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Eventi a Crotone
Magna Graecia Teatro Festival
dove: Parco Archeologico di Capo ColonnaProgramma:
5 agosto 2011
Teatro e Società
ANIMA LATINA
da concerto
con MARIANGELA D’ABBRACCIO e
Luca Pirozzi chitarra
Alessandro Golino violino
Raffaele Toninelli contrabasso
Gianluca Casadei fisarmonica
Emanuele Pellegrini pecussioni
9 agosto 2011
Festival au Desert, Timbouctu, Mali
TARTIT, canti e musiche del popolo Tuareg
Fondazione Fabbrica Europa
Fadimata W. Oumar tindè e voce
Amanou Ag Issa tehardent, Griot
Haidara Faudtumata canto
Moussa Ag Mohamed tehardent, voce,
Mohamed Ag Issa chitarra, voce
Mohamed Ad Idwal tehardent
Fadimata W. Mohamedun tindè , voce
Tafa Wallet Alhoussene imzad, voce
10 agosto 2011
Associazione Culturale Mondo Estremo,
KRÒTON, LOKRÒI E LA BARCA DI ENEA
progetto e drammaturgia di GIORGIO ALBERTAZZI
con Sergio Basile
Emilia Brandi, Paolo Cutuli, Stefania De Cola, Giuliano Esperati,
Ilaria Genatiempo, Stefania Masala, Silvia Scotto
musiche: Stefano Saletti – Piccola Banda Ikona
coordinamento artistico: Andrea Di Bari
PRODUZIONE ORIGINALE PER MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVA
13 agosto 2011
Teatro dell’Argine e Castel dei Mondi Festival,
in collaborazione con Lunatica Festival, Archivio Rossini Opera Festival
I CAVALIERI - ARISTOFANE CABARET
di MARIO PERROTTA dai testi di ARISTOFANE
con Donatella Allegro, Lorenzo Ansaloni, Giovanni Dispenza, Mario Perrotta,
Paola Roscioli, Maria Grazia Solano
musiche dal vivo eseguite da Mario Arcari e dagli attori della compagnia
regia di Mario Perrotta
14 agosto 2011
Dracma Centro Sperimentale per le arti sceniche (Ricadi) – Progetti Carpe Diem,
BACCANTI, IL CANTO DEL DELIRIO
da EURIPIDE
PRODUZIONE ORIGINALE PER MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVAL
Baccanti: Le Assurd: Cristina Vetrone
voce, organetto e tammorre, Lorella Monti
voce, castagnole e tammorre, Enza Prestia
voce e tammorre, Enza Pagliara, Giovanna Mortellaro
voce Giuliana De Donno
arpa Rossana Colace, Daniela D’Agostino
Dioniso: Donatella La Macchia
Penteo: Federico Saba
Cadmo: Marco Silani
Tiresia: Giusi Merli
Agave: Gianna Deidda
Pastore/Messaggero: Andrea Naso
Messaggero: Renzo Pagliaroto
direzione musicale: Cristina Vetrone
coordinamento teatrale: Andrea Naso
costumi e scene: Maria Concetta Riso
progetto artistico: Franco Marzocchi
2 settembre 2011
Associazione Culturale Traiectoriæ – Reggio Calabria,
Domenico Gatto presenta:
NOX ERAT ET CAELO FULGEBAT LUNA SERENO
con CRISTINA ZAVALLONI
al pianforte Andrea Rebaudengo
e ROBERTO SCANDIUZZI
al pianoforte Cristina Presmanes
e la partecipazione straordinaria, in qualità di ospite fuori cast a titolo gratuito di GIORGIO ALBERTAZZI
CONCERTO IN ESCLUSIVA PER MAGNA GRAECIA TEATRO FESTIVAL
fonte testo: www.magnagraeciateatrofestival.it
La città
Crotone è un comune di 60.517 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia. La città, collocata sul versante est della Regione Calabria, si affaccia sul mar Jonio. L'altezza della città è di 8 metri sul livello del mare. Il comune, con una superficie di 179,83 Km², è capoluogo di provincia dal 1994; confina a nord con la provincia di Cosenza e a sud con la provincia di Catanzaro. La leggenda narra che il nome Crotone derivi da "Kroton", figlio di Eaco, che morì ucciso per errore dal suo amico Eracle (o Ercole). Per rimediare all'errore compiuto e per onorare l'amico che lo aveva ospitato, Ercole lo fece seppellire con solenne cerimonia sulle sponde del torrente Esaro e poi vicino alla tomba fece sorgere la città che prese il suo nome. Un'altra tradizione fa risalire il nome della città all'eroe Crotone, fratello di Alcinoo, re dei Feaci.La fondazione di Crotone risale al 718 a.C., come citato da Eusebio nel suo "Cronicon", sebbene altre fonti la rimandino al 710 a.C., o più attendibilmente al tempo del Re Polidoro, nel 743 a.C. La città venne fondata dagli Achei, che furono colpiti dai folti boschi, dal clima mite e dal prosperoso mare, e insediandosi, vi crearono una vera e propria Polis greca. Secondo la leggenda, l'oracolo di Apollo a Delfi ordinò a Myskellos di Rhype di fondare una nuova città nel territorio compreso fra Capo Lacinio e Punta Alice.
Dopo aver attraversato il mare ed esplorato quelle terre, Myskellos pensò che sarebbe stato meglio fermarsi a Sybaris, già florida e accogliente, anziché affrontare i pericoli e le difficoltà nella fondazione di una nuova città. Il dio adirato gli ordinò di rispettare il responso dell'oracolo, ordinandogli di fermarsi fra il promontorio Lacinio e la sacra Krimisa.
Secondo Ovidio, invece, fu Eracle ad ordinare a Myskellos di recarsi sulle rive del fiume Esaro. Ma Myskellos non fu mai insignito del titolo di fondatore della città, i cui abitanti venerarono sempre Kroton ed Eracle. La fama di Kroton raggiunse il suo apice nel V secolo a.C., diventando una delle più potenti Polis greche della Magna Grecia. La città era famosa per il suo clima salubre, per la bellezza delle sue donne, per le fertili campagne e per la forza fisica dei suoi uomini, tra cui ricordiamo il pluri-olimpionico Milone, tanto che superò ogni altra polis greca nel numero di vincitori nei Giochi Olimpici: un proverbio diceva "ultimo dei Crotoniati, primo dei Greci". Kroton fu celebre per i suoi medici, tra cui ricordiamo Democede (a cui si deve, forse, la scelta di Pitagora trasferirsi a Kroton, dopo averlo conosciuto a Samo) ed Alcmeone, il quale introdusse la sperimentazione trasformando la medicina, che fino ad allora era contaminata da magia e superstizione, in una scienza. Quando si parla di Kroton non si possono tralasciare i suoi atleti ed in particolare Milone: una leggenda narra che partì dalla Polis jonica con un vitello addosso e giunse ad Olimpia con un toro sulle spalle destando meraviglia e clamore, stravincendo i Giochi Olimpici. Dopo una coesistenza iniziale relativamente pacifica tra le città magnogreche, verso la metà del VI secolo a.C. iniziarono le discordie, che riproducevano a distanza lo scontro tra Atene e Sparta. Nel 560 Kroton e Locri iniziarono una guerra decennale che si concluse con la battaglia della Sagra, che vide la vittoria dei Locresi, sostenuti da Sparta. Dopo l'arrivo di Pitagora, Kroton mosse contro Sibari, fino ad allora sua alleata. Nel 510 a.C. ci fu una delle più grandi battaglie dell'antichità, nei pressi del fiume Trionto. Si trovarono di fronte 100.000 guerrieri armati dai Crotoniati, guidati dal leggendario atleta Milone, contro quelli dei Sibariti che li superavano per tre volte. La vittoria arrise a Kroton, che volle cancellare per sempre l'odiata rivale. E dopo settanta giorni di saccheggi venne deviato, sembra su idea di Pitagora, il corso del fiume Crati, i cui flutti fecero sparire Sibari per sempre. Seppur decaduta durante l'epoca dell'impero romano, la città risorse nuovamente in epoca bizantina, in particolare durante la dominazione spagnola. Nel Medioevo fu sede di un presidio bizantino e nel 1284 fu concessa dagli Aragonesi ai Ruffo di Catanzaro. Il re di Spagna Carlo V° le concesse ampi privilegi, fece potenziare il porto e, nel 1541, il viceré Don Pedro Toledo fece restaurare e fortificare il castello preesistente, fino ad arrivare alla maestosa struttura giunta ai giorni nostri. Il Castello di Carlo V che sovrasta la città, e le sue alte e forti mura, controllano ogni attività circostante, e decretano il successo della città nel XVI secolo, che venne chiamata Cotrone. Nel 1928 la città cambia nome da Cotrone a Crotone. In epoca più recente, Crotone è il centro del marchesato dei Ruffo. Alla morte dell'ultimo marchese di Crotone don Niccolò (1359-1434) 6° Conte di Catanzaro e primo marchese di Crotone, figlio di Antonello, gli succede la figlia Giovannella, assassinata nella sua dimora in un anno dopo. Ad essa succede la sorella Enrichetta che sposa in seconde nozze il nobile spagnolo don Antonio Centelles, Conte di Collesano e Principe di Santa Severina, senza eredi. Il suo porto, che strategicamente colma le distanze dei più vicini porti di Taranto e Messina, favorisce ogni attività di scambio e si propone come traino per l'economia agricola e la proliferazione di attività industriali. L'insediamento industriale ha visto la città protagonista nel periodo a cavallo fra le due guerre mondiali, favorite anche dalla vicinanza con la centrale idroelettrica. La popolazione crotonese raddoppia durante gli anni trenta, fino a superare i 50.000 abitanti odierni. Dalla seconda metà degli anni settanta il cantautore Rino Gaetano ha esportato la sua "Crotonesità" in tutta Italia e la sua musica è ancora oggi attuale, nonostante siano passati molti anni dalla sua tragica e prematura scomparsa. Purtroppo, le industrie principali, Pertusola Sud e Montedison, collassano presto. Alla fine degli anni 80 infatti, la città è stroncata da una grave crisi economica. Gli anni ottanta segnarono la fine della stagione della grande industrializzazione e, dopo tanti anni di colpevole sopore, ci si svegliò una "caldissima" notte di settembre; era il 6 settembre 1993, ma per tutti noi crotonesi è "la notte dei fuochi", la notte in cui scoppiò rabbiosa la protesta degli operai delle fabbriche agonizzanti.
Migliaia di crotonesi persero il posto di lavoro, fatto che accentuerà l'inevitabile emigrazione di massa verso lidi più prosperi. Tante promesse, tanti progetti, tanti nuovi enti e consorzi per lo sviluppo ma pochi, pochissimi risultati e, in attesa del rilancio turistico, Crotone divenne provincia nel 1994. Un'altra battuta di arresto per la città è data dall'alluvione del 1996, che distrusse gran parte delle abitazioni a ridosso del fiume e stroncò sei vite umane, così come il morale della città. Tra le principali opere realizzate negli ultimi anni si ricordano il Piano Regolatore Generale, il porto turistico, il nuovo lungomare, l'ammodernamento dello stadio Ezio Scida in occasione, nel 2000, della storica promozione della squadra allenata dall'ex difensore della Juventus Antonello Cuccureddu in Serie B, la riqualificazione e la bonifica delle contrade e le numerose fontane e parchi che hanno reso ancora più bella la Città. Il nuovo piano regolatore e la partecipazione al concorso di riqualificazione urbanistica, Urban II, ridanno smalto alla città e costituiscono motivo di orgoglio che contribuirà alla ripresa economica. La città riesce a ribaltare il clima di sconforto e risale la classifica sulla qualità della vita, che l'aveva vista arenarsi nelle ultime posizioni.
fonte testo: it.wikipedia.org/wiki/Crotone
Pitagora
Figlio di un mercante di Tiro, Pitagora nacque a Samo nel 570 a.C.. Di famiglia sufficientemente agiata, poté frequentare eccellenti maestri, i migliori cervelli del tempo, il musicista e poeta Ermodame, suo concittadino, gli scienziati Talete (ma appare poco credibile essendoci fra i due circa cinquant'anni di differenza) ed Anassimandro, entrambi di Mileto, il filosofo moralista Biante di Priene, il sacerdote Henufis. A diciotto anni fu affidato a Ferecide di Siro detto il Saggio che lo indusse ad indagare sulle leggi palesi ed occulte dei fenomeni naturali. I due viaggiarono visitando le isole del mar Egeo e l'Asia Minore, venne iniziato ai sacri misteri dei templi greci. Quando nel 548 a.C. il suo maestro morì, compì dei viaggi in Egitto e in Babilonia, durante i quali frequentò circoli sacerdotali e magici, prima di stabilirsi definitivamente a Crotone, dove fondò la scuola che prese il suo nome.Le alterne vicende politiche lo costrinsero a riparare a Metaponto, dove morì nel 490 a.C.. Ma anche sulla sua morte i resoconti dei biografi non coincidono: secondo alcuni, Pitagora, rientrato a Crotone, sarebbe vissuto fino all'età di cento anni. Si narra che un giorno Leonte, tiranno di Fliunte, chiese a Pitagora «Chi sei?» e lui gli rispose: «Sono un filosofo» e fu così che per la prima volta è stato pronunziato questo termine. Pitagora sostenne che la natura ultima della realtà fosse matematica. Secondo Aristotele, i pitagorici sostenevano che "il mondo intero fosse armonia e numero". Pitagora maturò la convinzione che le cose fossero numeri (in particolare numeri interi) dallo studio della musica, della matematica e dell'astronomia. In particolare, da virtuoso della lira qual'era, notò come gli accordi musicali fossero esprimibili in termini di rapporti tra numeri interi. Vide la stessa armonia riflessa nell'universo e non esitò a parlare di armonia generale del cosmo. La chiarificazione della natura dei numeri si pose come domanda imprescindibile a Pitagora e ai suoi seguaci. Essi si interrogarono sulle proprietà dei numeri pari e dispari, dei numeri triangolari e dei numeri perfetti e lasciarono un'eredità duratura a coloro che si sarebbero occupati di matematica.
Secondo il mito, a Pitagora o ai pitagorici, si devono le seguenti scoperte: la somma degli angoli interni di un triangolo è pari a due angoli retti, più in generale, nel caso di un poligono di n lati, la somma degli angoli interni è uguale a 2n-4 angoli retti; il noto teorema di Pitagora: in un triangolo rettangolo, il quadrato costruito sull'ipotenusa è equivalente alla somma dei quadrati costruiti sui cateti, era tuttavia conosciuto da babilonesi e indiani prima di Pitagora, e nei Sulvasutra si trova una dimostrazione uguale a quella di Euclide; la soluzione geometrica di alcune equazioni algebriche; la scoperta dei numeri irrazionali; la costruzione dei solidi regolari. Pitagora si appassionò di orfismo e misticismo e, in virtù di questi interessi, non esitò ad attribuire ai numeri poteri magici. Egli credeva nella metempsicosi, nella purificazione delle anime attraverso un ciclo di successive reincarnazioni (poiché riteneva il corpo una prigione dell'anima che si poteva purificare solamente attraverso la conoscenza). Sosteneva di aver vissuto quattro volte e, in particolare, di essere stato prima Etalide, poi Euforbo, nei cui panni era stato ferito a Troia da Menelao, quindi Ermotimo ― a dimostrazione diceva di aver riconosciuto in un tempio lo scudo di Menelao, e infine Pirro, un povero pescatore dell'isola di Delo. Tra una reincarnazione e l'altra, la sua anima si era trasferita in numerose specie animali e perfino in qualche pianta. Altre volte invece gli era capitato di scendere nell'Ade, dove aveva intravisto Omero appeso a un albero ed Esiodo incatenato a una colonna, colpevoli entrambi di aver trattato gli Dei con troppa familiarità. La serie delle apparizioni di Pitagora comunque non termina con lui: alcuni biografi posteriori raccontano che il filosofo si sia reincarnato di nuovo in un certo Periandro, quindi nel corpo di un uomo chiamato anch'egli Etalide e, per finire, nelle vesti profumate di Alco, una bellissima donna che di mestiere faceva la prostituta. Infatti, pare che il ciclo delle reincarnazioni fosse di 216 anni (il 216 era uno dei numeri magici della scuola pitagorica, essendo il cubo del numero 6, pertanto, l'ultima apparizione sulla Terra dovrebbe essere avvenuta intorno al 1810 d.C. Il più grande riconoscimento che la storia conferisce a Crotone, è la prolifica scuola pitagorica, che il grande maestro greco fondò in una data stimata fra il 600 a.C. e il 500 a.C. Secondo la leggenda, il filosofo e matematico scelse questa meta per il suo ateneo per volere divino. Proveniva da Delphi, laddove la leggenda racconta che avesse interpellato l'oracolo. Fu il Dio Apollo a predestinarlo a Crotone per trasmettere il suo sapere. Inoltre, era a lui nota la cultura scientifico-medica, artistica e filosofica della città, e non ultimo il suo favorevole clima politico. Era infatti la tirannia a dilagare nelle altre città joniche. Giunto a Crotone, Pitagora riuscì a guadagnarsi subito i favori del popolo grazie al suo sapere, ma sappiamo che governò "aristocraticamente". Ottenne dalla città una magnifica costruzione all'interno delle mura cittadine, in marmo bianco, circondato da giardini e portici, destinata ad ospitare la scuola del maestro. Fu chiamata Casa delle Muse. In questa scuola il maestro sviluppò il suo pensiero, fra cui ricordiamo la metempsicosi, la teoria secondo cui l'anima vive anche dopo la morte corporea, la dottrina escatologica, conseguente alla metempsicosi, secondo cui l'anima trasmigra in forme di vita diverse, perfezionandosi, fino a raggiungere Dio, il dualismo, che riguarda il cosmo e l'aria che lo circonda, la teoria secondo cui il numero è l'arché (il principio di tutte le cose), la costruzione dell'aritmetica in base 10 e il suo famoso teorema.
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