Economia italiana: segnali di miglioramento e crescita del PIL

Finalmente, dopo un periodo non certo positivo per l’economia del nostro Paese, sembrano essere in arrivo notizie decisamente più incoraggianti. L’Istat ha infatti reso noto che nel corso del 2016, il PIL italiano è aumentato in termini grezzi dello 0,9% rispetto al 2015.

Questi segnali di miglioramento della nostra economia, come dice e-conomy.it, sono positivi anche per il modo di porsi dell’italiano medio nei confronti degli investimenti. L’Istituto italiano di Statistica ha inoltre precisato che:

il dato corretto per gli effetti di calendario segna invece un aumento dell’1,0%. Nel Documento programmatico di bilancio di ottobre scorso, il Governo ha stimato per il 2016 un rialzo del Pil (in termini grezzi) dello 0,8% dopo lo 0,7% del 2015. Il dato di oggi è quindi leggermente superiore alle stime italiane e in linea invece con quelle Ue. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura.

Il comunicato stampa dell’Istat, pubblicato lo scorso 14 febbraio, entra poi più nello specifico:

economia italianaNel quarto trimestre del 2016 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,1% nei confronti del quarto trimestre del 2015. Il quarto trimestre del 2016 ha avuto tre giornate lavorative in meno del trimestre precedente e due in meno rispetto al quarto trimestre del 2015.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei settori dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,5% negli Stati Uniti, dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,4% in Francia. In termini tendenziali, la crescita è stata del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,9% negli Stati Uniti e dell’1,1% in Francia.

Secondo la prassi corrente, i dati diffusi dall’Istat sono rivisti a partire dal primo trimestre 2012, utilizzando una metodologia per la stima preliminare del PIL analoga a quella seguita per la stima completa dei conti trimestrali.

La mancanza totale o parziale di alcuni indicatori alla data della stima preliminare comporta quindi un maggiore ricorso a tecniche statistiche di integrazione. Di conseguenza, le stime preliminari trimestrali possono essere soggette a revisioni di entità superiore rispetto alle stime correnti, diffuse a 60 giorni dalla fine del trimestre.

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