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Eventi a Lamezia Terme

Magna Graecia Teatro Festival

dove: Abbazia Benedettina

Programma:

5 agosto 2011
Associazione Culturale Mondo Estremo
KRÒTON, LOKRÒI E LA BARCA DI ENEA
progetto e drammaturgia di GIORGIO ALBERTAZZI

con Sergio Basile, Emilia Brandi, Paolo Cutuli, Stefania De Cola, Giuliano Esperati, Ilaria Genatiempo, Stefania Masala, Silvia Scotto
musiche: Stefano SalettiPiccola Banda Ikona
coordinamento artistico: Andrea Di Bari
PRODUZIONE ORIGINALE PER MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVAL


7 agosto 2011
Tersicorea - Danzalabor
LA SIGNORA DELLE VIGNE
da YANNIS RITSOS
coreografia e regia di Simonetta Pusceddu

interpreti: Evelina Ambu, Miguel Angel Serrano Tomas, Aldo Canessa, Nicole Cefis, Paola De Felice, Erika Di Crescenzo, Ilaria Gallus, Lucrezia Maimone,
Elisa Melis, Annalisa Rocca, Viola Tarozzi, Jorge Sese
e la partecipazione dell’attrice Cristina Maccioni


9 agosto 2011
Mistras/Mda
CASSANDRA
testi tratti da OMERO, ESCHILO, EURIPIDE, VIRGILIO
drammaturgia Elisabetta Pozzi, Aurelio Gatti, Daniele D'Angelo

con ELISABETTA POZZI e Hal Yamanouchi
danza Paola Bellisari, Carlotta Bruni, Rosa Merlino
musica originale Daniele D'Angelo


13 agosto 2011
CASSANDRA
Daniele Cipriani Entertainment
balletto di LUCIANO CANNITO

con ROSSELLA BRESCIA e STEFANO DE MARTINO
e con Antonio Fiore, Michele Barile, Dario Di Blanca, Daniela Filangeri, Alessandra Francavilla, Massimo Margaria, Diego Millesimo, Tommaso Petrolo,
Grazia Striano, Lorenza Vicidomini
musiche di Marco Schiavoni
con inserti di A. Honegger, S. Rachmaninoff, C. Saint-Saens, E. Presley, S. Prokof’ev
luci Carlo Cerri
costumi Elena Cicorella
maitre de ballet Stefania Di Cosmo, Luigi Neri


22 agosto 2011
ArwenFilms – MDA Produzioni Danza
TRUCULENTUS
da PLAUTO

con ELEONORA BRIGLIADORI e SEBASTIANO TRINGALI
e con Cinzia Maccagnano, Riccardo Diana, Claudia Ferri e Manuela Lomeo
traduzione e drammaturgia Sebastiano Tringali e Aurelio Gatti
scene Petrokos Usaja
costumi Livia Fulvio
musiche Aldo Azzaro
regia Riccardo Diana e Aurelio Gatti


fonte testo: www.magnagraeciateatrofestival.it


10 settembre 2011 - GIANLUCA GRIGNANI in concerto

dove: Lamezia Terme, pizza Diaz

La città

Lamezia Terme è un comune di 70.501 abitanti della provincia di Catanzaro. È la terza città della Calabria, 70esima in Italia, e rappresenta la maggiore città che si affaccia sul mar Tirreno, nei 500 Km di costa che separano Salerno da Reggio Calabria. Il comune di Lamezia Terme ha sede sul bordo della pianura costiera detta piana di Santa Eufemia (o piana di Lamezia Terme), posta al centro della costa tirrenica in Calabria. Il centro del comune si trova indicativamente a metà strada fra la costa tirrenica e l'Appenino calabro ed è posizionato nell'istmo più stretto d'Italia, quello di Marcellinara, dove il Tirreno dista solo 33 km dallo Jonio. La città della piana si trova in posizione centrale, a breve distanza dai capoluoghi di provincia della regione: 35 km da Catanzaro, 70 km da Cosenza e 135 km da Reggio Calabria. Una parte importante della città sorge nella Piana di Lamezia Terme, creata a seguito di bonifiche di varie aree paludose. Di aspetto misto con nucleo in pianura, il comune annovera anche una serie di piccole frazioni geografiche che hanno sede sulle colline adiacenti, oltre a 8 Km di costa situati nel cuore del golfo di Santa Eufemia, in corrispondenza dell'omonimo centro abitato. Fra i principali corsi d'acqua del territorio troviamo il fiume Amato, che nei millenni ha formato la piana di Sant'Eufemia, e i suoi affluenti, il torrente Cantagalli che attraversa Sambiase, il torrente Piazza e il canale delle Canne, che attraversano Nicastro, il torrente Bagni, famoso per le sue acque sulfuree e nella cui piana alluvionale giacciono le rovine dell'antica città greca di Terina e il torrente Zinnavo, che segna il confine con il comune di Gizzeria.
La posizione centrale ha reso la città il nodo più importante per quasi tutti i tipi di trasporti all'interno della regione. Per quanto riguarda la rete stradale, la rete periferica della città di Lamezia Terme funge da collegamento fra la Autostrada A3 (Salerno-Reggio Calabria) e il raccordo autostradale SS 280 che porta fino a Catanzaro. La città è servita da 3 uscite autostradali (Lamezia Terme Est, Lamezia Terme Sud e, dopo l'innesto con l'autostrada A3, Lamezia Terme Ovest che, con lo snodo per l'aeroporto e il centro abitato di Sant'Eufemia Lamezia, rappresenta il termine tirrenico della SS 280) che consentono un comodo accesso alla rete viaria urbana. Da Lametia Terme passa un'altra arteria viaria importante per la regione Calabria, la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore, che percorre tutta la costa tirrenica da Salerno a Reggio Calabria. Per quel che concerne il trasporto su rotaia, la stazione di Lamezia Terme Centrale è il principale scalo merci ed uno dei più importanti scali passeggeri della regione, e fornisce collegamenti verso Sud (Vibo Valentia, Gioia Tauro, Reggio Calabria e Sicilia, verso Nord (Paola-Cosenza, Battipaglia, Salerno, Napoli, Roma), con le città di Catanzaro e Crotone, e con la costa jonica. Lamezia Terme è sede del principale aeroporto calabrese, costruito nel giugno del 1976 come primo esempio di aeroporto intercontinentale italiano. Attualmente, lo scalo lametino, gestito da una impresa mista pubblico/privata, funziona sia per voli nazionali che per voli internazionali, organizzati principalmente dai tour operator con intenti turistici. È considerato uno degli scali italiani in più forte espansione. Lamezia Terme è un agglomerato abbastanza recente, ma in realtà nasce in epoca assai antica. Il comune è stato fondato infatti il 4 gennaio 1968, nasce dall'unione di 3 grossi centri abitati, che in passato costituivano comuni a sé stante (Nicastro, Sambiase, Sant'Eufemia Lamezia) e sono ormai considerati dei veri e propri quartieri. I tre comuni di origine componenti l'attuale Lamezia Terme erano all'epoca abbastanza diversi, ma di fatto complementari tra loro. Nicastro era prevalentemente basata sul commercio, Sambiase più vicina all'agricoltura, mentre Sant'Eufemia era nata più recentemente da un gruppo di case intorno alla stazione ferroviaria principale, che costituivano la sede del consorzio di bonifica delle paludi. La fusione, proposta dal senatore Arturo Perugini, prima del suo genere in Italia, nacque dall'esigenza di creare un agglomerato urbano forte, capace di sfruttare al meglio le risorse messe a disposizione dal territorio comunale. Frutto di accese discussioni, le polemiche sulla fondazione della città odierna non si sono ancora del tutto sopite, e permangono tuttora residue rivalità fra i tre centri che la compongono. La storia di Nicastro ha inizio già in epoca bizantina, intorno al IX secolo, con la costruzione dell'avamposto militare Neo Castrum (nuovo accampamento militare) da cui il quartiere odierno deriva il nome. È stata la sede in passato di importanti attività commerciali ed il nodo culturale della attuale città. L'ex comune ha una storia radicata iniziata a cavallo tra il IX e il X secolo, in pieno dominio bizantino in Calabria. La storia nicastrese è fatta da continui domini ricordando fra tutti quello normanno-svevo. Per quanto riguarda la storia degli ultimi secoli, si può dire che durante l'occupazione francese in Calabria, avvenuta tra il 1806 e il 1814, Nicastro viene saccheggiata in lungo e in largo dai briganti che combattono contro i Francesi. Nicastro diventa, dopo la restaurazione, uno dei più attivi centri carbonari. Molti carbonari nicastresi seguirono Garibaldi a Volturno nel 1860 e proprio in questo periodo avvenne un plebiscito per far si che il Regno di Napoli entrasse a far parte del Regno piemontese soprattutto, per la grande apertura della popolazione e del clero alla causa unitaria. Nel XIX secolo, una forte stagione di emigrazione, come risposta ad una forte crisi, fece del nicastrese il primo comprensorio della provincia di Catanzaro per numero di immigrati al Nord Italia. Un'altra forte ondata di emigrazione si ebbe a Nicastro dopo il secondo dopoguerra quando fallirono sia i vari moti contadini, che le occupazioni delle terre. Nicastro è il quartiere più grande e più popolato della città di Lamezia Terme e conta oltre 50.000 abitanti, più del 67% della popolazione lametina. Sambiase nasce nel X secolo intorno al monastero di San Biagio, santo dal cui nome deriva, per successive trasformazioni linguistiche, quello della città. Numerose nel corso degli anni le chiese costruite all'interno della città. Delle 13 originarie, però, ne restano in piedi soltanto 5, mentre le altre sono andate distrutte o trasformate, dai cittadini dell'epoca, in abitazioni o negozi commerciali. Sant'Eufemia nasce nei pressi di Terina, storica città commerciale della Magna Grecia le cui rovine, sommerse da secoli di alluvioni causate dal torrente Bagni, sono attualmente oggetto di studio. Il paese è situato ai piedi di una collina ed è attraversato dal torrente Cantagalli. Nel territorio di Sambiase sono numerose le frazioni montane (oggi frazioni di Lamezia Terme), Acquadàuzino, Mitoio, Vonio, Acquafredda, Gabella. Alcuni storici quartieri sono Craparizza, Cafaldo, Miraglia. Immersa negli uliveti, a 6 chilometri dal mar Tirreno, sul Golfo di Sant'Eufemia, Sambiase è ricca di tradizioni locali e folkloristiche. Il paese è di estrazione agricola e, oltre ai già citati uliveti, è famosa la produzione di uva, da cui si ottiene il vino Lamezia (molto caratteristica, a fine agosto, era la processione di carrette che portavano l'uva alla cantina sociale). Tra i personaggi storici di rilevanza nazionale, va ricordato il patriota Giovanni Nicotera, poi ministro del governo Depretis, il filosofo Francesco Fiorentino, che nacque a Sambiase nel 1834 e il poeta Franco Costabile, nato nel 1924. La storia di Sant'Eufemia parte già all'epoca dei Greci, con la fondazione di Terina, città commerciale della Magna Grecia le cui rovine, sommerse da secoli di alluvioni causate dal torrente Bagni, sono attualmente oggetto di studio. Neanche il famosissimo archeologo Paolo Orsi è riuscito ad identificare con esattezza l'antica città greca. Sant'Eufemia ha una storia antichissima, documentata dai tempi dei Normanni, che concessero grandi privilegi al Baliaggio di Santa Eufemia. Ancora oggi è possibile visitare i ruderi dell'Abbazia di Sant'Eufemia. Il Baliaggio fu assegnato all'ordine cenobitico militare degli Ospedalieri Gerosolimitani, oggi noto come Sovrano Militare Ordine di Malta. L'ordine possedeva, oltre al Baliaggio di Sant'Eufemia, anche i feudi limitrofi di Nocera e Izzaria (oggi Gizzeria). Tutti e tre i centri conservano ancora oggi come patrono San Giovanni Battista, protettore dell'ordine dei Cavalieri di Malta. Ai Cavalieri di Malta si attribuisce la costruzione del Bastione di Malta. In seguito al disastroso terremoto del 1638, che aveva visto la città come suo epicentro, un nuovo centro, quello di Sant'Eufemia del Golfo (oggi Sent'Eufemia Vetere), venne fondato in una zona collinare poco distante. Il Baliaggio durò fino agli inizi del XIX secolo, quando i terreni del feudo furono ceduti alle famiglie nobili e alla nuova borghesia territoriale che si andava formando. Con la fine del Baliaggio, il territorio di SantìEufemia entrò a far parte del comune di Gizzeria; il quartiere odierno fu costruito durante il periodo fascista, in seguito alla bonifica dell'intera zona, divenendo comune autonomo nel 1935, per poi fondersi con Nicastro e Sambiase nel comune di Lamezia Terme nel 1968. Sant'Eufemia oggi è il centro più importante per i trasporti nella provincia di Catanzaro, essendo dotata di un aeroporto e di un importante nodo ferroviario. Lamezia Terme, come tutte le città, va visitata a piedi. Due buoni punti di partenza sono il Corso Numistrano, partendo da Nicastro e Piazza Fiorentino, partendo da Sambiase. L'arredo urbano è stato rivisto qualche anno fa, costruendo fontane e rivestendo alcune vie centrali con pietre al posto dell'asfalto, con risultati gradevoli. Da visitare anche il già citato Castello Normanno, nella frazione di Nicastro, il bastione di Malta, vicino alla località marina Gizzeria Lido, i ruderi dell'abbazia benedettina e le rovine della città greca di Terina nei pressi di Sant'Eufemia Vetere. Di interesse turistico anche le terme di Caronte, già note agli antichi Romani, che le chiamavano Aquae Angae. Forse, uno dei migliori approcci alla città è quello gastronomico: curiosando fra i vari negozi del paese, è infatti possibile trovare ottimi cibi locali a buon prezzo. Negli agriturismo e nei locali gusterete le mulingiani chjni (melanzane ripiene), patati e pipi (patate e peperoni), baccalà con le olive nere, grispelle (frittelle di patate e farina), le giardiniere fatte in casa e tutti i sapori della ricca cucina calabrese bagnati con gli ottimi vini locali di produzione propria e doc. Tra le varie possibilità, sono da consigliare i salumi e gli insaccati in genere, con un occhio particolare alla soppressata (salame piccante calabrese), molto spesso di produzione artigianale. Di buona qualità anche la produzione di latticini: tipico del luogo il butirro (provola ripiena di burro). Da segnalare, infine, la produzione dolciaria. Tipici della zona sono le cuzzupe, dolci all'uovo tipici del periodo pasquale e i turdiddi. Ottimi anche i gelati.

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