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Eventi a Vibo Valentia

Magna Graecia Teatro Festival

dove: CastelloNormanno

Programma:

2 agosto 2011
Teatro e Società
ANIMA LATINA
Concerto

con MARIANGELA D’ABBRACCIO e
Luca Pirozzi chitarra
Alessandro Golino violino
Raffaele Toninelli contrabasso
Gianluca Casadei fisarmonica
Emanuele Pellegrini pecussioni


3 agosto 2011
Festival au Desert, Timbouctu, Mali
TARTIT, canti e musiche del popolo Tuareg
Fondazione Fabbrica Europa

Fadimata W. Oumar tindè e voce
Amanou Ag Issa tehardent, Griot
Haidara Faudtumata canto
Moussa Ag Mohamed tehardent, voce,
Mohamed Ag Issa chitarra, voce
Mohamed Ad Idwal tehardent
Fadimata W. Mohamedun tindè , voce
Tafa Wallet Alhoussene imzad, voce


6 agosto 2011
Tersicorea - Danzalabor
LA SIGNORA DELLE VIGNE
da YANNIS RITSOS
coreografia e regia di Simonetta Pusceddu
interpreti: Evelina Ambu, Miguel Angel Serrano Tomas, Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Erika Di Crescenzo, Ilaria Gallus, Lucrezia Maimone, Elisa Melis, Annalisa Rocca, Viola Tarozzi, Jorge Sese e la partecipazione dell’attrice Cristina Maccioni


21 agosto 2011
Officine Jonike Arti – Reggio Calabria
ELEKTRA
di HUGO VON HOFMANNSTHAL
regia Americo Melchionda

con MARIA MILASI
Elektra: Maria Milasi
Crisotemide: Kristina Mravcova
Clitennestra: Donatella Venuti
Egisto: Maurizio Spicuzza,
Oreste: Americo Melchionda
Precettore: Giuseppe Luciani
danzatrice: Elena Barbaro
regia inserti video: Americo Melchionda
realizzazione Video Ram Film


23 agosto 2011
Teatro Biondo Stabile di Palermo/Aprile Produzioni srl
LE VOCI DI DIDONE
progetto drammaturgico di Marco Andriolo, Galatea Ranzi e Michele Dell’Utri
regia Marco Andriolo

con GALATEA RANZI, Marco Andriolo e Michele Dell’Utri
musiche e percussioni eseguite dal vivo Samuel Gyanfi
direzione tecnica e sound design Michele Scalet


fonte testo: www.magnagraeciateatrofestival.it


Vibo Valentia

Vibo Valentia (fino al 1927 Monteleone di Calabria) è un comune di 33.957 abitanti della Calabria, capoluogo dell'omonima provincia. In principio fu un centro appartenente ai Bruzi che la denominarono Veip (da cui deriva "Vibo"), in seguito, fu colonia greca con il nome di Hipponion. Nel 192 a.C. i Romani vi insediarono una colonia chiamandola Valentia e, successivamente, in epoca imperiale, Vibo Valentia. I bizantini provvidero a fortificarla ma i saraceni, verso il X secolo, la distrussero; Federico II di Svevia la ricostruì e ne cambiò il nome in Monteleone di Calabria. Già al tempo dei Greci prima e dei Romani poi, eletta Municipio, conobbe una sua centralità strategica e politica, tanto che ebbe l'onore di ospitare Giulio Cesare, Ottaviano e Cicerone, che la ricorda nelle sue lettere. La costruzione della Via Popilia interessò la città che divenne un'importante stazione. La ricchezza di legname, fornito dall'entroterra, favorirà il sorgere presso il porto di industrie navali.
Fu una delle prime sedi episcopali, che Ruggero il Normanno trasferi nella sua Mileto. Nell'Ottocento, i Francesi la elevarono a capoluogo della Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade (Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di istituzioni come il Real Collegio Vibonese (l'ancora esistente Convitto Filangieri e il teatro Comunale, demolito negli anni 60). Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza, giornalista, politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori Pubblici, si avviò un grande rilancio nel campo dei lavori pubblici, tra cui spicca la costruzione del Palazzo del municipio, in stile fascista. Per iniziativa dello stesso Razza, nel 1927, un regio decreto ispirato dal governo fascista ribattezzò la città da Monteleone di Calabria a, secondo la dizione latina, Vibo Valentia. La spinta edilizia pubblica nella città ebbe un deciso arresto quando il ministro Razza scomparve in un incidente aereo in Egitto nel 1935. La città ha voluto successivamente onorarne la memoria con una statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel 1938 e personalmente inaugurata da Benito Mussolini nel 1939 durante la sua visita alla città, la quale si erge in Piazza San Leoluca su un alto piedistallo, sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato. Nel 1993, con la realizzazione di un solenne monumento, la città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del risorgimento. Il 3 Luglio 2006 viene duramente colpita da una alluvione che provoca la morte di 4 cittadini ed ingenti danni economici all'industria, al turismo ed ai beni dei privati. I danni maggiori si registrano nelle località di Longobardi, Vibo Marina e Bivona, investite da un'enorme e inverosimile quantità di acqua mista a fango e detriti.Le principali fonti di sostentamento del comune di Vibo Valentia possono essere individuate nell'industria, nel turismo e nella produzione agricola. Il nucleo industriale è situato nella zona tra Vibo Marina, Porto Salvo e località Aeroporto, nella quale sorgono importanti piccole, medie e grandi imprese, ma non mancano aziende manifatturiere internazionali che progettano e realizzano componenti metalmeccanici. Il porto di Vibo Marina è un importante centro commerciale e turistico, tra le varie attività, avviene la commercializzazione di pesce, frumenti e petrolio; dal porto partono inoltre collegamenti per le Isole Eolie. Il comune era dotato di un grande scalo ferroviario situato nei pressi del porto. Il comune di Vibo Valentia è inoltre sede di uffici doganali (frazione di Vibo Marina). Nell'ambito della provincia, di enorme importanza turistica sono la costa, denominata Costa degli Dei, nella quale spiccano Tropea, Pizzo e Capo Vaticano, dove il mare cristallino, stupendi tramonti sullo sfondo delle Eolie e l'ottima cucina locale, attirano ogni anno decine di migliaia di turisti. Scriveva Giuseppe Berto di Capo Vaticano: "Appena la vidi seppi che quella terra, dalla quale si scorgevano magiche isole era la mia seconda terra, e qui sono venuto a vivere. Sto su un promontorio alto sul mare e un panorama stupendo". Sempre a livello provinciale in ambito turistico è da segnalare l'oasi del lago Angitola, il parco delle Serre, la certosa di Serra San Bruno e molti altri centri abitati suggestivi per patrimonio architettonico e paesaggistico.
fonte testo: it.wikipedia.org/wiki/Vibo_Valentia

Tropea

Importante centro turistico in provincia di Vibo Valentia, Tropea sorge su un promontorio proteso tra il Golfo di Gioia Tauro e quello di Sant'Eufemia. il territorio confina con i comuni di Drapia, Parghelia, Ricadi, Zaccanopoli. Intorno alle sue origini, sicuramente remote, si narrano varie leggende, certa è, come testimoniano i numerosi resti di edifici greci e romani, la continuità dell'insediamento nel territorio e l'importanza che essa aveva già in epoca Romana. Occupata dai Saraceni, dai Normanni e, poi, dagli Aragonesi, venne dichiarata sotto questi ultimi città di demanio regio. Fu un importante centro marinaro, ebbe una propria marineria e attivò scambi commerciali con tutti i paesi del Mediterraneo. Dall’Vlll sec. fu sede episcopale. Il suo territorio è ricco di reperti archeologia. Nell'entroterra è stata rinvenuta una necropoli preellenica con varie suppellettili sepolcrali; presso l'attuale cimitero vi è una necropoli dell'età del ferro con tombe dotate di corredi funerari di varia entità; in località Torre Lunga, è una Catacomba Paleocristiana; nella frazione "Caria" vi sono i resti di stanziamenti preistorici e interessanti vestigia del Castello feudale. La Cattedrale, sita in largo Duomo, di origine normanna, più volte rimaneggiata e in parte restituita alle antiche forme dai restauri del 1926-1929, presenta l'interno a tre navate con pilastri litici ottogonali e absidi semicircolari con arcate gotiche; conserva un Ciborio marmoreo del XV secolo, un monumento funerario marmoreo rinascimentale, una statua marmorea scolpita a tutto tondo e a figure intere della Madonna dei Popolo con Bambino e Angioletti, datata 1555; un grande Crocefisso nero, scultura lignea a tutto tondo probabilmente del XV secolo, una preziosa icona di tardo stile bizantino (probabilmente XIl sec.) della Madonna della Romania.
Un porticato del secolo XIV, di bellissime forme, unisce la Chiesa al Palazzo Vescovile, che custodisce il tesoro della Cattedrale (tra cui un prezioso bacolo vescovile dei XIV secolo e una statua bronzea anteriore al 1000). La Chiesa di San Francesco, ad un'unica navata, conserva un bell'Altare marmoreo e, in fondo alla navata, la trecentesca Cappella gotica di San Pietro ad Ripas. La Chiesa dell'Annunziata, ricostruita nella prima metà del XVI secolo, ha un bellissimo soffitto ligneo cassettonato. Un bel soffitto ligneo dei '500 e un'icona del '400 si trovano nella Chiesa di Santa Maria della Neve o del Carmine. Sulla sommità dell'Isoletta di Santa Maria, in uno scenario veramente suggestivo, vi è la Chiesa di Santa Maria dell'Isola, di fondazione medievale e rifatta in epoca gotica. Il centro storico, uno dei più importanti di tutta la provincia, è un susseguirsi di scorci piacevolissimi, di stradine strette e di piccole piazze su cui si affacciano bei palazzi sei-settecenteschi, dai grandi cortili e dai pregevoli portali, a testimonianza della presenza di un ricco ceto nobiliare (vedi Palazzo Toraldo, Tocco, Galluppi storico palazzo essendovi nato il filosofo Pasquale Galluppi); di balconate da cui ammirare un panorama bellissimo, sorgendo la città su una rupe a strapiombo sul mare. Tropea ha una naturale vocazione turistica: le sue belle spiagge, il suo mare, il suo centro storico intatto, il clima estremamente mite, costituiscono un'attrattiva per i turisti italiani e stranieri che, qui, trovano anche ottimi ristoranti (dove gustare tra l'altro, la famosa cipolla di Tropea), alberghi e numerosi villaggi turistici ben attrezzati. La Patrona della città è la Madonna di Romania, si festeggia l'8 settembre.

Capo Vaticano

Capo Vaticano è un'estesa località balneare del comune di Ricadi (VV). Il promontorio che ne assume il nome è fatto di uno speciale granito, quello bianco-grigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche (l'altezza massima del promontorio è pari a 124 metri). Di notevole importanza è la presenza della felce tropicale e la presenza di sedimenti marini del Quaternario, che fanno di Capo Vaticano una meta obbligata di molti studiosi di Paleontologia, dove, la particolare morfologia dei luoghi con valli e profonde incisioni fluviali su un territorio dal tipico “terrazzamento a gradoni”, permette di raggiungere agevolmente gli strati fossiliferi del Miocene. Conchiglie tipiche dei mari tropicali, denti di squalo, coralli, si accompagnano a ritrovamenti di parti scheletriche di mammiferi marini e continentali. Tutta la zona è comunque famosa per l’abbondanza di Clipeastri, antichi echinidi dalla caratteristica forma piramidale oggi estinti. Il promontorio di Capo Vaticano è situato sulla costa tirrenica calabrese, di fronte allo Stromboli e le Isole Eolie, si estende nel comune di Ricadi, e comprende la costa dalla baia del Tono e fino alla baia di Santa Maria e le ultime propaggini del Monte Poro. La più suggestiva baia è quella di Grotticelle, formata da tre spiagge contigue. Secondo una nota rivista francese, Capo Vaticano è considerata la terza spiaggia più bella d'Italia e fra le 100 spiagge più belle al mondo. Il famoso scrittore veneto Giuseppe Berto, dopo aver girato l'Italia, decise di rimanere a vivere qui, scrivendo in alcuni dei sui libri "Il tratto di costa che culmina in Capo Vaticano è pieno di storia e di bellezza. Si potrebbe chiamare Costabella con un pizzico di rimpianto e nostalgia". In un'altra opera, Berto scrive:" Penso che Capo Vaticano si chiami Vaticano per la stessa ragione per cui un colle di Roma si chiama alla stessa maniera: sacerdoti e indovini vi andavano a scrutare il futuro, basandosi sul volo degli uccelli e altre cose. Duecento metri al largo della punta c'è uno scoglio chiamato Mantineo, e in greco "manteuo" significa comunicare con la volontà divina. Il Capo era un posto sacro, e lo è ancora, nonostante tutto." Capo Vaticano è conosciuto anche come migliore territorio al mondo che produce la cipolla rossa, detta anche cipolla rossa di Tropea; grazie alle sostanze contenute nel terreno, la cipolla possiede un gusto dolce ed è ricercatissima nel mercato nazionale ed internazionale. Grazie alle suggestive spiagge e al mare cristallino, con fondali ricchi di fauna ittica, Capo Vaticano è meta obbligata per sub e turisti italiani e stranieri, primi fra tutti i tedeschi, attratti anche da un entroterra che offre prodotti tipici come la 'Nduja di Spilinga e il Pecorino del Poro.

La cipolla di Tropea

La cipolla rossa (allium cepa), coltivata tra Nicotera (VV) e Campora San Giovanni, nel comune di Amantea (CS), lungo la fascia tirrenica, è detta Cipolla rossa di Tropea perché viene prevalentemente prodotta tra Briatico (VV) e Capo Vaticano, nel comune di Ricadi (VV). Le particolari sostanze contenute nei suoli di questa zona la rendono dolce e non amara. Questo ortaggio contiene vitamina C, vitamina E, ferro, selenio, iodio, zinco e magnesio. La forma è rotonda od ovoidale. Il bulbo ha molti effetti benefici, uno di questi è il potere antisclerotico che porta beneficio per il cuore e le arterie, e previene il rischio di infarto, e sta alla base della cucina meridionale. Una delle sue proprietà è quella di essere un sedativo naturale, e quindi molto utile a conciliare il sonno. Recentemente, si è scoperto che contiene uno dei principi attivi del viagra, il tanto decantato afrodisiaco. Anche Plinio il Vecchio, nella "Naturalis Historia", fa riferimento alla cipolla rossa come rimedio per curare una serie di mali e di disturbi fisici. Qualche produttore prepara anche la marmellata (buona se spalmata su carni, come arrosti, o per antipasti) ed il gelato al gusto di cipolla. E' composta da varie tuniche concentriche carnose di colorito bianco e con involucro rosso, è coltivata in queste zone da oltre duemila anni. Fu importata dai Fenici e, da oltre un secolo, contribuisce allo sviluppo socio-economico della zona. La dolcezza della “rossa di tropea” dipende dal microclima particolarmente stabile nel periodo invernale, senza sbalzi di temperatura, per l’azione di mitezza esercitata dalla vicinanza del mare, e dei terreni freschi e limosi, che determinano le caratteristiche pregiate del prodotto. Ottimo ingrediente per l'insalata mista, la cipolla di Tropea ha un gusto squisito, dovuto in particolare alla consistente presenza di zuccheri, quali: glucosio, fruttosio, saccarosio, per citare i più rappresentativi. E’ facilmente digeribile. Contribuisce alla dieta alimentare con circa 20 calorie per 100 grammi di prodotto fresco.

La 'nduja

La nduja è uno dei più famosi prodotti alimentari calabresi. La nduja (attenzione, nduja, non nduia!) è un salame morbido, spalmabile, piccantissimo. E' tipica del Monte Poro, Spilinga è il comune d'elezione, ma l'area di produzione è estesa a molti comuni del vibonese. Il nome nduja deriva dal francese "andouille", che vuol dire "salsiccia". Non e' tuttavia una salsiccia, per quanto possa assomigliarci. La nduja è fatta con carne di maiale, un pò di grasso e molto peperoncino piccante. Ed è proprio per l'abbondante peperoncino che la nduja è molto piccante. Non a caso qualcuno potrebbe preferire una versione "light". La nduja ha un colore tendente al rosso - neanche a dirlo - dovuto alla presenza del peperoncino, e una consistenza che neanche dopo la stagionatura diventa dura. E' quasi superfluo sottolineare come la nduja, grazie al gusto squisito e piccante, viene da alcuni considerata afrodisiaca. Si può anche essere scettici al riguardo, ma sicuramente la nduja ha benefici effetti sul sistema cardiocircolatorio. Si consuma spalmandola su fette di pane abbrustolito, meglio se calde, o come soffritto per la base di un ragù o di un sugo di pomodoro, con aglio. Ottima sulla pizza, sulle sottilette o nelle frittate e su fettine di formaggi semi-stagionati, dopo averli infornati per circa 10 secondi nel forno a microonde.

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Capo Vaticano (VV)::. Il mare Tropea (VV)::. Centro storico

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