Crotone, Parte la mensa scolastica

Il 1° ottobre parte la mensa scolastica. Per il trasporto scolastico somme già stanziate dal Comune ma si sollecita la decisione del Governo per evitare che i costi gravino interamente sulle famiglie

Il 1° ottobre partirà il servizio di refezione scolastica.
Anche quest’anno l’Amministrazione comunale ha intenso garantire, fin da subito, un servizio indispensabile per molte famiglie.
Purtroppo il servizio di trasporto scolastico non potrà partire, come avvenuto un anno fa, il 1° di ottobre.
Un ritardo non dovuto a questa amministrazione, che già in estate aveva lanciato l’allarme riportando anche i timori espressi dall’Anci Calabria.

Il Comune di Crotone ha già previsto le risorse economiche in bilancio da subito disponibili.
Tuttavia ci troviamo di fronte ad una situazione che coinvolge non solo il nostro ma tutti i comuni italiani.
Ci stiamo battendo affinché prevalga il principio che il trasporto scolastico è un servizio pubblico, costituzionalmente garantito.

Vogliamo evitare di addossare alle famiglie l’intero costo del servizio con il rischio di pregiudicare il diritto allo studio e soprattutto evitare una spesa ingente a carico delle famiglie.
Ci aspettavamo che il nuovo governo, sin dal primo consiglio dei Ministri, trattasse l’argomento le cui conseguenze si riversano sui cittadini, ma così non è stato.

Questi i fatti: a seguito dell’entrata in vigore del Dlgs 63/2017, la Corte dei Conti del Piemonte, con la deliberazione n. 46 del 6 giugno 2019 , partendo dalla qualificazione del servizio di trasporto scolastico quale servizio pubblico escluso dalla disciplina normativa dei «servizi pubblici locali a domanda individuale», ha interpretato la clausola di invarianza finanziaria prevista dal comma 3 dell’art. 5 del Dlgs 63/2017 nel senso di garantire la copertura dei relativi costi, mediante i corrispettivi versati dai richiedenti il servizio.
Il che significa a carico delle famiglie!

Un assunto inaccettabile, che lede il diritto allo studio e che aggredisce le fasce più deboli della società, le stesse che ricorrono maggiormente al servizio.

Inaccettabile soprattutto in territori come il nostro, dove è forte la dispersione scolastica, dove più forte e incisiva deve essere la rete a sostegno delle famiglie e dei minori.
Come detto associazioni, rappresentanze politiche, l’Associazione Nazionale Comuni d’Italia, l’Unione delle Province d’Italia, hanno sollecitato il Governo per l’adozione di un provvedimento d’urgenza per chiarire ed orientare gli enti locali nell’adozione degli atti relativi al servizio per il corrente anno scolastico. Si deve registrare inoltre che nel mese di luglio la Corte dei Conti della Puglia è intervenuta con la Deliberazione n. 76/2019 che ha lasciato uno spiraglio, un appiglio normativo al quale ricorrere in attesa che il Governo intervenga.

La Corte pugliese precisa quanto segue “nell’obbligatorio rispetto dell’economicità del servizio, presupposto essenziale per consentire l’effettività e la continuità della sua erogazione, tra le risorse volte ad assicurare l’integrale copertura dei costi possono essere ricomprese le contribuzioni regionali e quelle autonomamente destinate dall’ente nella propria autonomia finanziaria espressa nel divieto di nuovi e maggiori oneri (v. C.d.C. Sezione controllo Campania, parere n. 102 del 28 maggio 2019), con corrispondente minore aggravio a carico dell’utente”.

Sulla scorta delle sollecitazioni dell’Anci, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 6.08.2019, ha rimediato con un decreto in cui all’art.5 del Decreto Scuola , prevedeva che la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l’accesso ai servizi di trasporto scolastico potesse essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di una delibera motivata, “inferiore ai costi sostenuti dall’ente locale per l’erogazione del servizio, o anche nulla“.

La condizione imposta ai Comuni per garantire i costi contenuti o la gratuità del servizio è il rispetto dell’equilibrio di bilancio.
Ma visto che l’approvazione è avvenuta con la formula ‘salvo intese’, avrebbe dovuto concretizzarsi in un testo finale per approdare in Gazzetta Ufficiale entro il 28 agosto, in tempo per la ripresa dell’anno scolastico. La crisi di Governo, ha però messo tutto in stand by.

Il Comune di Crotone ha deciso di non continuare ad aspettare -in attesa di risposte e soluzioni che potrebbero tardare ad arrivare- e quindi ha proceduto ad avanzare formale quesito alla Corte dei Conti Sezione di controllo Regione Calabria e all’Anci.

Inoltre, sulla questione l’amministrazione ha cercato e voluto un’interlocuzione con l’On. Elisabetta, Barbuto parlamentare del territorio affinché la questione approdi a Roma e venga portata all’attenzione del Governo Conte. Si auspica che il decreto scuola e con esso la modifica all’articolo 5,comma 3, del D.lgs 63/2017 possa essere portato all’attenzione del Consiglio dei Ministri nella seduta di giovedì 3 ottobre per la relativa approvazione.

Assessorato alla Pubblica Istruzione

Fonte: Comune di Crotone 

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