che, fino al 900, imprigionavano le donne, in realtà tutte sono eteree, in quanto ognuna di esse rappresenta il superamento di un pregiudizio, o potremmo dire di un dogma.
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20 agosto 2011 - Chiara Civello voce, Jaques Morelenbaum violoncello - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 21,00
Chiara Civello voce
Jaques Morelenbaum violoncello
Progetto originale
Chiara Civello, voce calda, poesia e armonie sorprendenti, sono solo una parte di ciò che rende la sua musica così irresistibile.
Il suo è stato davvero un lungo viaggio, non solo musicale, attraverso l’Oceano Atlantico. Nata a Roma, Chiara è incoraggiata a suonare il piano dalla nonna. Per
un po’ ha anche provato con la chitarra acustica, che ha ripreso a suonare più
in là, ma la prima esperienza con questo strumento termina in modo a dir poco
comico, andando a prendere un gelato. “L’auto era piccola, con due soli posti:
nel sedermi ho rotto il manico della chitarra. Mia madre ha allora sentenziato:
scordatene una nuova, adesso canti!”.
Chiara canta anche in cori classici, ma è alla ricerca di qualcosa che le consenta
di esprimersi con maggiore libertà. È un‘amica a suggerirle di studiare jazz, una musica della quale sa poco o nulla.
Si iscrive allora ad una piccola scuola di musica romana, la Saint Louis, che frequenta
parallelamente al Liceo. È qui che inizia il suo reale percorso artistico.
All’età di sedici anni, di nascosto da amici e parenti, partecipa alle audizioni della
prestigiosa Berklee School di Boston, cantando What are you doing the rest of
your life di Michel Legrand e vince una borsa di studio, ottima ragione per partire
per un lungo viaggio americano, iniziato a Boston nel 1994, alla ricerca della
propria voce.
Come molti suoi predecessori usciti dalla Berklee, il trasferimento a New York
diviene inevitabile. Alla ricerca di qualcosa di musicalmente più vicino alle sue
radici mediterranee, si immerge nella musica latina, brasiliana in particolare, e
impara lo spagnolo e il portoghese. È il 1998, l’anno in cui compone la sua
prima canzone, “Parole Incerte”, canzone sulla distanza, canzone che cambierà
il corso della sua vita. Ed è a New York che Chiara incontra il leggendario
produttore Russ Titelman, gli lascia un demo di Parole Incerte. Titelman fa ascoltare
il brano al presidente della Verve che il giorno successivo offre a Chiara un
contratto discografico, rendendola la prima italiana nella storia ad incidere per la
prestigiosa casa discografica americana e dandole la possibilità di entrare in studio
poco dopo ad incidere il suo primo album prodotto dallo stesso Russ
Titelman.
Il frutto del lavoro di questi anni sono le dieci canzoni del suo debutto discografico,
Last Quarter Moon (Verve 2005) sette delle quali scritte da lei e tre in
collaborazione con altri artisti, compresa la ballad Trouble, composta a quattro
mani con il leggendario Burt Bacharach. Il debutto discografico le assicura un primo giro del mondo, facendola entrare
nelle classifiche Giapponesi e Italiane.
É il secondo album “The Space Between” prodotto da Steve Addabbo per la
Emarcy nel 2007 a mostrarci un aspetto molto intimo di Chiara che ci porta per
mano in un viaggio fatto di 13 bellissimi brani, attraverso i quali sentiamo di
poterci veramente avvicinare a lei. Nel primo disco ti cerchi, nel secondo ti raccogli, nel terzo cominci a trovarti.
“ECCOMI” dice Chiara Civello presentando 7752, il suo terzo lavoro discografico.
7752 è un numero... Una linea d’aria: la linea d’aria di 7752 kilometri che
congiunge le due città chiave del disco numero tre: Rio e New York.
New York è la città in cui Chiara vive da anni e Rio le ha cambiato la vita. Andata
a Rio a trovare l’amico Daniel Jobim, a febbraio del 2008, Chiara è stata trascinata
ad una festa in uno studio, la prima di una lunga serie di riunioni musicali
(in portoghese SARAO) di grandi artisti brasiliani in cui girava la chitarra e ognuno
cantava una canzone. Ha cantato una canzone, ha ascoltato le canzoni degli altri e da li è iniziato il suo
nuovo momento. Collaborare, scrivere a quattro, sei, otto, dieci mani, scrivere
con gli altri e per gli altri.
Jaques Morelenbaum, nato a Rio de Janeiro (Brasile), ha iniziato la sua carriera
musicale come membro del gruppo A Barca do Sol. Ha partecipato come violoncellista
alle produzioni musicali di Antonio Carlos Jobim, Caetano Veloso, Gal
Costa, Gilberto Gil, Maria Bethania, Chico Buarque e Milton Nascimento, tra gli
altri, per un totale di più di 600 album.
Dal 1993 al 2001 ha fatto parte del trio di Ryuichi Sakamoto. Nel 1992 fu invitato
da Caetano Veloso a fare cameo in ‘circolo’ lo spettacolo, e dal 2005 ha
continuato proficua collaborazione con questo artista, divenendo il direttore
musicale, arrangiatore e violoncellista di quasi tutti i suoi spettacoli. Nel 2002 ha
partecipato come solista all’Umbria Jazz Winter Festival a Orvieto, Italia. È stato
onorato nel 2003 con la Medaglia d’Argento “Il Presidente della Republica
Italiana”.
Nel 2006 ha scritto gli arrangiamenti e prodotto l’ultimo album del compositore
e cantante francese Henri Salvador, “Riverenza”. Nel 2007 è stato invitato dal
compositore e pianista cubano Omar Sosa a scrivere gli arrangiamenti per i suoi
lavori e dirigere la NDR Big Band. Nel 2008 ha arrangiato e prodotto l’album / DVD “MTV Unplugged” della singer-songwriter messicana Julieta Venegas,
album vincitore di due Grammy Latinos. Ha anche prodotto, insieme a Ryuichi Sakamoto, un brano dall’album Red Hot
e Rio (“Devi perdonare”, cantata da Cesaria Evora e Caetano Veloso), oltre ai due
album del gruppo Morelenbaum2Sakamoto (M2), “Home” e “A Day in New York“.
Ha prodotto l’album “Trasparente” e “Concerto de Lisboa”, entrambi di Mariza,
quest’ultimo nominato per Latin Grammy.
Ha composto e prodotto, con Antonio Pinto, la colonna sonora di “Central do
Brazil”, di Walter Salles, in competizione per l’Oscar come miglior film straniero
nel 1999. Questo lavoro ha ricevuto il Premio Sharp come miglior colonna sonora.
Nel 2001 in “Hable con ella”, film di Pedro Almodovar, ha eseguito con
Caetano Veloso il brano “Cucurucucu paloma”. Nel 2002 la sua collaborazione
con Fabio Barreto per la colonna sonora del film “La Passione di Jacobina”. Nel
2005 ha composto la colonna sonora per il film “Pagato” dal regista olandese
Laurence Lamers. Ha collaborato come violoncellista nella registrazione di colonne
sonore per altri compositori, come “Dio è brasiliano”, di Carlos Diegues, dove
suona Villa Lobos, e di recente nel Gandelman Leo brani per il film “Moacir Art
Brut” e “ Budapest “, entrambi di Walter Carvalho.
Nel 2004 ha partecipato come direttore d’orchestra e arrangiatore alla uscita
mondiale dell’album “A Foreign Sound”, di Caetano Veloso; dirige le orchestre a
Parigi, Londra, Roma, Madrid, Barcellona, New York, Miami, Buenos Aires. Nel
2005 e nel 2006 è tornato a guidare la OSBA, l’Orchestra Sinfonica di Bahia e
ha, in entrambe le occasioni, Carlinhos Brown come solista e compositore. Nel
2006 fa il suo debutto come direttore d’orchestra sinfonica nella sua città natale,
Rio de Janeiro, dirigendo la Petrobras Symphonic Orchestra. Nel 2007 ha diretto per un pubblico di decine di migliaia di persone, le Beiras
Philharmonic Orchestra in concerto al Municipale Estadio de Aveiro, in Portogallo,
arrangiando opere di Gilberto Gil, che ha accompagnato come solista.
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20 agosto 2011 - Premio Sergio Pinchera & Jamming Around Before and ’Round Midnigh - Roccella Jonica, Jazz Cafè
dove:
Roccella Jonica - Jazz Cafè - ore 22,00
Accorduo
Fausto Scirchio, pianoforte elettrico – voce
Alessio Sisca, batteria acustica – basso elettrico
L’Accorduo è una formazione nata nel 2006 da un’idea di Fausto Scirchio (pianoforte) e Alessio Sisca (batteria). Quasi per caso, quasi per gioco, i due hanno costruito un repertorio fatto di brani inediti, reinterpretazioni di standard e brani editi, sperimentazioni ecc. Con il passare del tempo la loro acustica si è aperta anche altri timbri, inserendo brani contenenti basso, voce, percussioni, ma sempre eseguiti solo dai due musicisti. La loro musica si fonda sul dialogo, sull’improvvisazione, sui cenni, sulla considerazione dell’errore come elemento creativo, ma senza abbandonare arrangiamenti e strutture.
Attivo nel territorio cosentino, l’Accorduo si è esibito in molti locali della zona.
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20 agosto 2011 - Piovani dirige Piovani - Roccella Jonica, Teatro al Castello
dove:
Roccella Jonica - Teatro al Castello - ore 22,30
Orchestra Nazionale dei Conservatori Italiani
direttore:
Nicola Piovani
Progetto originale
Nicola Piovani sarà protagonista di un concerto speciale che lo vedrà dirigere ed
eseguire con l’Orchestra Nazionale dei Conservatori alcune fra le sue più celebri
composizioni per il cinema. Il concerto prevede l’esecuzione di suites di musiche scritte da Nicola Piovani
per il cinema di Fellini, Taviani, Moretti, Benigni, e per la prima volta eseguirà il
brano “Il Generale” dal film omonimo di Luigi Magni dedicato a Giuseppe
Garibaldi. Le orchestrazioni per orchestra sinfonica che Piovani ha messo appunto per l’occasione,
implica anche una selezione dei brani musicali che più trovano senso
in una sala da concerto, i brani che conservano una qualche autonomia espressiva
al di fuori del contesto cinematografico per il quale erano state composte.
Nicola Piovani è nato il 26 maggio 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e
lavorato. Di mestiere fa il musicista (pianista, direttore d’orchestra, compositore
di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica).
Diplomato in pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, fra i maestri
che l’hanno avviato alla composizione ha avuto il greco Manos Hadjidakis.
Risale al 1968 la sua prima musica per immagine, scritta per i cinegiornali sul
movimento studentesco della facoltà di Filosofia di Roma che Piovani frequentava.
L’anno successivo, compone la sua prima musica per un lungometraggio:
“N.P. Il segreto” di Silvano Agosti.
Piovani scriverà musica per più di centocinquanta film collaborando fra gli altri
con Fellini, Bellocchio, Monicelli, i Taviani, Moretti, Tornatore, Benigni. Fuori
d’Italia ha lavorato con i registi Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev,
Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt,
Philippe Lioret, Danièle Thompson, Xavier Durringer.
Nel 1999, con la musica di “La vita è bella” Piovani vince il premio Oscar.
Tra gli altri premi che ha ricevuto si segnalano tre David di Donatello, quattro
premi Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’oro. Ha ottenuto due
nomination ai César, e al festival Musique et Cinéma di Auxerre ha guadagnato
il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria.
Orchestra nazionale dei Conservatori italiani
Promossa dalla Direzione Generale AFAM del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca si è recentemente costi tuita l’Associazione per
lo Sviluppo e la Promozione dell’Alta Formazione Artistica e Musicale che vede in qualità di soci fondatori i Conservatori di musica italiani.
Tale Associazione è nata per dar vita a un importante e significativo progetto
artistico e culturale che vede muovere i primi passi ad un nuovo soggetto
musicale nel panorama del nostro paese: l’Orchestra Nazionale dei Conservatori di Musica.
L’orchestra è formata dai migliori talenti che studiano nei Conservatori italiani e
per tanti giovani costituisce un’occasione irripetibile di perfezionamento e di
eccellenza formativa.
Nel primo anno di attività, il 2009, dopo il concerto inaugurale con la soprano
Montserrat Caballé a Roma, l’Orchestra ha tenuto concerti presso l’Auditorium di
Roma, presso il Festival di Taormina, eseguendo tre repliche di Aida; presso la
Venaria Reale a Torino, nell’ambito del festival internazionale MITO; presso la
Sala Nervi a Roma; e dopo il terremoto aquilano a Collemaggio nell’ambito di
Suona Francese, a Brindisi e a Bologna.
Nel mondo l’Italia è conosciuta per il suo ricco patrimonio artistico e musicale:
l’Orchestra Nazionale dei Conservatori di Musica ha l’ambizione di rappresentare
un Paese che vuole continuare ad essere culturalmente vivo e creativo e
capace di guardare al futuro.
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Il 17 agosto 2011, presso l’ex Convento dei Minimi, alle ore 11,00 si terrà il seguente convegno: «
SCOTT LA FARO e l’apporto Italo-Americano al JAZZ»,
con Francesco Martineli, Vincenzo Caporaletti e Eddie Gomez.
Il 20 agosto 2011, nella sala piccola dell’ex Convento dei Minimi, alle ore 16.00 si terrà il seguente convegno: «
Ascolto Dunque Sento», Convegno sulla Psicologia dell’Ascolto secondo Alfred Tomtis.
Relatore:
dr. Concetto Campo
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Prezzo dei biglietti:
Concerti del 17-18-19 e 20, ore 18,00 Auditorium di Roccella

Biglietto: € 8,00

Abbonamento per 4 concerti auditorium: € 20,00
Concerti ore 21 Teatro al Castello di Roccella

Biglietto (2 concerti per sera): € 15,00

Abbonamento per 4 serate (8 concerti): € 40,00
Gli orari ed il programma potranno subire variazioni
Per informazioni:
Associazione Culturale Jonica
tel/fax 06 3222896
info:
www.roccellajazz.net
mail:
acjroma@tin.it
PREVENDITE:

OVERTURE DIFFUSIONE MUSICA Roccella Jonica, vico Pistonello 3
-
info@overture.it, tel. 096485407

URSINO LOTTO 403 Roccella Jonica, via Roma 2, tel. 0964 863087

RIVENDITA TABACCHI N. 6 di TASSONE NICOLA, via Cappelleri 26, 89047 Roccella Jonica
-
tassonetabacchi@libero.it, cell. 3276750923
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